Coronavirus: Trasporti e logistica

Ultimi aggiornamenti: dal ministero dei Trasporti arrivano le linee guida per operare nella filiera logistica e nei trasporti

Ultimi aggiornamenti: dal ministero dei Trasporti arrivano le linee guida per operare nella filiera logistica e nei trasporti

Misure di sanità pubblica per chi entra in Italia

Sul sito del Ministero della salute è stato pubblicato un aggiornamento sul tema delle deroghe all’obbligo di quarantena o di tampone per chi entra o ritorna in Italia dall’estero (art. 51, co. 7 del DPCM 2 marzo 2021).

In particolare, le deroghe vengono suddivise nelle seguenti 3 categorie:

  1. deroghe senza autorizzazione ministeriale, riconosciute, tra l’altro all’equipaggio dei mezzi di trasporto e al personale viaggiante, ai lavoratori transfrontalieri ex art. 51, co. 7, lett. l), nonché per le trasferte brevi ex art. 51, co. 7, lett. f) e lett. m) e i transiti con mezzo privato di max 36 ore ex art. 51, co. 7, lett. g. Al riguardo, viene precisato che per tali categorie le motivazioni di deroga sono comprovate dall’autodichiarazione che dovrà essere esibita al vettore o a chiunque sia deputato a effettuare i controlli. Viene, altresì, sottolineato che rimangono fermi gli obblighi dichiarativi al vettore e a chiunque sia deputato a effettuare controlli e quelli comunicativi dell’ingresso in Italia all’autorità sanitaria competente per territorio;
  2. deroghe stabilite con ordinanza ministeriale (ordinanze del Ministro della salute 9 gennaio 2021 e 13 febbraio 2021 in materia di ingressi dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dal Brasile e dall’Austria);
  3. deroghe rilasciate dal Ministero della salute. In questa categoria, vengono collocati gli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza approvati dall’autorità sanitaria (art. 51, co. 7, lett. d) e gli ingressi per ragioni non differibili, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di tampone (art. 51, co. 7, lett. e).

Ai fini del rilascio delle deroghe di cui al precedente punto 3), il Ministero della salute ha impostato la seguente procedura:

  • la richiesta di deroga può essere presentata dal viaggiatore/Ente/Società Organizzatrice;
  • la richiesta deve essere trasmessa almeno 7 giorni prima della data di ingresso in Italia all’indirizzo e-mail: coordinamento.usmafsasn@sanita.it (non è possibile inviare richieste per eventi programmati oltre la data di efficacia del DPCM vigente; si segnala che il DPCM 2 marzo 2021 è efficace fino al 6 aprile p.v.). La documentazione da fornire a corredo della richiesta è molto dettagliata (es. data di arrivo, mezzo di trasporto usato - numero del volo/numero di targa - punto di accesso in Italia, itinerario di viaggio, documenti di identità). Al riguardo, viene precisato che nel caso di ingresso per motivi di lavoro, è necessario produrre la lettera di invito da parte dell’organizzatore dell'evento e la lettera della società, firmata dal legale rappresentante, che certifichi e confermi le necessità lavorative in Italia. Nel caso di trasferte lavorative di dipendenti che lavorano in Italia in sedi estere, la deroga verrà concessa a coloro i quali abbiano la necessità, una volta tornati in Italia, di riprendere la propria attività lavorativa fisicamente in azienda e subito dopo il ritorno in Italia;
  • in caso di valutazione positiva della richiesta, il Ministero trasmetterà le linee guida alle quali il viaggiatore internazionale deve attenersi per beneficiare della deroga. Il viaggiatore dovrà avere cura di portare con sé la comunicazione dell'ufficio che ha trasmesso il protocollo, l’autodichiarazione sottoscritta a testimonianza dell’applicazione delle linee guida con l’esito del test negativo (effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia) da mostrare eventualmente all’autorità frontaliera o all’autorità sanitaria.

