Coronavirus: dall'Unione Europea

Ultimi aggiornamenti: la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto per rilanciare turismo e trasporti una volta scaduto il termine relativo alla restrizione dei viaggi nell'UE

Ultimi aggiornamenti: la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto per rilanciare turismo e trasporti una volta scaduto il termine relativo alla restrizione dei viaggi nell'UE

Viaggi, un approccio comune da parte dell'UE

Il 13 ottobre gli Stati membri dell'UE hanno adottato una raccomandazione del Consiglio per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia di COVID-19. Per limitare la diffusione della pandemia di coronavirus i 27 Stati membri dell'UE hanno adottato varie misure, alcune delle quali, come l'obbligo di sottoporsi a una quarantena o a un test del coronavirus, hanno inciso sul diritto dei cittadini di circolare liberamente all'interno dell'Unione europea.
La raccomandazione indica quattro punti chiave su cui gli Stati membri dovrebbero coordinare i loro sforzi: 

  • un sistema comune di mappatura basato su un codice cromatico (verde, arancione, rosso, grigio)
  • criteri comuni per l'introduzione delle restrizioni di viaggio da parte degli Stati membri
  • maggiore chiarezza sulle misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone a più alto rischio (test e autoquarantena)
  • informazioni al pubblico chiare e tempestive.

Sul sito ufficiale della Commissione Europea è possibile consultare tutte le raccomandazioni rivolte agli Stati membri.

 

La (parziale) riapertura dei confini

Disposizioni per la riapertura dei confini extra-Ue da parte degli Stati membri, più precisamente su nuovi stati che non hanno adottato la Raccomandazione 9820 del 30.06.2020 che prevede l’eliminazione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nella UE.

Il Belgio ha annunciato che non applicherà la Raccomandazione e non riaprirà a nessuno dei Paesi terzi. Altri Stati membri – Repubblica Ceca, Germania, Spagna – hanno optato per riaperture selettive, mentre l’Ungheria ha scelto di aprire solo alla Serbia. Anche la Slovenia ha reintrodotto dal 4 luglio la misura della quarantena obbligatoria per chi proviene da Rep. Ceca, Croazia e Francia (ma non Italia). La misura resterà in vigore per 14 giorni.

 

Circolazione cittadini da area extra Schengen

Alcuni Stati membri (al momento: Repubblica Ceca, Germania, Polonia e Austria) hanno deciso di applicare una lista più ristretta di Paesi terzi con cui riaprire i confini per la circolazione dei cittadini di Paesi terzi all’interno dell’Unione Europea.

Per gli arrivi extra Schengen, l'Italia ha stabilito in un’ordinanza del Ministero della Salute del 30 giugno che i cittadini dei 14 Paesi terzi individuati dall’Ue nella “lista verde” (da e per i quali ci si poteva muovere liberamente dal 1° luglio), in ingresso in Italia, devono sottostare all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria.

L’ordinanza prevede l’ingresso nel territorio nazionale per comprovate ragioni di studio, comprovate esigenze lavorative, i motivi di salute e l’assoluta urgenza. Ulteriori informazioni sul sito del Minsitero della Salute.

 

Next Generation EU

Next Generation EU è il nuovo progetto lanciato dalla Commissione Europea per favorire transizione energetica, transizione digitale e solidità delle finanze pubbliche. In tutto sono stati stanziati 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi di sussidi a fondo perduto (grant) e 250 miliardi di prestiti a lunga scadenza (loan). 

La ripartizione dei fondi non seguirebbe criteri proporzionali  (come avviene per gli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE): secondo le prime stime all’Italia dovrebbe toccare la fetta maggiore di risorse, per via dell’impatto maggiore della pandemia sul Paese, con 81,8 miliardi di euro circa a fondo perduto.

 

Piano pandemico, aumento di fondi da parte della Bce

La Banca centrale europea ha aumentato di 600 miliardi il suo Pepp, il piano pandemico di acquisto di titoli, portandolo a 1.350 miliardi, che durerà almeno fino a giugno 2021 (e non più fino a dicembre 2020). Sono invece rimasti invariati i tassi di interesse: a quota zero il tasso di riferimento, e al -0,50% il tasso sui depositi presso la Bce.

