Il perdurare delle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico rischia di incidere in modo significativo sulla stabilità dei mercati internazionali e sugli scambi commerciali con una regione strategica per la meccanica italiana rappresentata da Anima Confindustria.
Si tratta di un’area che, negli ultimi anni, ha mostrato una dinamica particolarmente favorevole per le imprese italiane del comparto. Dal 2024, infatti, le esportazioni verso i Paesi del Golfo hanno registrato una crescita costante, confermando il ruolo di questi mercati come partner industriali di primo piano per l’industria meccanica nazionale.
L'export nei Paesi del Golfo
I dati elaborati dall’Ufficio Statistica di Anima evidenziano come nel primo semestre del 2025 l’export verso il Golfo Persico abbia registrato un incremento del 7,0% rispetto al secondo semestre 2024, raggiungendo un valore complessivo pari a 1,44 miliardi di euro.
Nel dettaglio, diversi comparti della meccanica italiana hanno contribuito a questo risultato positivo. Tra i settori con i volumi più rilevanti si segnalano turbine, valvolame e rubinetteria, movimentazione merci e pompe idrauliche, con esportazioni significative verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman e Qatar.
L’andamento registrato conferma la centralità dell’area del Golfo nelle strategie di internazionalizzazione delle imprese italiane del settore, che negli anni hanno consolidato relazioni industriali e commerciali con i principali operatori della regione. In questo contesto, la stabilità geopolitica dell’area assume un ruolo determinante per la continuità degli scambi e per le prospettive di crescita dell’export.
«Speriamo vivamente che la situazione attuale si risolva in tempi brevi», ha dichiarato Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria. «Siamo particolarmente preoccupati per la meccanica italiana, un settore che esporta circa il 60% della propria produzione e che possiede tutte le capacità per competere a livello internazionale».
Secondo Almici, i Paesi del Golfo rappresentano inoltre una valida alternativa nella strategia di diversificazione dei mercati, soprattutto alla luce delle attuali tensioni commerciali e delle sfide poste dai dazi statunitensi.
«Non dimentichiamo inoltre – ha aggiunto Almici – le problematiche legate ai noli e ai trasporti marittimi, che stanno già incidendo sulle esportazioni e sui costi energetici per le nostre imprese. In questo scenario diventa ancora più importante la ratifica del trattato Mercosur-Ue, che potrebbe aprire nuove opportunità di sviluppo e cooperazione per l’industria italiana ed europea».
Le evoluzioni geopolitiche nell’area del Golfo saranno quindi un elemento da monitorare con attenzione nei prossimi mesi, considerando il peso crescente che questi mercati rivestono per la competitività internazionale della meccanica italiana.