02 mar 2026 17:12 2 marzo 2026

PFAS: coordinamento Anima verso la consultazione SEAC

Riunione del GET Ambiente dedicata al coordinamento associativo, alla mappatura degli usi e alla preparazione dei contributi in vista della consultazione pubblica 2026

Il 27 febbraio si è svolta la riunione del Gruppo di Lavoro Ambiente di Anima, interamente dedicata all’aggiornamento sul dossier PFAS e alla preparazione della consultazione pubblica, che sarà avviata dopo la riunione di marzo del Comitato SEAC dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), chiamato a esprimere il proprio parere sulla proposta di restrizione.

L’incontro ha rappresentato un passaggio operativo centrale per consolidare il coordinamento associativo in vista di una fase decisiva del procedimento di restrizione. Anima sta lavorando per strutturare una risposta unitaria, basata su evidenze tecnico-economiche puntuali e coerenti con il livello di valutazione adottato dal SEAC, con l’obiettivo di intervenire prima delle riunioni di marzo e contribuire in modo strutturato alla consultazione.

Elemento cardine della riunione è stata l’analisi della bozza aggiornata di mappatura degli usi dei PFAS, elaborata da Orgalim sulla base dell’ultimo “Background Document” pubblicato da ECHA. Il documento ricostruisce in modo sistematico settori, categorie d’uso, sotto-usi e applicazioni, secondo i “SEAC evaluation levels” (uso, sotto-uso, applicazione specifica), che costituiranno la struttura delle domande nella consultazione pubblica.

Alle associazioni federate e alle imprese partecipanti al GET è stato richiesto di esaminare con attenzione la mappatura, verificando la corretta inclusione dei propri utilizzi e segnalando eventuali lacune o criticità. Il contributo dei comparti è determinante per garantire che l’analisi consideri correttamente la complessità delle tecnologie rappresentate da Anima e per assicurare che le informazioni condivise con ECHA siano complete e tempestive.

La consultazione SEAC, della durata di 60 giorni, sarà focalizzata esclusivamente sugli aspetti socio-economici della proposta di restrizione: disponibilità e fattibilità tecnica delle alternative, tempi di sostituzione, volumi impiegati, impatti economici e occupazionali, costi di gestione del rischio. Non saranno oggetto di valutazione elementi di natura tossicologica o di pericolo, di competenza del Comitato RAC. Ne deriva la necessità di predisporre contributi strutturati, fondati su dati comparabili e coerenti con le specifiche richieste del questionario “EUSurvey”.

Nel corso del focus è stato inoltre ribadito che Anima intende operare in stretto coordinamento con Orgalim e con il sistema confederale, al fine di assicurare un allineamento a livello europeo e nazionale. La raccolta centralizzata dei contributi consentirà di rafforzare il posizionamento associativo, condividere tempestivamente le evidenze con ECHA e intervenire in modo efficace nel confronto istituzionale.

Le implicazioni regolatorie per i settori rappresentati sono rilevanti e trasversali: numerose applicazioni industriali fanno ricorso a PFAS per requisiti di prestazione, affidabilità e sicurezza. La qualità delle informazioni fornite in questa fase potrà incidere in modo significativo sulle opzioni di restrizione, sulle eventuali deroghe temporali e sulle condizioni di attuazione.

Anima ha già avviato da gennaio un’attività strutturata di raccolta dati presso le imprese associate, con l’obiettivo di consolidare un quadro tecnico-economico solido a supporto della consultazione. Il coinvolgimento attivo dei comparti resta, in questa fase, un elemento essenziale per garantire che il posizionamento associativo rifletta in modo puntuale le esigenze industriali e le specificità tecnologiche dei settori rappresentati.

2.03.2026

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