Water Management Report 2018

Il Report ha richiesto uno sforzo significativo di raccolta ed elaborazione di informazioni “di prima mano” da operatori e grandi utilizzatori di acqua. Il focus è ancora sugli utilizzi civili e industriali della risorsa idrica (lasciando per il momento “a secco” il comparto dell’agricoltura).

Sono state mappate le principali tecnologie e soluzioni disponibili per il water management lungo l’intero ciclo dell’acqua: dalla captazione alla depurazione pre-impiego, dall’impiego al trattamento delle acque reflue e la re-immissione in ambiente, senza dimenticare il ruolo dei sistemi di controllo e misura.

Ciascuna di queste macro-fasi è stata analizzata mettendo in evidenza le alternative tecnologiche oggi disponibili sul mercato e la loro possibilità di impiego.

I 4 cluster

Nel complesso sono stati identificati 4 cluster tecnologici fondamentali a cui corrispondono oltre 450 imprese, per 65.000 addetti e un fatturato complessivo di oltre 22 miliardi di euro:

  1. componentistica di base
  2. trattamenti
  3. componentistica elettrica ed elettro-pneumatica
  4. sistemi di controllo e misura.

“Il ritorno alla gestione pubblica è giudicato come non privo di rischi da parte degli operatori - ha commentato Vittorio Chiesa, Direttore responsabile dell’Energy & Strategy Group - sia perché questo significherebbe perdere l’autonomia gestionale degli investimenti e l’ottica industriale con cui si sono affrontati nell’ultimo periodo, sia soprattutto perché verrebbero meno in larga misura gli aspetti di aggregazione, e quindi scala, che l’evoluzione dei gestori di ATO ha garantito.

Non si vuole sostenere ovviamente che la soluzione indicata nella Proposta di legge 52 non sia percorribile, ma certo introdurrebbe una complessa gestione del transitorio (forse non sufficientemente ponderata) e una maggiore incertezza sull’esito del processo. Tuttavia, è indubbio che esista oggi un problema di effettiva realizzazione degli investimenti da parte dei gestori: a metà 2018 quasi il 50% non è ancora stato avviato, con le situazioni più critiche che si riscontrano in Toscana, Lazio e Sicilia”.

Analoga indagine è stata condotta presso gli utilizzatori industriali. La survey ha coinvolto 151 operatori, rappresentativi in particolare di 4 settori (gomma e plastica, carta, tessile e alimentare), con un consumo complessivo di acqua di 155 Mm3/anno.

Tra i diversi settori è l’alimentare quello in cui più aziende investono nella risorsa idrica (57%). Superiore alla media anche la carta (45%), in linea il tessile, mentre la «maglia nera» va a gomma e plastica, dove il valore scende al 20%. Gli investimenti effettuati si ripartiscono in modo abbastanza uniforme nelle diverse fasi del ciclo idrico:

Water Management Report 2018 può essere richiesto in formato elettronico a aqua@anima.it

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