L’obiettivo è «migliorare le condizioni di finanziamento per l’economia reale e in particolare per le imprese e le famiglie»

 

Lettera di Confindustria, Bdi e Medef all'Europa

In data 12 maggio Confindustria, Bdi e Medef hanno pubblicato una dichiarazione congiunta rivolta ai governi di Italia, Germania e Francia e alle Istituzioni europee, per chiedere un ampio piano per tornare a crescere e difendere la competitività delle imprese. Partendo dal presupposto che non tutti i Paesi sono stati colpiti allo stesso modo e i settori industriali non potranno evitare le forti ripercussioni economiche su produzione, occupazione e finanza pubblica, vengono espresse delle precise richieste suddivise in 6 punti:

  1. una risposta adeguata da parte della politica, con piani di uscita dall'emergenza e sostegno fiscale;
  2. una cooperazione europea e internazionale nei piani d'uscita dall'emergenza e in quelli per la ripresa;
  3. una risposta ambiziosa da parte dell'Ue, "senza precedenti" 
  4. forti misure fiscali anti-cicliche a livello nazionale per supportare la ripresa;
  5. necessario prevedere, almeno fino al 2023, un forte stimolo fiscale a livello nazionale ed europeo, pari almeno al 5% del Pil;
  6. mettere a bilancio le nuove priorità politiche, utilizzando anche il Green Deal per dare nuovo slancio alle infrastrutture.

In allegato trovate i contenuti della dichiarazione congiunta riportati dal Sole 24 Ore.

 

Un piano per rilanciare turismo e trasporti

La Commissione Europea ha presentato (13 maggio) il “Pacchetto turismo e trasporti nel 2020 e oltre”. Il documento contiene una serie di orientamenti e raccomandazioni per aiutare gli Stati membri a eliminare gradualmente le restrizioni di viaggio e consentire, dopo mesi di lockdown, la riapertura delle imprese turistiche nel rispetto delle necessarie precauzioni sanitarie. Tra gli obiettivi principali, il ripristino dei servizi di trasporto nell'UE proteggendo nel contempo la salute dei lavoratori del settore dei trasporti e dei passeggeri.

 

Restrizione dei viaggi

L'8 maggio 2020 la Commissione ha raccomandato un'estensione delle restrizioni di viaggio nell'area UE+ di altri 30 giorni. Questa scadrebbe il 15 giugno 2020.

Gli Stati membri e i Paesi dell'area Schengen sospendono temporaneamente tutti i viaggi non essenziali da paesi terzi verso l'area UE+. Lo "spazio UE+" comprende 30 paesi: 26 dei 27 Stati membri dell'UE e i quattro Stati "associati": Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Attualmente l'Irlanda non applica la restrizione di viaggio. 

Un riepilogo giornaliero delle restrizioni sui voli e sui passeggeri è disponibile su questo sito.

 

Gestione delle frontiere

La Commissione Europea chiede agli Stati membri di evitare misure che compromettano l’integrità del mercato unico delle merci. Per questo motivo sono state approvate, il 16 marzo, le linee guida per la gestione delle frontiere, con l’intenzione di salvaguardare il più possibile il mercato interno, data la crisi sanitaria, coordinando le misure restrittive e quindi la gestione del transito di merci e persone nei confini interni ed esterni del mercato interno.

 

Trasporto di merci e servizi

I trasporti di emergenza devono avere la priorità nel sistema di trasporto (cd. corsie verdi) e le misure di controllo non devono compromettere la continuità delle attività economiche e dovrebbero preservare il funzionamento delle catene di approvvigionamento, soprattutto per beni essenziali (alimenti, forniture mediche).

Le restrizioni degli Stati al trasporto di merci e passeggeri per motivi di salute pubblica possono avvenire solo se trasparenti (documenti pubblici), debitamente motivate (secondo raccomandazioni OMS), proporzionate (non oltre il necessario), pertinenti (adattata alla modalità di trasporto) e non discriminatorie.

Eventuali restrizioni devonmo essere comunicate alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri in modo tempestivo e prima di essere attuate, ad eccezione delle norme di emergenza per l’aviazione.

 

Fornitura di beni

Gli Stati membri devono preservare la libera circolazione di tutte le merci e soprattutto devono garantire la catena di approvvigionamento di prodotti essenziali (medicinali, attrezzature mediche, prodotti alimentari essenziali e deperibili, animali vivi) e devono designare corsie prioritarie (cd. corsie verdi) e considerare l’eventuale annullamento dei divieti di transito esistenti nel fine settimana.

Non devono essere imposte ulteriori certificazioni per le merci che circolano legalmente nel mercato unico, ricordando che non ci sono prove che il cibo sia una fonte di trasmissione del virus.
I lavoratori dei trasporti, in particolare ma non solo quelli che consegnano beni essenziali, dovrebbero poter circolare attraverso le frontiere secondo necessità e la loro sicurezza non dovrebbe in alcun modo essere compromessa.

