Il 12 ottobre 2026 si è aperto a Milano il Summit Nucleare Civile Italia-Francia 2026, l’iniziativa promossa da Anima Confindustria in collaborazione con AIN, Business France e ICE Agenzia. L’evento, in programma fino al 15 ottobre, ha riunito una delegazione francese di primo piano e oltre 100 imprese italiane, a testimonianza del forte interesse dell’industria meccanica varia nazionale per le prospettive del settore nucleare.
L’obiettivo dell’incontro è dare un impulso concreto alla nascita di una filiera integrata, combinando il know-how francese nella progettazione e gestione dei grandi impianti con l'eccellenza tecnologica e industriale italiana.
Il ruolo centrale della meccanica italiana
L’Italia rappresenta già la seconda filiera industriale del nucleare in Europa, una posizione di leadership costruita grazie a imprese che forniscono da tempo componenti e servizi ad alto valore aggiunto ai principali progetti internazionali. A queste si affiancano diverse realtà del settore oil&gas dotate di competenze facilmente trasferibili al comparto nucleare.
«Il potenziale industriale esiste già e dobbiamo metterlo nelle condizioni di esprimersi pienamente», dichiara Marco Golinelli, vicepresidente di Anima Confindustria. «Negli ultimi mesi, sul fronte istituzionale, sono stati compiuti passi importanti, a partire dall’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile. Ora occorre trasformare questo percorso, creando le condizioni affinché le imprese possano investire, qualificarsi e partecipare alle nuove opportunità di mercato».
Golinelli ha inoltre evidenziato il valore strategico della cooperazione europea: «Alcune realtà italiane collaborano già con l’industria francese e il mercato interno rappresenta uno sbocco fondamentale. Per la nostra meccanica si apre un’opportunità straordinaria, ma serve una riflessione sul futuro energetico del Continente. In un contesto geopolitico complesso, la diversificazione delle fonti e l’autonomia industriale garantiscono sicurezza negli approvvigionamenti e stabilità dei costi nel lungo periodo».
Resilienza e nuove opportunità per il mercato
Il Summit ha gettato le basi per rafforzare la resilienza della filiera europea, mettendo in contatto diretto domanda e offerta lungo l'intera catena di fornitura. Tuttavia, per dare sostanza a tale potenziale, il quadro normativo dovrà essere affiancato da strumenti attuativi efficaci e tempistiche certe, indispensabili per attrarre nuovi investimenti.
«Il confronto con la Francia è importante perché ci permette di rafforzare relazioni industriali strategiche e di individuare nuove occasioni di collaborazione», sottolinea Stefano Monti, presidente di AIN (Associazione Italiana Nucleare). «Le aziende italiane sono già attive in circa 50 iniziative tra progetti avviati, in preparazione o previsti entro il 2050: una prospettiva che può generare opportunità concrete per le nostre imprese. In uno scenario di sviluppo del nucleare in Italia, gli studi stimano un potenziale fino a 117 mila occupati qualificati entro il 2050».
Monti conclude ricordando la necessità di creare condizioni solide per la crescita: «Per ricostruire una filiera nazionale strutturata serve investire in formazione e nella cooperazione tra imprese, istituzioni e ricerca. Per l'Italia è cruciale essere protagonista in questo mercato, valorizzando l'industria nazionale e il dialogo con i partner europei».

(Alberto Zerbinato - Anima Confindustria, Vicepresidente per la promozione e le relazioni internazionali). (Stefano Monti - Presidente di AIN, Associazione Italiana Nucleare).