#Innovazione

Intervista a Stefano Casandrini, Ferroli SpA                                                   

Cosa significa per lei la parola “innovazione” associata al settore rappresentato da Assotermica?

Assotermica è un’associazione solida, ma al contempo ricca di punti di vista.

La nostra base associativa è verticalizzata sulle filiere fornitore-cliente, ma nel contempo distribuita orizzontalmente con imprese, associati e know-how a copertura di una varietà di tecnologie.

Dal mondo del riscaldamento e del comfort ad acqua, a quello ad aria o a irraggiamento, alla produzione di calore per usi industriali, passando per i sistemi di controllo e di produzione intelligente ed ecologica di acqua calda sanitaria, sfruttando anche le tecnologie e i sistemi a energia rinnovabile, noi ci siamo.
L’Associazione è “tecnologicamente agnostica” rispetto al combustibile o al vettore energetico, riuscendo spesso a conciliare posizioni che dall’esterno si possono immaginare su estremi opposti.

Io sono in associazione da 21 anni, con diversi ruoli e rappresentando aziende diverse lungo la mia carriera professionale, eppure fatico molto a ricordare un caso in cui in uno dei Gruppi Tecnici ci sia toccato prendere una decisione ai voti, ovvero a maggioranza, al di fuori dei momenti di voto istituzionale richiesti dalle delibere dell’Assemblea.

Tutto questo lavoro sinergico, confesso in alcuni momenti molto faticoso, fa sì però che l’associazione possa essere grandemente protagonista dei momenti di vera innovazione, sia tecnologica, che di filiera, che normativa, riuscendo a prevedere, anticipare e talvolta anche a guidare il cambiamento, sulla base di un know-how e di una conoscenza della filiera, del mercato e delle sue potenzialità più che autorevoli, come del resto ci viene riconosciuto, seppur talvolta sottovoce, dalle strette e proficue interlocuzioni con gli organismi governativi a vari livelli.        
Innovazione vuol dire quindi capacità di adattamento continuo, vuol dire saper gestire un output (la direzione del cambiamento) in funzione di un input (la spinta al cambiamento) senza soluzione di continuità, in modo proattivo e positivo.

 

Secondo lei il settore industriale italiano sa innovare? Se sì, come si pone rispetto al resto del mondo?

Assolutamente sì, il sistema italiano, e oggi ancor più in quanto inserito nel sistema Europa, per quanto riguarda la rappresentatività industriale del nostro settore, riesce ad esprimere una vocazione all’eccellenza e al miglioramento continuo, che non a caso fanno del mercato Europeo uno dei mercati più avanzati e progrediti al mondo, se non il più progredito sotto vari aspetti.    
Lei pensi che il mercato USA è arrivato pochi anni fa a scoprire la tecnologia delle caldaie a condensazione, già diffusa in Europa da decenni, e prodotta ed esportata dalle aziende Assotermica in tutto il mondo.
Ora ci chiediamo quanto ci metteranno negli USA a scoprire i vantaggi dei sistemi ibridi.

Nel nostro settore in particolare, la filiera della componentistica rappresenta un’eccellenza a livello mondiale, con interi distretti industriali al servizio di aziende tedesche e internazionali, un po’ come quello che accade nell’automotive, della quale però si parla di più.

In alcuni settori particolari la creatività e la flessibilità dei nostri progettisti hanno saputo ritagliarsi un ruolo ai vertici di segmenti di nicchia, un po’ come accade ad esempio nella moda italiana: penso ad esempio al settore delle biomasse o a quello delle pompe di calore a gas.

 

Il vostro mercato di riferimento è ricettivo verso le innovazioni, contando anche che siamo in un settore tradizionalmente complesso e con una filiera lunga?

Qui la domanda si fa un po’ più “pepata”. Se penso alla mia esperienza del recente passato in Assotermica, ad esempio con il cambio normativo dei Regolamenti Europei Ecodesign-ERP, la realtà dei fatti storici ci testimonia come la nostra filiera sia effettivamente lunga e complessa, e non sempre velocissima a recepire i cambiamenti come reale opportunità.

Volendo vedere il classico “mezzo pieno” del bicchiere devo dire però che l’appartenenza ad Assotermica ha notevolmente agevolato gli associati, in un momento realmente disruptive, sia attraverso un programma di attività formative e consultive serrate verso la filiera, fatto di momenti di formazione in collaborazione con le associazioni artigiane per esempio, sia attraverso il confronto continuo e l’elaborazione di documenti e di linee guida che consentissero ai rivenditori e agli installatori di orientarsi nel nuovo corpus normativo, piuttosto denso di novità, dei Regolamenti ERP.

Oggi Assotermica si presenta molto ben strutturata e dotata di un ottimo sistema di relazioni con i vari stakeholders, che ci rendono confidenti sul fatto che gli associati possono trarre sempre il massimo supporto dall’Associazione nei momenti di forti transizioni di mercato o normative.

Un ulteriore esempio lo abbiamo avuto nel 2019, quando grazie all’intensa e strettissima collaborazione inter-filiera abbiamo ottenuto il grandioso risultato di veder “congelato” dal Governo il sistema di incentivi “cessione del credito”, che nella sua prima stesura escludeva il coinvolgimento di cessionari terzi estranei alla filiera, banche o finanziarie. Come tutti sanno, nel corso del 2020 il sistema è stato ridisegnato, non solo con l’introduzione del SuperBonus 110%, ma soprattutto introducendo il principio di apertura totale a tutte le tipologie di cessionari candidati, il che ha permesso alla piattaforma incentivi una reale partenza senza troppi strappi per le categorie più deboli, a valle della filiera commerciale.

Penso che questi punti di forza e di riferimento di Assotermica ci siano oggi ampiamente riconosciuti dalla filiera, che si rivolge a noi quando è in cerca di un interlocutore sicuro, informato, neutrale e ancora una volta autorevole.

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