Gli Stati membri devere garantire un approvvigionamento costante per soddisfare le esigenze sociali, evitando acquisti compulsivi dovuti all’interruzione della catena di approvvigionamento, rafforzando i nodi di trasporto (porti, aeroporti, centri logistici) secondo necessità.

 

Il piano straordinario della Banca Centrale Europea

Per fronteggiare l'emergenza Coronavirus in tutta Europa, la Bce ha lanciato un nuovo quantitative easing da 750 miliardi di euro per aumentare la liquidità in circolazione. 

Secondo il nuovo Programma di acquisti di emergenza pandemica (Pepp), gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di attività ammissibili nell'ambito dell'Asset purchase programme (APP), nel settore pubblico e privato. Non è da escludere una prosecuzione del piano anche nel 2021, considerata la crescente diffusione del virus Covid-19 in tutta Europa. 

La Banca Centrale Europea comprerà quindi titoli pubblici e privati, inclusi titoli greci e commercial paper (titoli di credito delle imprese privi di garanzia), e potrà rivedere i limiti di azione attualmente autoimposti, in modo che tutti i settori dell'economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento favorevoli.

 

Misure relative alla salute

Gli Stati membri devono adottare misure appropriate per le persone contagiate, con assistenza sanitaria adeguata.

Si raccomanda di utilizzare le seguenti misure alle frontiere esterne: screening d’ingresso (primario e secondario) per valutare eventuali sintomi; compilazione della documentazione di viaggio (p.e. modulo di localizzazione per passeggeri, dichiarazione marittima di salute per le navi in arrivo); fornire materiale informativo ai viaggiatori; misure di screening di uscita, per impedire ai viaggiatori infetti di viaggiare; isolamento dei casi sospetti e trasferimento dei casi reali in una struttura sanitaria, concordando le modalità di gestione di questi casi tra le due autorità di frontiera.

È opportuno stabilire procedure operative standard e garantire un numero sufficiente di personale formato di conseguenza; fornire dispositivi di protezione per tutti gli operatori; informare e aggiornare tutto il personale interessato (sanitario, sicurezza, polizia, dogana, portuale, servizi di pulizia). Queste misure devono essere adottate da o sotto il controllo delle autorità sanitarie, in collaborazione con le autorità di frontiera.

 

Frontiere esterne

I cittadini europei e non che attraversano le frontiere esterne per entrare nello spazio Schengen devono essere soggette a controlli sistematici ai valichi di frontiera (controlli sanitari compresi).

Gli Stati membri possono rifiutare l’ingresso a cittadini di Paesi terzi, se non residenti e con sintomi rilevanti, oppure se ritenuti una minaccia per la salute pubblica. Le misure alternative al rifiuto di ingresso (es. isolamento o quarantena) sono applicabili se ritenute più efficaci.

Qualsiasi decisione di rifiuto d’ingresso deve essere proporzionata e non discriminatoria, ossia se ritenuta adeguata e necessaria dalle autorità sanitarie.

 

Confini interni

Gli Stati membri possono ripristinare i controlli temporanei alle frontiere interne, se giustificati dal rischio di pandemia, ma tutti Stati membri devono notificare il ripristino dei controlli secondo quanto indicato dal codice frontiere Schengen (Regolamento UE 2016/399).

I controlli devono essere proporzionati e nel rispetto della salute degli interessati, senza rifiutare l’ingresso alle persone malate.

I controlli sanitari delle persone in ingresso negli Stati membri non richiedono l’introduzione formale di controlli alle frontiere interne.

Le garanzie della Direttiva sulla libera circolazione devono essere garantite a tutti i cittadini UE, soprattutto senza discriminare tra cittadini degli Stati membri e cittadini UE residenti. Uno Stato membro non può negare l’ingresso ai cittadini UE o ad altri cittadini terzi residenti, ma deve facilitare il transito di chi sta rientrando a casa. Gli Stati membri possono adottare misure adeguate (es. obbligo  di autoisolamento), solo se le misure sono imposte anche ai propri cittadini.

I controlli alle frontiere interne devono evitare di creare traffico e assembramenti, che hanno ricadute negative sulla salute pubblica, facilitando il transito dei frontalieri, soprattutto di chi lavora nel settore sanitario, alimentare e in altri servizi essenziali per garantire la continuità delle attività.

Gli Stati membri devono coordinarsi sui controlli sanitari al confine per evitare sovrapposizioni e tempi di attesa e, in particolare gli Stati membri limitrofi, devono coordinarsi per garantire l’efficacia e la proporzionalità delle misure adottate.