Focus Materie Prime, Anima Confindustria “Necessario aumentare la produzione di acciaio in Italia e intervenire sul caro energia”

Secondo le analisi di Achille Fornasini, i costi energetici e il superdollaro alimentano l’inflazione. 
Il calo dei prezzi metallurgici e siderurgici segnala rallentamento economico

20.07.2022

Secondo le analisi di Achille Fornasini, i costi energetici e il superdollaro alimentano l’inflazione. 
Il calo dei prezzi metallurgici e siderurgici segnala rallentamento economico

Il caro energia, l’alta volatilità dei prezzi delle materie prime, la scarsità delle forniture e i ritardi nelle consegne continuano ad affliggere il sistema manifatturiero italiano. 
Esplosi con la pandemia e aggravati prima dalla crisi geopolitica e poi dal conflitto russo-ucraino, questi problemi alimentano incertezze e instabilità dei mercati sui quali si abbattono anche gli effetti di un’inflazione pervasiva, che a sua volta alimenta timori di strette monetarie dalle ricadute potenzialmente depressive. 

«Le aziende della meccanica» dichiara il presidente di Anima Confindustria, Marco Nocivelli, «continuano a soffrire la mancanza di materie prime e microchip, spesso non riuscendo a evadere gli ordini in tempi brevi. Soprattutto le aziende che lavorano nei settori collegati all’edilizia si trovano oggi ad avere (un’altra) alta richiesta di tecnologie per la casa, ma un ritmo produttivo che non riesce a soddisfare la richiesta del mercato. Per aziende di molti altri settori si tratta invece di crisi, soprattutto per le imprese di trasformazione che trattano acciai e lamiere, alluminio e bronzo. Non da ultimo, il rincaro delle materie prime sta causando da circa due anni una riduzione della marginalità delle aziende della meccanica, che si trovano a lavorare materiali in continuo rialzo senza la possibilità di scaricare tutti i costi sul cliente finale. Considerata la situazione fuori controllo, si rendono necessari tre passaggi: prima di tutto, aumentare la produzione di acciaio in Italia. In secondo luogo, intervenire sul tema dei noli marittimi, rincarati anche del +500% in alcune tratte con un effetto devastante sul prezzo dei materiali importati in Italia. Infine, è necessario intervenire in maniera strutturale sul caro energia, permettendo alle aziende di alleviare l’incidenza delle bollette sui costi aziendali. Come Anima – conclude Nocivelli – apprezziamo le misure contenute nel Dl Aiuti, dove però manca una visione futura e un piano effettivo per i prossimi anni sul tema energetico».

Achille Fornasini, docente all’Università di Brescia e coordinatore dell’osservatorio congiunturale di Anima Confindustria, analizza la situazione attuale: «Mentre la Banca Centrale Europea per il momento non tocca i tassi malgrado l’inflazione galoppante sospinta dalla mostruosa bolletta elettrica, la Federal Reserve li alza per raffreddare la domanda interna. Il divario tra i rendimenti dei bond americani ed europei rafforza il dollaro che così acutizza l’inflazione europea a causa dell’aumento dei valori in euro dei beni importati». 
«D’altra parte - aggiunge Fornasini - se l’inflazione persisterà ai livelli attuali anche la Bce, come peraltro ha già annunciato, sarà anch’essa costretta ad alzare i tassi: ciò significherà una ulteriore penalizzazione per le nostre imprese, che già vedono alzarsi i costi sui finanziamenti bancari con conseguenti disincentivazioni agli investimenti».

«In Europa - prosegue Fornasini - il prezzo del gas si proietta verso i massimi storici per i timori di un blocco definitivo delle forniture russe: una prospettiva devastante per l’economia europea e nazionale, che già subisce costi energetici tali da innescare sottodimensionamenti produttivi delle industrie energivore». «Si registrano intanto cospicue flessioni dei prezzi metallurgici e siderurgici - segnala infine Fornasini: dopo un primo trimestre di ampi rialzi in scia ai trend dei due anni precedenti, le quotazioni si sono infatti riportate su livelli più equilibrati: un fenomeno che se da un lato favorisce le imprese della meccanica, dall’altro lascia intuire un calo della domanda conseguente ad un rallentamento dell’economia».

Al fine di inquadrare le dinamiche correnti e prospettiche dei mercati in una fase storica connotata dagli effetti negativi della pandemia, della crisi energetica e del conflitto russo-ucraino, ANIMA Confindustria propone il quinto appuntamento del suo osservatorio congiunturale periodico Focus Materie Prime (mercoledì 20 luglio, dalle ore 15,30 alle ore 17).

20.07.2022

Condividi

Agosto 2022
Luglio 2022
Giugno 2022
Maggio 2022