 

L'Osservatorio del MIT sulle tendenze di mobilità

La Struttura Tecnica di Missione (STM) del MIT, in base ai dati di traffico che i principali operatori multimodali nazionali e le Direzioni Generali del MIT stanno fornendo nel corso dell’emergenza sanitaria del COVID-19, ha predisposto il secondo numero del report “Osservatorio sulle tendenze di mobilità durante l’emergenza sanitaria del COVID-19” nel periodo gennaio-dicembre 2020.

La finalità della pubblicazione è di rendere noto le conseguenze della crisi pandemica sui trasporti e la logistica italiana, per monitorarne l’evoluzione, le tendenze e le esigenze del settore, ma anche al fine di poter meglio pianificare, programmare e gestire gli investimenti nelle infrastrutture e nei servizi di trasporto.

 

Le misure del MIT dall'inizio dell'emergenza sanitaria

questo link è possibile consultare tutte le misure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  adottate dall'inizio dell'emergenza sanitaria da Covid19, per la riduzione della mobilità delle persone, i controlli sui mezzi di trasporto, la tutela della libera circolazione delle merci e della sicurezza nei cantieri. 

 

Gli ingressi nel territorio nazionale

Come riportato nel testo ufficiale del Dpcm 17 maggio, "chiunque intenda fare ingresso sul territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale ferroviario o stradale è tenuto ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore, all’atto dell’imbarco, una dichiarazione che indichi, in modo chiaro e dettagliato, per consentire le verifiche da parte dei vettori":

  1. i motivi del viaggio, nel rispetto di quanto previsto, a riguardo dai citati art. 1, commi 4 e 5 del DL 33/2020 e art. 6 del Decreto in commento;
  2. l’indirizzo dell’abitazione o dimora in Italia dove sarà svolto il previsto periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, con indicazione del mezzo di trasporto privato che sarà utilizzato per raggiungerlo;
  3. il recapito telefonico, anche mobile, in cui ricevere le comunicazioni durante il periodo di isolamento fiduciario.

In tutti i momenti del viaggio deve essere assicurato il rispetto della distanza minima di un metro tra i passeggeri, nonché l’utilizzo da parte dell’equipaggio e dei passeggeri dei mezzi di protezione individuale.

Per quanto riguarda soggiorni brevi e transiti è previsto che le persone in ingresso nel nostro Paese con mezzi di trasporto di linea, in ragione delle motivazioni indicate dall’art. 1, comma 4, del D.L. 33/2020 (motivi di lavoro, necessità, salute), abbiano 72 ore di tempo per soggiornare nel territorio, prorogabili di ulteriori 48 in caso di necessità, e sono tenute a fornire al vettore o armatore con cui effettuano lo spostamento verso il nostro Paese una dichiarazione di autocertificazione contenente:

  1. i motivi del viaggio (motivi di lavoro, necessità, salute) e la durata della permanenza;
  2. l’indirizzo del luogo di soggiorno in Italia (in caso di più luoghi, vanno indicati tutti) e il mezzo privato con cui lo si raggiunge;
  3. recapito telefonico per essere contattato.

Contestualmente alla compilazione della certificazione, chi entra in Italia assume l’obbligo di lasciare il nostro Paese nelle 72 ore successive all’entrata (più eventuali ulteriori 48) e, superato tale termine, di iniziare il periodo di auto-isolamento fiduciario nel luogo indicato nel modulo. In ogni caso, le persone in ingresso in Italia sopra indicate, anche se asintomatiche, devono comunque comunicare il loro ingresso all’Azienda sanitaria territorialmente competente.

In caso di ingresso in Italia per comprovate esigenze lavorative, con mezzo di trasporto privato o proprio, le persone per poter soggiornare in Italia per un periodo massimo di 72 ore (prorogabile di ulteriori 48) sono tenute a dare tempestiva comunicazione del loro ingresso al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di competenza del punto di entrata nel territorio nazionale, rendendo, contestualmente, la medesima dichiarazione di autocertificazione riportata in precedenza, per i casi di trasporto di linea.

