Coronavirus, Anima Confindustria insieme alle imprese della meccanica italiana. Proposte operative al Governo per il sostegno del sistema produttivo.

Il presidente di Anima Confindustria Marco Nocivelli: «Chiediamo di mantenere viva la produzione per evitare la completa rottura delle attività produttive, naturalmente restiamo in linea con le disposizioni del Governo». Dal confronto con le aziende associate, Anima ha elaborato e presentato al Governo proposte operative per sostenere l’industria.

«Come ANIMA chiediamo di poter continuare a mantenere viva la produzione per evitare la completa rottura delle filiere produttive» dice il Presidente di Anima Confindustria Meccanica Marco Nocivelli, «Vediamo con favore le misure introdotte dal Governo con il Dpcm dell’11 marzo e siamo allineati con le disposizioni prese in merito alle attività produttive, nell’ottica di avere come obiettivo la salute pubblica senza bloccare totalmente il sistema manifatturiero. Capiamo perfettamente la situazione di emergenza e siamo disposti a fare la nostra parte per il rilancio del Paese».
Dall’inizio di questa emergenza Anima ha intensificato l’interazione diretta con le aziende associate, «Ieri abbiamo consultato le aziende associate con un sondaggio che ha ricevuto oltre 400 risposte, e ci siamo confrontati con altre componenti del sistema Confindustria» dice il presidente Marco Nocivelli. «È emersa una volontà nel poter continuare a produrre e allo stesso tempo un’apertura a eventuali indicazioni più restrittive dovute all’emergenza sanitaria, purché si tratti, però, di indicazioni cogenti, non volontarie e uniformi sul territorio nazionale, e possibilmente sul territorio europeo, così da non ledere la competitività delle imprese e favorire veramente la salute pubblica». 
Anima continua a lavorare per rispondere alle sempre più numerose domande delle imprese, che chiedono soprattutto chiarezza e confidano per questo anche nel supporto delle istituzioni. 
Sempre da un confronto continuo con le aziende associate, Anima ha elaborato, e presentato al Governo, 7 proposte operative per il sostegno al sistema produttivo italiano a seguito della diffusione di Covid-19. 
«La nostra attenzione è stata rivolta all’ascolto delle singole situazioni per aiutare le aziende a superare criticità da un lato e, dall’altro, avere un quadro il più possibile obiettivo della situazione della meccanica varia che rappresentiamo» spiega il presidente di Anima Confindustria Marco Nocivelli.


Criticità e proposte per il sostegno al sistema produttivo italiano a seguito della diffusione di COVID-19

Le principali criticità
In poco più di due settimane dall’aggravarsi della situazione sanitaria nel Paese, la stabilità dell’economia italiana è già fortemente a rischio, e il trend di continua crescita dei contagi su tutto il territorio nazionale traccia un futuro prossimo di forti difficoltà. L’industria manifatturiera, pilastro del Sistema-Paese, è tra i settori più danneggiati dalla situazione attuale. Quattro le principali criticità: 
Liquidità. La situazione di crisi rischia di compromettere fortemente la situazione delle casse delle aziende, in particolare le piccole e medie imprese che costituiscono l’asse portante dell’industria italiana. Il mancato afflusso di liquidità dovuto allo stato di crisi potrebbe portare, già nel brevissimo tempo, all’impossibilità di poter adempiere ai pagamenti.
Forza lavoro. La diffusione del virus e le misure di contenimento adottate stanno avendo un impatto sulla produttività per l’industria manifatturiera. Nei prossimi giorni, con le possibili nuove misure messe in campo, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. In questo contesto, è oltretutto critica la diffusione parziale di tecnologie adeguate per lo svolgimento del lavoro agile.
Accesso materie prime e trasporto merci. La limitazione all’operatività delle industrie cinesi ha fortemente compromesso l’afflusso di materie prime e di semi-lavorati, che sconta gravi ritardi. A questo si aggiunge la difficile situazione per i trasporti da e per le imprese, dovuta al generale stato di emergenza. 
Export. L’export rappresenta la componente maggioritaria del mercato dell’industria meccanica italiana. La situazione di allarme che grava sul Paese sta già portando ad un calo considerevole delle esportazioni e a un indebolimento del Made in Italy. Inoltre, la chiusura delle principali manifestazioni fieristiche comporterà un’ulteriore difficoltà nell’individuare canali commerciali all’estero. 

ANIMA propone a partire dal confronto interno al settore: 
1. Sospensione e rinvio del pagamento di tutti gli obblighi tributari per le imprese per l’anno d’imposta in corso.
2. Individuazione di uno strumento, coperto dalla garanzia dello Stato, per scontare a tassi agevolati i crediti per le imprese immettendo, considerata la situazione straordinaria, liquidità e limitando quindi la crisi dei pagamenti.
3. Erogazione di voucher hardware e software per l’acquisto di tecnologie per lo svolgimento del lavoro agile da parte delle imprese.
4. Definizione di incentivi fiscali per favorire il rientro di imprese che negli ultimi 5 anni hanno delocalizzato parte della produzione all’estero al fine di ripristinare in Italia quelle produzioni che in questo momento sono all’estero e fanno quindi scontare una difficoltà negli approvvigionamenti.
5. Intervento dello Stato a garanzia dei contratti di fornitura nel caso di mancata consegna delle merci nei tempi previsti a livello contrattuale per cause di forza maggiore: ridotto o nullo afflusso di materie prime e riduzione di oltre il 20% della forza lavoro per motivazioni legate all’emergenza sanitaria. 
6. Redazione di un Piano straordinario per la tutela del Made in Italy per agevolare l’accesso sui mercati esteri dei prodotti italiani e rimborso degli investimenti già impiegati nell’anno in corso per la partecipazione a manifestazioni fieristiche, in Italia e all’estero.
7. Deroga straordinaria alla disciplina europea sugli aiuti di stato al fine di attivare una corsia preferenziale per le imprese italiane nel settore degli investimenti pubblici