9 ottobre 2026

Drinking Water Directive: a Brescia il confronto sulle nuove regole per i materiali a contatto con l’acqua potabile

Oltre 150 partecipanti all’incontro promosso da Confindustria Brescia, in collaborazione con Assomet, ANIMA Confindustria e AVR. Al centro, le nuove procedure di certificazione e le ricadute per le imprese

Si è svolto presso la sede di Confindustria Brescia l’incontro “Materiali a contatto con l’acqua potabile: sei davvero pronto?”, promosso in collaborazione con Assomet, ANIMA Confindustria e AVR – Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria.

L’appuntamento, che ha registrato oltre 150 partecipanti, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sulle novità introdotte dalla Drinking Water Directive (DWD), recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023, e sulle relative implicazioni per le imprese che producono materiali e componenti destinati al contatto con l’acqua potabile.

Le nuove disposizioni interessano un’ampia filiera industriale, dalla rubinetteria alle valvole, dai raccordi alle tubazioni, e introducono un sistema europeo armonizzato basato su liste positive dei materiali, metodologie comuni di prova e procedure di valutazione della conformità.

Nuovo regime europeo e periodo transitorio: le principali novità

Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato le scadenze previste per il passaggio al nuovo quadro regolatorio.

Dal 1° gennaio 2027 prenderà avvio il nuovo regime europeo, mentre per l’Italia è previsto un periodo transitorio regolamentato fino al 31 dicembre 2030, durante il quale i prodotti già immessi sul mercato e conformi al DM 174 potranno continuare a essere venduti e installati, secondo le condizioni previste dalla disciplina nazionale.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la certificazione DWD, che consentirà alle imprese di operare con un’unica certificazione nei 27 Stati membri dell’Unione europea, con potenziali benefici in termini di semplificazione e riduzione dei costi legati sia alla prima certificazione sia al suo mantenimento.

Permangono tuttavia alcune questioni aperte. In particolare, nei Paesi che non hanno ancora definito un percorso transitorio, restano incertezze relative alla gestione e all’installazione dei prodotti conformi ai precedenti sistemi nazionali. Un aspetto che richiederà ulteriori approfondimenti e iniziative di coordinamento a livello europeo.

Il contributo tecnico di ANIMA e AVR

Ad aprire i lavori è stato Marco Capitanio, Vice Presidente di Confindustria Brescia con delega a Sviluppo Associativo, Zone e Settori.

Gli approfondimenti tecnici hanno visto gli interventi di Enrico Veschetti, Direttore dell’Area Funzionale “Rischio Chimico” dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha illustrato il quadro regolatorio europeo, le liste positive e le procedure ECHA, e di Vanda Spina, Food & Water Contact Technical Manager di ICIM, che ha approfondito le implicazioni operative della normativa per le imprese.

La successiva tavola rotonda ha coinvolto Alberto Spotti, della Segreteria Tecnica AVR, e Ferruccio Gnutti, Vice Presidente Assomet, offrendo un confronto sulle esigenze delle diverse componenti della filiera e sulle principali criticità applicative.

I lavori sono stati moderati da Alessandro Durante, Direttore Relazioni Esterne e Internazionali ANIMA Confindustria e Segretario Generale AVR, mentre le conclusioni sono state affidate a Mauro Barensfeld, Presidente del Settore Chimico di Confindustria Brescia.

Conformità normativa e competitività industriale

L’evoluzione della Drinking Water Directive rappresenta un passaggio significativo per l’industria italiana, chiamata ad adeguarsi a nuovi requisiti tecnici e procedure di certificazione, ma anche a confrontarsi con un quadro europeo progressivamente più armonizzato.

La possibilità di ottenere una certificazione riconosciuta nell’intero mercato europeo costituisce una prospettiva importante per le imprese, soprattutto per quelle che operano su più mercati e che oggi devono confrontarsi con requisiti e procedure nazionali differenti.

In questo contesto, ANIMA Confindustria e AVR proseguono il proprio impegno nel monitoraggio dell’evoluzione normativa e nel confronto con le istituzioni e gli operatori della filiera, con l’obiettivo di accompagnare le aziende nella comprensione dei nuovi obblighi, favorire la condivisione delle competenze tecniche e contribuire a condizioni di mercato più omogenee e competitive.

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