Coronavirus: Sostegno alle imprese

Misure varate da Cassa Despositi e Prestiti, Governo, Confindustria e Banche. In questa pagina vengono riepilogate i principali strumenti a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Misure varate da Cassa Despositi e Prestiti, Governo, Confindustria e Banche. In questa pagina vengono riepilogate i principali strumenti a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Le FAQ dell'Agenzia delle Entrate sul DL Cura Italia

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un'ordinanza per rispondere ai quesiti più frequenti relativi all'ambito applicativo delle previsioni fiscali contenute nel DL Cura Italia.

In particolare, le FAQ riguardano le misure contenute nel Titolo IV del Decreto “Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese”, suddivise nelle seguenti macroaree:

  • proroga e sospensione dei termini per versamenti ed altri adempimenti tributari;
  • sospensione termini delle attività degli enti impositori e del versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione;
  • misure agevolative specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori;
  • incentivi fiscali per le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza COVID-19;

L’ordinanza contiene anche delle spiegazioni in merito alla sospensione dei termini per i procedimenti giurisdizionali in materia tributaria, nonché alla sospensione dei termini per i procedimenti amministrativi.

 

Gli accordi tra Confindustria e ABI per aiutare le imprese

È stata sottoscritta, alla presenza del Ministro del lavoro Nunzia Catalfo, la convenzione fra ABI, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e le altre organizzazioni di rappresentanza per consentire l'anticipo dei trattamenti di integrazione salariale - da parte delle Banche che applicano la Convenzione - in deroga per l’emergenza Covid19. L’anticipazione che le banche potranno erogare – tramite apertura di credito su conto corrente – ammonta a un importo massimo di 1400 €, parametrato su 9 settimane di sospensione dal lavoro.

La Convenzione opera per le imprese che hanno chiesto il pagamento diretto, ovvero fruiscano della Cassa integrazione in deroga.  In allegato il testo della convenzione.

Confindustria e le altre associazioni di rappresentanza avevano già siglato con ABI l'Addendum all'Accordo per il Credito 2019, per sostenere le imprese di tutto il territorio nazionale colpite dall'emergenza epidemiologica COVID-19. L'Accordo prevede che le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti (mutui, leasing e finanziamenti a breve termine) siano estese ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza (attualmente l’Accordo si applica ai finanziamenti in essere al 15 novembre 2018). Alcune banche hanno già annunciato misure di particolare favore, che includono tra l’altro la disponibilità a sospendere l’intera rata.

 

Le misure straordinarie di Cassa Depositi e Prestiti

Nuova linea di intervento messa a punto da Cassa Depositi e Prestiti, dedicata a fornire liquidità immediata alle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro).

L'erogazione dei fondi potrà avvenire anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, tramite finanziamenti di durata fino a 18 mesi a copertura dei fabbisogni finanziari delle imprese, con una quota compresa tra 5 e 50 milioni di euro. In allegato il comunicato ufficiale di CDP.

 

DL "Cura Italia", sostegno alla liquidità delle PMI

Nel decreto legge "Cura Italia" è prevista una moratoria per le micro, piccole e medie imprese, i professionisti e le ditte individuali. Vengono congelate fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve termine e rate di prestiti e canoni in scadenza. Nella pagina dedicata sul sito del MEF è possibile consultare nel dettaglio le disposizioni previste dal decreto legge.

Un comunicato congiunto del ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, l’Associazione Bancaria Italiana e il Mediocredito Centrale annuncia la costituzione di una Task Force per assicurare l’efficiente e rapido utilizzo delle misure di supporto alla liquidità adottate dal Governo con il Decreto Legge "Cura Italia" (18/2020). Tra le misure a sostegno delle imprese:

  • una moratoria fino al 30 settembre per i prestiti per le micro imprese, le Pmi, i professionisti e le ditte individuali
  • potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI
  • garanzia del Fondo all’80% dell’importo (e al 90% in caso di riassicurazione di confidi) per tutti i prestiti fino a 1,5 milioni; per i prestiti fino a 2,5 e 5 milioni sono richieste particolari condizioni
  • è inoltre previsto l’avvio di una linea per la liquidità immediata (fino a 3.000 euro) per gli imprenditori persone fisiche (le cc.dd. partite IVA, anche se non iscritti al registro delle imprese) 

Sempre sul sito del ministero dell'Economia e delle Finanze è possibile consultare le risposte alle domande più frequenti in merito alle disposizioni contenute nel Decreto 18/2020.

 

Le osservazioni di Confindustria inviate al Senato sul DL "Cura Italia"

In data 25 marzo Confindustria ha depositato presso la Commissione Bilancio del Senato il testo della memoria relativo alla conversione in legge del DL Cura Italia (DL n.18 del 17 marzo 2020), al quale ha contribuito anche Anima.

Come si legge nel testo ufficiale, Confindustria ritiene il DL "un provvedimento necessario e importante, anche da un punto di vista quantitativo, ma che fornisce solo una prima risposta all’emergenza economica, che necessita di un’azione successiva altrettanto rapida, incisiva negli strumenti e massiva da un punto di vista delle risorse, per consentire di affrontare le gravi conseguenze che questa emergenza sta determinando sulle imprese e sull’economia del Paese, prima che diventino irreversibili."

