Direttiva 2000/14/CE ‘Rumore esterno’ | Report Commissione Europea

Per attrezzature destinate a funzionare all'aperto

La Commissione Europea ha recentemente pubblicato la Relazione relativa alla trasposizione e amministrazione della Direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine e attrezzature destinate a funzionare all'aperto.

Questo Report giunge alla fine di un complesso processo di valutazione – iniziato nel 2013 con la valutazione di una possibili unificazione della Direttiva con la Direttiva 2006/42/CE ‘Macchine’ e proseguito con studi volti all’analisi dei limiti di rumorosità – che ha portato, come primo punto fermo, alla pubblicazione, nel 2018, dello Studio di Supporto al così detto Impact Assessment (studio tramite il quale, in generale,  la Commissione analizza le prestazione di una Direttiva e valuta l'impatto ed esaminare in che misura ha raggiunto i suoi obiettivi strategici) e il relativo Evaluation Report.

Tra il 2019 e la prima parte del 2020, la Commissione ha ulteriormente approfondito le prestazioni della Direttiva rispetto alla sua efficacia nel conseguire gli obiettivi, la sua efficienza (con particolare attenzione all'esame dei costi e dei benefici normativi, compresi quelli amministrativi), le potenzialità di semplificazione e miglioramento, la sua coerenza con altre normative dell'UE, la sua pertinenza rispetto alle esigenze degli Stakeholder e il suo valore aggiunto.

A conclusione di questa nuova fase, la Commissione ha quindi pubblicato:

la Relazione relativa alla trasposizione e amministrazione della Direttiva 2000/14/CE;

il così detto Executive Summary della valutazione condotta;

il così detto Staff Working Document.

Nel Report sono quindi stati individuati una serie di aspetti critici – soprattutto legati al mancato adeguamento al progresso tecnico di elementi essenziali della Direttiva –  da affrontare:

il campo di applicazione e, in particolare, gli elenchi delle macchine e attrezzature disciplinate e le relative definizioni, come pure la portata dei requisiti di ciascun tipo di macchina e attrezzatura (soggetto a limiti di emissione acustica o solo alla marcatura di rumorosità);

i limiti di emissione acustica per specifiche tipologie di macchine e disciplinate, sulla base delle informazioni disponibili in merito alla loro fattibilità tecnica ed economica, nell'ambito dell'obiettivo generale di costante riduzione alla fonte dell'emissione acustica;

i metodi di prova e di misurazione – per la maggior parte delle macchine e attrezzature disciplinate dalla Direttiva – non coerenti con lo sviluppo tecnologico;

le pertinenti procedure di valutazione della conformità, tenendo conto anche dell'impatto delle diverse soluzioni basate sull'autovalutazione (basate sul controllo interno) e sull'intervento di terzi (partecipazione di un organismo notificato);

le lacune ancora esistenti nella vigilanza sul mercato;

l'obbligo di rilevazione dei dati sul rumore e il relativo strumento di gestione (banca dati "NOISE Application");

l'adeguamento al nuovo quadro legislativo.

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