Aqua Italia al “Festival dell’Acqua” per valorizzare la risorsa idrica

Un appuntamento per fare il punto sugli strumenti da mettere in campo per la ripartenza del Paese

Aqua Italia – l’Associazione Costruttori Trattamenti Acque Primarie federata ANIMA Confindustria – rinnova il sostegno al Festival dell’Acqua, la più importante manifestazione italiana sui temi che riguardano la risorsa idrica, che per questa sesta edizione si svolgerà in digitale sulla piattaforma dedicata. La tavola rotonda dal tema “Innovazione Aqua, Mater Vitae: Salute, Tecnologie, Interventi Sistemici”, che si terrà a partire dalle ore 12.10, sarà l’occasione per evidenziare come i sistemi di trattamento acque primarie possano valorizzare un bene tanto prezioso come l’acqua di rubinetto, incentivarne il consumo, riducendo rifiuti plastici e C02.

Dall’ultima indagine statistica, realizzata da Open Mind Research per Aqua Italia, sull’evoluzione di comportamenti e atteggiamenti della popolazione italiana nei confronti dell’acqua potabile da bere, è emerso che nel periodo di pandemia il 13,5% degli intervistati ha iniziato a bere più spesso l’acqua del rubinetto, nonostante la scarsa informazione e i timori legati alla modalità di circolazione del virus, dubbi poi fugati dall’Istituto Superiore di Sanità con una nota del 5 Marzo 2020 e la campagna di comunicazione #bevinsicurezza realizzata dall’Associazione.

Più in generale, 82,7% della popolazione italiana ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi, con un tasso di crescita sul 2020 di oltre il 5%. Circa la metà della popolazione maggiorenne italiana (47,3%) dichiara di bere sempre/quasi sempre l’acqua potabile del rubinetto in casa/fuori casa e si è evidenziato che nel corso del 2020 sono aumentati in modo significativo (+6,5%) i consumatori occasionali di acqua del rubinetto (35,4%). Il motivo principale e significativo per cui gli intervistati hanno dichiarato di bere l’acqua del rubinetto (trattata o non trattata) è l’“attenzione per l’ambiente” (27%), cioè evitare di trasportare e smaltire bottiglie di plastica, dato significativamente più rilevante rispetto agli anni precedenti (era il 12,3% nel 2018).

Da questi dati emerge chiaramente come, in questo momento storico, si debba lavorare per far crescere la fiducia nell’acqua di rubinetto, facendo investimenti per efficientare le reti idriche, non solo in termini di risparmio idrico ma anche per migliorare l’accessibilità all’acqua: ci sono Regioni come al Sud dove c’è discontinuità nell’erogazione. Dall’indagine statistica si conferma infatti una maggiore presenza di chi beve l’acqua del rubinetto sempre/quasi sempre tra i residenti nelle aree Nord Ovest (49,4%) e Nord Est (57,1%), mentre si rileva una minore incidenza tra coloro che vivono nel Sud+Sicilia (40,9%), dove risulta più alta della media la percentuale di coloro che bevono acqua del rubinetto più raramente o mai (29,5% verso una media nazionale del 25,2%).