Milano, 23 settembre 2026 – La disponibilità e il costo delle materie prime continuano a rappresentare fattori determinanti per la competitività dell’industria meccanica italiana. Per i settori rappresentati da Anima Confindustria, fortemente dipendenti dai materiali ferrosi e dai semilavorati in acciaio, il 2026 resta caratterizzato da prezzi siderurgici in rialzo e dalla forte incertezza legata alle tensioni geopolitiche e commerciali.
È in questo contesto che il 23 settembre torna il Focus Anima Materie Prime, l’osservatorio congiunturale dedicato all’andamento di tutti i mercati sensibili per l’industria manifatturiera. Presieduto da Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, l’incontro vedrà la consueta approfondita analisi di Achille Fornasini dell’Università di Brescia e la moderazione di Paolo Galloso, responsabile dell’Ufficio Studi Anima.
«La persistenza dei conflitti in Europa orientale e in Medio Oriente ha fatto emergere una tensione inflazionistica, per lungo tempo sottovalutata, che è destinata a restringere lo spazio per politiche monetarie espansive: una prospettiva non certo favorevole alle aziende già alle prese con i problemi legati all’energia e all’approvvigionamento delle materie prime», commenta il Prof. Fornasini.
Inoltre, le tensioni in Medio Oriente e le criticità legate alle rotte energetiche, si riflettono sull’andamento del petrolio e dei carburanti, alimentando nuove incognite sui costi e nuove difficoltà nella programmazione della produzione e degli investimenti.
Un'analisi condivisa dal Prof. Fornasini: «Le prospettive per i mercati delle commodity evidenziano un quadro fortemente polarizzato tra settori frenati dalla debolezza manifatturiera e comparti sostenuti da colli di bottiglia strutturali e tensioni geopolitiche. Uno scenario di mercati molto volatili dove la geopolitica e la disponibilità dell’offerta rappresentano i principali driver dei prezzi delle materie prime».
«Il mercato dei metalli – prosegue Fornasini – sta attraversando una fase di profonda trasformazione, fortemente condizionata dalla frammentazione geopolitica, dalle politiche tariffarie protezionistiche e dalla transizione energetica e digitale. Un quadro che evidenzia una drastica divergenza strutturale: mentre i metalli ferrosi soffrono per l'eccesso di capacità produttiva e per la crisi immobiliare cinese, diversi metalli non ferrosi registrano massimi storici trainati da una domanda crescente sospinta dell’iper-digitalizzazione, dall’iper-connettività, dalle tecnologie difensive e dal boom dei data center a supporto dell'Intelligenza Artificiale».
Particolare attenzione è rivolta all’acciaio, materia prima strategica per numerose filiere della meccanica. Se è vero che le nuove misure di salvaguardia europee puntano a sostenere la siderurgia dell’Unione rispetto alla pressione delle importazioni, è altrettanto indubitabile che per le imprese utilizzatrici è essenziale trovare un equilibrio tra la tutela della filiera, la disponibilità del materiale e la competitività delle produzioni a valle.
«Per le nostre aziende la stabilità delle forniture e dei costi sono condizioni essenziali per programmare produzione e investimenti», dichiara Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria. «Il costo dell’energia e il quadro internazionale continuano ad alimentare la volatilità dei prezzi, rendendo più complessa la programmazione gli acquisti. È dunque importante poter contare su un quadro tendenzialmente stabile, che permetta all’industria europea di reperire energia e materie prime a condizioni sostenibili. Sul fronte dell’acciaio siamo in attesa di capire quali effetti avranno le misure di salvaguardia e come evolverà il dossier Cbam, per valutarne l’impatto concreto sulla nostra manifattura».
L’iter relativo alla misura protezionistica si appresta infatti al confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione Europea per la definizione del perimetro e delle modalità di applicazione a partire dal 2028, che risulteranno decisivi per l’industria meccanica nazionale nella sua competizione con i produttori extra-UE. Un’attesa calata anch’essa nell’incertezza di scenario, che rende il Focus Materie Prime di Anima Confindustria un appuntamento irrinunciabile per tutte le imprese che intendano essere costantemente e razionalmente aggiornate sulla lettura di mercati sempre più interconnessi e condizionati da variabili non solo economico-finanziarie, ma anche geopolitiche e di natura regolatoria.