Roma, 10 settembre 2026 – Assotermica, l'associazione di ANIMA Confindustria che rappresenta i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici (oltre 12.000 addetti e circa 3,5 miliardi di euro di fatturato in Italia, con un indotto di oltre centomila imprese della filiera tecnico-impiantistica), ha presentato – nell’audizione in ARERA - un position paper sulle strategie di decarbonizzazione degli edifici.
Il messaggio centrale portato dall’associazione è che nessuna tecnologia da sola può decarbonizzare l'intero parco edilizio europeo entro il 2050, ed è quindi necessario mettere a sistema elettrificazione, gas rinnovabili e soluzioni ibride, scegliendo caso per caso la risposta più efficiente.
Il documento richiama l'attenzione su una rete elettrica europea già sotto pressione, con un'infrastruttura di trasmissione che in media supera i 40 anni di vita utile e blackout in forte aumento nell'ultimo decennio. A questo scenario si aggiunge una domanda elettrica in rapida crescita, spinta non solo dall'elettrificazione di riscaldamento e mobilità ma anche dal boom dei data center: secondo il "Digitalization and Decarbonization Report 2025" del Politecnico di Milano, il loro peso sui consumi elettrici nazionali potrebbe salire dall'attuale 1,9% a una quota compresa tra il 7% e il 13% entro il 2035.
Per Assotermica, il rischio concreto è che gli investimenti necessari per sostenere questi nuovi carichi sottraggano risorse all'ammodernamento delle reti, mentre le stime dei costi di adeguamento — fino a 175 miliardi di euro in Italia entro il 2040, secondo i principali operatori della filiera elettrica — rischiano di ricadere su famiglie e imprese.
Da qui il messaggio più significativo del documento: decarbonizzare non significa necessariamente eliminare l'infrastruttura gas. La rete di trasporto e distribuzione esistente, già ampiamente ammortizzata, può accogliere quote crescenti di biometano e, in prospettiva, di idrogeno verde in miscela, senza richiedere nuovi investimenti sul sistema elettrico. Assotermica sottolinea che gas rinnovabili e reti gas rappresentano anche un formidabile sistema di stoccaggio stagionale a costo contenuto, difficilmente eguagliabile dalle tecnologie elettrochimiche.
Il position paper delinea tre possibili scenari sul contributo del biometano alla decarbonizzazione del riscaldamento residenziale italiano. Nello scenario "inerziale", allineato ai soli obblighi di riduzione dei consumi al 2035, il biometano potrebbe coprire il 28,4% del fabbisogno civile di gas. La quota salirebbe al 37,3% in uno scenario che punta sulla diffusione di sistemi ibridi factory-made accanto all'elettrificazione. Infine, considerando un terzo scenario che prevede anche importazioni contenute di biometano, la quota di molecole rinnovabili in rete destinate agli usi civili potrebbe sfiorare il 50% entro il 2040.
La strategia proposta da Assotermica riguarda anche il patrimonio di apparecchi già installato. L’associazione evidenzia infatti i vantaggi immediati della riqualificazione del parco a gas esistente: in Italia sono ancora installate oltre 10 milioni di caldaie tradizionali, la cui sostituzione con caldaie a condensazione o sistemi ibridi porterebbe un incremento dell'efficienza energetica del 15-20%, con benefici diretti in bolletta. Uno studio della società di consulenza indipendente Guidehouse per l'associazione europea EHI stima, inoltre, che una diffusione su larga scala dei sistemi ibridi factory-made — che spostano il picco di potenza dalla rete elettrica a quella a gas nei momenti di maggiore criticità — potrebbe ridurre fino al 54% la potenza che le reti elettriche europee dovrebbero essere in grado di trasmettere, con un risparmio di investimenti stimabile in diversi miliardi di euro.
«La transizione energetica del riscaldamento non può ridursi a un'unica soluzione imposta dall'alto – dichiara il Presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio –. Il nostro comparto ha investito pesantemente nelle nuove tecnologie e crede in una decarbonizzazione ordinata, graduale e ragionevole: significa valorizzare un asset già esistente come la rete gas, affiancare all'elettrificazione i sistemi ibridi e le caldaie predisposte ai gas rinnovabili, e mettere al centro l'efficienza energetica prima di caricare sulle famiglie e sulle imprese i costi di un modello che rischia di essere insostenibile. È una strada concreta, già modellizzata, che permette di raggiungere gli obiettivi climatici riducendo sensibilmente l'impatto sulle bollette e sulla stabilità del sistema elettrico».
Assotermica chiede ai decisori nazionali ed europei interventi regolatori mirati — dal riconoscimento del valore del gas rinnovabile a una definizione italiana di "caldaia unica" coerente con la filiera esistente — e ribadisce la propria disponibilità a un confronto con le istituzioni per costruire una transizione energetica efficace, sostenibile e realmente accessibile a tutti i cittadini.