Comunicato stampa Assotermica: in uno studio le proposte per decarbonizzare il settore del riscaldamento in Italia

L'industria del riscaldamento raccoglie la sfida della transizione ecologica.

18.11.2021

L'industria del riscaldamento raccoglie la sfida della transizione ecologica.

Il mercato dell’impiantistica e della climatizzazione sta vivendo un periodo particolarmente positivo, spinto dalle incentivazioni e dalle nuove richieste di abbattimento delle emissioni. Eppure, per migliorare l’efficientamento energetico degli edifici, delle abitazioni e degli impianti di benessere, c’è ancora molto lavoro da fare. Lo studio “Prestazioni energetiche e ambientali dinamiche e stagionali di generatori termici anche non convenzionali in edifici residenziali di riferimento”, a cura dell’Università di Pisa in collaborazione con Assotermica (federata Anima Confindustria) e presentato oggi a Roma, conferma la priorità di agire sul parco installato e accelerarne la riqualificazione.

Il problema non è l’offerta di soluzioni, che è ampia e adeguata agli ambiziosi obiettivi, ma è la traduzione di questi obiettivi in misure implementative che garantiscano una neutralità tecnologica e un processo di transizione sostenibile. Perché?

«Il comparto dell’edilizia – afferma Alberto Montanini, presidente di Assotermica – è complesso ed eterogeneo e ha esigenze diversificate. Dal punto di vista impiantistico non c’è una soluzione che primeggia in assoluto, a maggior ragione se oltre a un obiettivo ambientale consideriamo anche l’impatto economico e sui consumi».

Lo studio evidenzia quindi come sia necessario dare una spinta alle rinnovabili, non solo all’elettrico, ma anche agli apparecchi ibridi e in prospettiva a quelli funzionanti con miscele di green gas. L’elettricità non coprirà, infatti, tutti i fabbisogni «ma soprattutto – prosegue Montanini – il settore è pronto per cogliere questa sfida; la decarbonizzazione è un impegno non più derogabile e siamo nel decennio decisivo per contenere gli effetti sull’ambiente. Come Assotermica abbiamo un approccio multi-tecnologico e multi-energetico perché riteniamo che il settore nel quale operiamo sia troppo articolato da essere affrontato con un approccio assoluto e semplicistico, talvolta banalizzando le discussioni. Vi sono ovviamente delle direttrici su cui tutti noi ci stiamo muovendo e gli apparecchi ibridi sono un’eccellenza della nostra industria attorno alla quale c’è fortunatamente un grande interesse.

In futuro ci sarà l’idrogeno e sempre più si andrà verso sistemi interconnessi alla rete e smart. La politica deve aiutarci ad avere una visione nel medio e lungo termine secondo un principio ampiamente riconosciuto di neutralità tecnologica».

Le nuove sfide della digitalizzazione e della transizione ecologica richiedono, però, nuove competenze, che andranno formate soprattutto negli installatori e negli operatori del settore. Nel prossimo futuro sarà, inoltre, necessario investire anche sulla crescita culturale di tutta la filiera con piani strutturati di formazione e di sensibilizzazione.

«Si aprono nuovi scenari per l’edilizia e per l'impiantistica residenziale – conclude Alberto Montanini – con l’obiettivo di eliminare gradualmente le tecnologie senza prospettive e accompagnando con misure d’incentivazione quelle ad alto potenziale».

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18.11.2021

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