Valvole e Rubinetti, ripresa e prospettive dell’industria italiana. La risposta di AVR

I comparti rappresentati da AVR puntano su PNRR, efficienza energetica e valorizzazione del Made in Italy. Al convegno del 26 novembre presentate le proposte del settore al vice ministro Gilberto Pichetto Fratin

26.11.2021

I comparti rappresentati da AVR puntano su PNRR, efficienza energetica e valorizzazione del Made in Italy. Al convegno del 26 novembre presentate le proposte del settore al vice ministro Gilberto Pichetto Fratin

Se i dati dell’Ufficio studi Anima sul comparto rappresentato da AVR – Associazione costruttori valvole e rubinetti all’interno di Anima Confindustria – danno un quadro positivo del settore, va considerato che ci sono ancora molti passi da fare per sviluppare politiche industriali efficaci e che possano far crescere il sistema Paese. All’evento di oggi “Ripresa e prospettive dell'industria italiana di Valvole e Rubinetti. La risposta di AVR” che si tiene a Baveno (VB), l’associazione dialogherà con enti e istituzioni per utilizzare al meglio i fondi del PNRR su aspetti relativi a efficienza energetica, risparmio idrico e valorizzazione del Made in Italy.

AVR, suddivisa in quattro sezioni – Raccordi, Cromato, Industriali, Bronzo & Ottone – raccoglie le migliori eccellenze italiane del settore. Secondo il vicepresidente della sezione Cromato, Maurizio Bellosta «La rubinetteria italiana sta vivendo un periodo di transizione ecologica, le aziende del settore hanno sviluppato prodotti sempre più efficienti e a risparmio idrico. Siamo sicuramente soddisfatti per l’introduzione del Bonus idrico, per cui AVR ha lavorato molto negli ultimi due anni insieme a Confindustria Ceramica e Federlegno; purtroppo i decreti attuativi sono arrivati in ritardo e il bonus ha scadenza già a fine 2021. Adesso stiamo dialogando con altre associazioni di categoria e con le istituzioni per richiederne la proroga almeno fino a giugno 2022».

Andrea Villa, vicepresidente sezione Industriali, dichiara che «In vista della messa a terra del PNRR è necessaria una riforma dei contratti pubblici, nel particolare l’Art 137 del Codice Appalti - che permetterebbe di valorizzare i prodotti Made in Italy e il Made in Europe e sostenere in questo modo la manifattura e quindi l’occupazione nel nostro Paese. Tale articolo, attualmente disatteso, prevede infatti che, nei lavori di ammodernamento degli edifici e delle infrastrutture, almeno il 50% dei prodotti utilizzati sia Made in Italy o Made in UE. La ricaduta di questa riforma sarebbe ad ampio spettro sugli investimenti previsti nel PNRR, con interventi già delineati per la ristrutturazione della rete idrica e la tutela ambientale, ed in prospettiva anche sui settori delle energie rinnovabili, in primis l’idrogeno. Oggi siamo impegnati su diversi fronti in questo senso, da quello tecnico con Enea a quello politico con Confindustria e le Istituzioni».

«Il comparto del “giallo” - aggiunge Renato Brocchetta, vicepresidente sezione Bronzo/Ottone - sta mostrando un andamento positivo, con una ripresa migliore del previsto; oltre alla ripresa post-pandemia notiamo un recupero “forzato”, dovuto alla scarsità di materie prime che sta alzando la richiesta da parte dei clienti finali, preoccupati dalla possibilità che finiscano le scorte. Siamo fiduciosi che il PNRR rivitalizzerà il mercato, soprattutto in Italia, dando un nuovo stimolo all’economia e all’industria. Attualmente stiamo creando un sito per spronare all’utilizzo delle valvole termostatiche e di bilanciamento, in grado di ottenere un miglioramento dell’efficienza energetica. Sarebbe utile fare rientrare queste tecnologie all’interno dell’Ecobonus, apportando miglioramenti per gli appartamenti e gli edifici in generale».

«Per quanto riguarda la sezione della raccorderia – afferma Ermanno Tanghetti, vicepresidente sezione Raccordi – settore trasversale perché legato alle installazioni e al montaggio di tutti i componenti degli impianti, il settore sta dando risultati positivi, ma rimane la preoccupazione dei prezzi aumentati alla produzione e al consumo. Saranno necessari piani politici e strutturali per sostenere i continui rincari e la difficoltà di reperimento delle materie prime. AVR ci dà la possibilità di sedersi ai tavoli di lavoro con le istituzioni a livello italiano ed europeo. Crediamo che questi Tavoli di collaborazione e confronto diventeranno sempre più importanti permettendo l’adeguamento di regole e normative tecniche che premino sempre di più qualità, ecologia, sicurezza dei prodotti e materie prime».

 

26.11.2021

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