Roma, 1° ottobre 2026 – Quanto altro si può fare per far risparmiare gas agli italiani in questo inverno? Per Assotermica, l'associazione di ANIMA Confindustria che rappresenta i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici (oltre 12.000 addetti e circa 3,5 miliardi di euro di fatturato in Italia, con un indotto di oltre centomila imprese della filiera tecnico-impiantistica e una quota export del 60%), la risposta parte da un dato di fatto: sono ancora 9 milioni gli impianti di climatizzazione invernale obsoleti e inefficienti installati nelle case, nei condomìni e nelle imprese italiane, e la loro sostituzione con sistemi ibridi e tecnologie a fonti rinnovabili resta la leva più immediata per abbattere i consumi di gas del Paese proprio nella stagione in cui la domanda è più alta.
Su questo fronte Assotermica riconosce e apprezza il lavoro che il Governo sta portando avanti per potenziare il Conto Termico, in riferimento alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con tecnologie efficienti e alimentate da fonti rinnovabili, come le pompe di calore e i sistemi ibridi.
In questi giorni l'Associazione, anche insieme alle altre sigle della filiera, ha scritto al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per chiedere di:
- Incrementare le risorse destinate agli interventi dei soggetti privati. Il DM conferma il tetto di 900 milioni annui e fissa una riserva minima di 300 milioni per pubblici e privati, ma l'articolo 3, comma 8, sottrae 60 milioni al plafond privato per le aste sui grandi impianti: un quinto della riserva minima garantita. Si riducono così i fondi per famiglie, condomìni e imprese, mentre il Conto Termico è lo strumento principale per riqualificare gli impianti termici e la direttiva EPBD impone di accelerare la decarbonizzazione degli edifici.
- garantire un'incentivazione effettivamente pari al 65% delle spese ammissibili, che al momento nel DM del 7 agosto 2025 si basa sulla stima dell’energia termica rinnovabile prodotta e su coefficienti di valorizzazione che non riflettono i costi effettivamente sostenuti per l’intervento. Secondo i riscontri delle aziende associate, per i sistemi ibridi factory made l’incentivo effettivamente riconosciuto si attesta oggi su una media inferiore al 40% del totale delle voci di costo del singolo intervento;
- reintrodurre gli incentivi per tutti i sistemi energeticamente efficienti installati dalle imprese, oggi esclusi nonostante la Commissione europea, abbia chiarito che possono continuare a essere incentivati e, soprattutto, rappresentino l'eccellenza produttiva di un intero comparto industriale italiano.
«Il lavoro fatto dal Governo è positivo e ci auguriamo che le novità annunciate sul Conto Termico vadano in porto - sottolinea Giuseppe Lorubio, Presidente Assotermica – Oggi più che mai è necessario accelerare la transizione energetica degli edifici e, per farlo, abbiamo bisogno di regole operative e portali amministrativi che funzionano in maniera coordinata. Se davvero vogliamo far risparmiare gas agli italiani quest'inverno, serve che tutta la filiera istituzionale, dai Ministeri fino agli enti tecnici, remi nella stessa direzione.»
Il diavolo, in questi casi, è nei dettagli attuativi, ed è lì che l'Associazione riscontra ritardi che rischiano di vanificare l'impulso dato dal Governo. Il primo caso riguarda l'Agenzia delle Entrate, che ha di fatto bloccato l'incentivazione di alcuni sistemi a gas destinati ai capannoni industriali equiparandoli in maniera errata a caldaie, oggetto di una specifica istanza già inviata da Assotermica. Il secondo riguarda il GSE, con cui l'associazione auspica un confronto su un tema tecnico ma dalle ricadute molto concrete: il riconoscimento degli impianti a radiatori a bassa temperatura come idonei ad essere abbinati a pompe di calore e sistemi ibridi, condizione indispensabile per riqualificare gli edifici esistenti senza dover intervenire sui terminali di emissione. Su questo punto permane un atteggiamento di chiusura che non trova riscontro nell'indirizzo dato dal Governo.
Da qui la richiesta dell'istituzione presso il GSE di una commissione tecnica interna allargata, con un confronto continuo e strutturato con le associazioni di filiera, Assotermica e Assoclima in primis, affinché le istanze tecniche del settore trovino ascolto prima che si traducano in ritardi e incertezze per famiglie e imprese.