Rubinetteria e valvolame di fronte alle sfide dell’innovazione e della sostenibilità

Resoconto del convegno organizzato da Avr e Cnvv il 21 febbraio 2020

Quello della rubinetteria e del valvolame è un comparto in buona salute, pronto ad affrontare, anche attraverso radicali cambiamenti organizzativi, sia le nuove normative tecniche europee sia le sfide dell'innovazione e della sostenibilità. È quanto emerso dall'incontro intitolato “Innovazione, digitalizzazione, economia circolare: sfide e nuove opportunità”, organizzato venerdì 21 febbraio 2020 a San Maurizio D’Opaglio, la "capitale" del più grande polo mondiale di trasformazione dell'ottone, da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) e Avr, l’associazione nazionale dei costruttori di valvole e rubinetteria federata ad Anima-Confindustria.

«Le previsioni basate sui dati del primo semestre 2019 - ha spiegato introducendo i lavori il presidente di Avr, Ugo Pettinaroli - dicono che la produzione nazionale del comparto ha un fatturato aggregato di oltre 7,5 miliardi di euro (+1,7% rispetto al 2018), con un 62% di export (+2%) e 27mila addetti complessivi, mentre Avr, che raggruppa 63 aziende, conta più di 15mila addetti e un fatturato di oltre 3,8 miliardi, di cui oltre il 65% diretto all'estero. Il nostro settore sta andando incontro a grandi cambiamenti: abbiamo già fatto passi avanti per raggiungere i massimi obiettivi di sostenibilità previsti dalla normativa europea e la nuova sfida è ora quella dell’economia circolare: pensare al riutilizzo dello scarto ancora prima di fabbricare il prodotto».

«Tanto come aziende quanto nel nostro ruolo di imprenditori - ha aggiunto il presidente della Sezione Rubinetteria e Valvolame di Cnvv, Gian Maria Mazzola - ci troviamo sempre più all’interno di un vortice e la velocità del cambiamento ci impone di rivedere in continuazione i nostri modelli di business e i nostri paradigmi organizzativi. Dovremo essere sempre più orientati alla flessibilità, alla digitalizzazione, alla customizzazione, all'innovazione e alla sostenibilità: una sfida a cui fare fronte anche attraverso un percorso di aggiornamento, tecnologico e culturale, che deve essere continuo e ai massimi livelli qualitativi».

La prima parte dell'incontro è stata dedicata all’aggiornamento tecnico e normativo degli operatori. Sono intervenuti Alessandro Maggioni e Andrea Pasquini, dell’area tecnica di Anima/Avr, che hanno fatto il punto sulla legislazione sui materiali a contatto con l’acqua potabile, il regolamento “Reach”, la Direttiva RoHS e l’impatto dell’“Open Scope”. Ha poi preso la parola Holger Fehrholz, responsabile Technical Committee Sanitary del Ceir, l’associazione europea dei costruttori di valvole e rubinetti, che riunisce oltre 300 aziende aderenti a 13 associazioni nazionali, con circa 50mila dipendenti e una produzione di più di 11 miliardi di euro in valore, per una testimonianza in tema di materiali, piombo e cromo a cui ha fatto seguito l'intervento di Lorenzo Omodei, della Trafilerie Carlo Gnutti Spa, intitolato “Il mondo delle leghe d’ottone in continua evoluzione: come prepararsi al cambiamento”.

Dopo un question-time moderato da Alessandro Durante, di Anima/Avr, la seconda parte dei lavori, dedicata alle analisi di scenario, ha visto gli interventi di Davide Maggi, docente ordinario di Economia aziendale all’Università del Piemonte Orientale, che ha presentato le opportunità dell'economia circolare, e di Marco Magaraggia, di Altea Federation, e Andrea Saini, del Gruppo Laica, che hanno condiviso alcune riflessioni sulle nuove frontiere dell'organizzazione aziendale.

«Le strutture organizzative tradizionali, concepite negli ultimi cent'anni per gestire in modo gerarchico asset fisici o risorse umane - hanno spiegato Magaraggia e Saini - stanno rapidamente diventando obsolete. Il pensiero "lineare" tradizionale, infatti, mal si adatta a un mondo ormai "esponenziale" e per costruire un'impresa che sia veloce, reattiva e innovativa si deve strutturare al suo interno un'organizzazione esponenziale, che anche grazie all'utilizzo delle tecnologie informatiche consente di valorizzare la messa in comune di know how, idee, design, finanziamenti, distribuzione, marketing e vendite. Grazie agli algoritmi di machine learning e deep learning, inoltre, una gestione intelligente del patrimonio dei dati e delle informazioni presenti all’interno dell'impresa può consentire di massimizzare la sua flessibilità e mettere in atto una "filosofia della condivisione" in grado di avere effetti positivi anche sull'impegno delle persone, incoraggiando la collaborazione, l'autonomia e la multidisciplinarietà. Il passaggio da un'organizzazione lineare, strutturata in modo gerarchico, con processi rigidi e fortemente incentrata sullo status quo, a un'organizzazione esponenziale, caratterizzata da autonomia, tecnologie, sperimentazioni e processi fluidi, come quelli che caratterizzano grandi gruppi come Google o Airbnb, è soltanto agli inizi. Ma si tratta di un percorso irreversibile».