Il Piano d’azione per l’idrogeno di Confindustria

Il Piano recepisce le norme europee sul Green New Deal in un’ottica di totale decarbonizzazione da ottenere entro il 2050

A seguito della pubblicazione, nel luglio 2020, da parte della Commissione Europea della Strategia Europea dell’Idrogeno volta a favorire lo sviluppo e l’incentivazione dell’idrogeno, Confindustria ha presentato il Piano d’azione per l’idrogeno. Questo documento si uniforma, nell’ambito del Green New Deal, ai dettami europei che richiedono una crescita dell’efficienza energetica tramite fonti rinnovabili e il raggiungimento dell’obiettivo di carbon neutrality entro il 2050.

Al momento, in Europa l’idrogeno viene utilizzato soprattutto nei settori industriali energivori, per cercare di ridurre le emissioni di gas serra prodotti dalle lavorazioni, e in quello dei trasporti pesanti a lungo chilometraggio. Questo tipo di idrogeno viene ottenuto dai combustili fossili, ed è denominato “grigio”. Tuttavia, lo sfruttamento di questa fonte rispetto a petrolio e gas naturale è ancora modesto a causa della bassa domanda e degli elevati costi di produzione. Per la Commissione risulterà fondamentale riuscire a sviluppare nei prossimi decenni idrogeno pulito e rinnovabile, prodotto mediante l’utilizzo di energia rinnovabile, in accordo con l'obiettivo UE di neutralità climatica. Le soluzioni possono essere rappresentate dall’idrogeno “verde”, prodotto attraverso elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, oppure l’idrogeno “blu”, ottenuto dal gas naturale. 

La Strategia Europea prevede da qui al 2050 un percorso suddiviso in tre fasi: breve, medio e lungo termine. L’intento sarà quello di passare da una produzione del 2% entro il 2030, al 25% venti anni più tardi. 

Anche in Italia il consumo di idrogeno è dedicato quasi totalmente ai processi industriali, in particolar modo nei comparti della raffinazione e in quello chimico nella produzione di ammoniaca. Il proposito in futuro dovrà essere quello di aumentare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, attraverso il perfezionamento dell’utilizzo dei gasdotti esistenti e l’incremento in rete di quote sempre più crescenti di gas rinnovabili come il biometano e il metano sintetico composto da una parte di idrogeno.

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