 

Le misure del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture nel decreto Rilancio

Il ministro Paola De Micheli ha annunciato nella conferenza del 14 maggio le misure rivolte a trasporti e infrastrutture previste dal decreto "Rilancio", a partire da un fondo di 500 milioni per il trasporto pubblico locale e un rifinanziamento del fondo affitti per 140 milioni, per sostenere l'accesso alla casa. 

  • Mobilità urbana: un contributo finanziario pari al 60% della spesa sino ad un massimo di 500 euro per ogni acquisto in "mobilità alternativa" (a zero emissioni);
  • Trasporti: per il trasporto ferroviario, canoni ridotti nel 2020: lo stato interviene con un pacchetto da 155 milioni per integrare le minori entrate previste per il 2020. Aumenta il fondo di solidarietà per il trasporto aereo;
  • Autotrasporto: incremento di 20 milioni di euro per l’anno 2020 delle risorse previste per la copertura delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali a favore del settore dell’autotrasporto.
  • Sistema portuale: riduzione dell’importo dei canoni concessori e introduzione di un contributo ai soggetti fornitori di lavoro temporaneo portuale nel limite massimo di 2 milioni di euro per 2020 e 2021;
  • Infrastrutture: aumenta di 40 milioni per l’anno 2020 la dotazione del fondo “Salva Opere” per ristorare i crediti verso le aziende interessate da crisi, fallimenti o concordati.

 

Linee guida per il trasporto pubblico

Aggiornate nel Dpcm 17 maggio 2020 le "Linee guida" del trasporto pubblico per le modalità di informazione agli utenti e le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19. Il Ministero dei Trasporti ha reso disponibile anche una sintesi del documento.

 

Le linee guida per la sicurezza nel trasporto e nella logistica

Sono disponibili le linee guida relative alla sicurezza nel trasporto e nella logistica: stabiliscono regole per garantire alle donne e agli uomini che lavorano nel settore logistico di operare in tutta la filiera. Il protocollo è siglato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le organizzazioni di categoria e le rappresentanze sindacali.

Fra i settori citati nel documento, anche alcune regole per l'autotrasporto merci: se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono restare a bordo dei propri mezzi, se sprovvisti di guanti e mascherine; in tutte le situazioni in cui si renda necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro, anche in ambienti all’aperto, è necessario l’uso delle mascherine.

In particolare, sul tema autotrasporto merci, si legge nel documento:

  • Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi se sprovvisti di guanti e mascherine. In ogni caso, il veicolo può accedere al luogo di carico/scarico anche se l’autista è sprovvisto di DPI, purché non scenda dal veicolo o mantenga la distanza di un metro dagli altri operatori. Nei luoghi di carico/scarico dovrà essere assicurato che le necessarie operazioni propedeutiche e conclusive del carico/scarico delle merci e la presa/consegna dei documenti, avvengano con modalità che non prevedano contatti diretti tra operatori e autisti o nel rispetto della rigorosa distanza di un metro. Non è consentito l’accesso agli uffici delle aziende diverse dalla propria per nessun motivo, salvo l’utilizzo dei servizi igienici dedicati e di cui i responsabili dei luoghi di carico/scarico delle merci dovranno garantire la presenza e una adeguata pulizia giornaliera e la presenza di idoneo gel igienizzante lavamani.
  • Qualora sia necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative – in analogia a quanto previsto per gli ambienti chiusi – laddove la circostanza si verifichi nel corso di attività lavorative che si svolgono in ambienti all’aperto, è comunque necessario l’uso delle mascherine.
  • Assicurare, dove possibile e compatibile con l’organizzazione aziendale, un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla predisposizione e alla ricezione delle spedizioni e al carico/scarico delle merci e con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili individuando priorità nella lavorazione delle merci.