UE - Cina, accordo sugli investimenti

7.01.2021

Il 30 dicembre 2020 l’Unione Europea e la Cina hanno concluso  il “Comprehensive Agreement on Investment” (CAI), un accordo bilaterale per gli investimenti che apre il mercato cinese alle imprese dei paesi membri dell’UE.

Le negoziazioni per l’accordo erano iniziate sette anni fa e in questo lasso di tempo sono state fatte molte concessioni da parte di Pechino.

In generale, l’accordo garantisce agli investitori europei l’accesso, come mai fino ad oggi, a diversi settori del mercato della Cina, come le telecomunicazioni, la finanza e il mercato di automobili elettriche e ibride.

Il CAI è importante per almeno due ordini di motivi. Il primo è senz’altro di carattere commerciale. Secondo Eurostat, nei primi dieci mesi del 2020 il volume degli scambi tra UE e Cina si è assestato a 477 miliardi di euro, il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. L’accordo mira quindi a rafforzare ed estendere la cooperazione economica perseguendo il tanto agognato regime di reciprocità tra i due blocchi economici. In particolare, l’accordo fornisce nuove opportunità e migliora, per entrambe le parti, le condizioni di accesso ai mercati europeo e cinese. L’accordo inoltre affronta le principali sfide relative alla dimensione normativa, in particolare quelle legate alla trasparenza, la prevedibilità e la certezza legale delle condizioni d’investimento. Agli investitori di entrambe le parti verrà garantito un trattamento equo, proteggendoli da condizioni discriminatorie. Inoltre, l’accordo dà specifica importanza allo sviluppo sostenibile incoraggiando investimenti responsabili e promovendo la tutela di standard ambientali.
Il secondo ordine di motivi, infine, va a maggior vantaggio di Pechino, poiché l’accordo contribuirà a creare un clima più disteso tra Cina e Occidente con inevitabili ricadute per la geopolitica mondiale.

La firma avverrà infatti a poca distanza dalla conclusione di un altro importante accordo commerciale, il “Regional Comprehensive Economic Partnership” – siglato tra i paesi dell’ASEAN più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda –, e aiuterebbe Pechino a distendere i propri rapporti con l’Occidente e le sue economie.

Orgalim, l’Associazione Europea della Metalmeccanica e l’Elettronica (di cui ANIMA è membro e fondatore) segue da vicino, presso la Commissione Europea, gli sviluppi dell'Accordo.

L'Area Affari Internazionali di ANIMA (affari.internazionali@anima.it), è a disposizione delle aziende associate per risolvere quesiti e fornire approfondimenti sui temi legati a export, fiere internazionali, promozione all'estero grazie al rapporto diretto e costante di ANIMA con il Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, le Ambasciate Italiane nel mondo, il supporto continuo di ICE Agenzia per l'internazionalizzazione delle imprese anche grazie alla presenza del Desk permanente ANIMA c/o ICE a Roma. Per le tematiche doganali, daziarie e il presidio dei mercati esteri, ANIMA mette a disposizione il contributo di conoscenza dei suoi partner con esperti delle singole materie: Easyfrontier con il Servizio Dogana Facile ANIMA per le materie doganali, Winh, Kili&Partners ed Envirovest  per quel che riguarda i Desk EAU&Middle East, Desk India, Desk  Africa e Desk China attraverso diretta attività a livello locale.

7.01.2021

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