Gli interventi rapidi e urgenti richiesti dal Sistema Confindustria partono dalla necessità di:

  1. evitare che, in un momento di fortissima contrazione della liquidità, siano le imprese a dover far fronte alle anticipazioni per la corresponsione della cassa integrazione ai lavoratori;
  2. posticipare e rateizzare tutti i pagamenti fiscali e contributivi per le imprese piccole, medie e grandi, evitando di drenare risorse che, a causa di chiusure e rallentamenti della produzione, vengono a mancare;
  3. potenziare tutti i sistemi di garanzia per sostenere la liquidità a breve e a lungo termine.

 

Certificati di "forza maggiore"

Il ministero dello Sviluppo economico ha inoltre diramato a Unioncamere, CCIAA e Associazioni imprenditoriali, una Circolare (disponibile a questo link) sulla possibilità, per le stesse Camere, di rilasciare alle imprese dichiarazioni sullo stato di emergenza conseguente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla Legge per il contenimento dell'epidemia.

Tali dichiarazioni saranno rilasciate in lingua inglese e con riferimento ai contratti con controparti estere, affinché le imprese possano esibirle a queste ultime per giustificare l’impossibilità di assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali già assunti, per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

La Circolare fa seguito alla richiesta di Confindustria di favorire, in linea con le prassi seguite in altri ordinamenti stranieri, compresi alcuni Stati membri dell’Ue (es. Austria), il rilascio di certificati di forza maggiore da parte delle Camere di Commercio.

 

Modifica alla lista dei codici ATECO presente nel DPCM 22 marzo  

È disponibile in download una copia del Decreto del ministero dello Sviluppo Economico che sostituisce la lista dei codici ATECO presente nel DPCM del 22 marzo. Sono stati ridotti i codici autorizzati, come richiesto dai sindacati, ma la chiusura delle attività consentite è stata spostata al 28 marzo 2020 anche per la spedizione delle merci in giacenza.

Per le attività funzionali alle filiere identificate dal DPCM 22 marzo come essenziali e riportate nel DM allegato, resta valida la procedura prevista all’Articolo 1, lettera d) del DPCM stesso.

Anima sta dialogando con il Governo per avere la garanzia di poter riaprire tutte le attività il prossimo 6 aprile nel rispetto delle misure di sicurezza previste dall’accordo dello scorso venerdì 13 marzo siglato tra Governo e Parti Sociali.

 

Incentivi per le aziende che vogliono produrre dispositivi medici e DPI

Dopo l'approvazione della Commissione Ue, partono oggi (26 marzo) gli incentivi del ministero dello Sviluppo Economico per la produzione e fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale per il contrasto dell’emergenza COVID-19.

In tutto 50 milioni di euro per sostenere le aziende italiane che vogliono ampliare o riconvertire la propria attività per produrre ventilatori, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza.

Gli incentivi sono gestiti da Invitalia, che ha aperto lo sportello per la presentazione delle domande e assicura un iter di valutazione snello (max 5 giorni). Possono accedere agli incentivi le imprese di tutte le dimensioni.

 

Altre misure a sostegno delle imprese

La Cassa Depositi e Prestiti ha previsto alcune misure in favore di PMI e Mid-cap fino a 1 miliardo di euro – a tassi calmierati – da veicolare tramite il sistema bancario. I fondi, accessibili tramite la “Piattaforma Imprese”, sono immediatamente disponibili e serviranno a sostenere le esigenze di finanziamento delle imprese nazionali.

Sul sito del Governo potete consultare la piattaforma di Solidarietà Digitale, dove grandi imprese e associazioni hanno messo a disposizione servizi gratuiti per facilitare lo smart working, l'informazione, la connettività e altri servizi. 

Per quanto riguarda i rapporti con le banche, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana i provvedimenti relativi alla sospensione dei mutui, come riportato dal sito della Protezione Civile. Nelle aree della "zona rossa" le imprese hanno il diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, previa presentazione di autocertificazione con l’indicazione del danno subito, la sospensione delle rate dei mutui, fino alla cessazione dello stato di emergenza.

 

Il lavoro di Confindustria e le richieste al Governo

Nel pomeriggio del 4 marzo Confindustria ha incontrato il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, e ha presentato alcune proposte per uscire dall’attuale situazione di crisi. In particolare, si è sottolineata la necessità di rilanciare l’economia attraverso la domanda pubblica, che deve compensare l’arretramento di quella privata.

Oltre a interventi urgenti che rimuovano le situazioni di blocco operativo e produttivo delle imprese, è necessario un piano triennale straordinario di rilancio degli investimenti pubblici e delle infrastrutture, misure volte a garantire liquidità alle imprese (tra cui il potenziamento delle attività del Fondo di garanzia per le PMI), l’avvio di un nuovo e vasto programma di semplificazioni per liberare, attrarre e fidelizzare investimenti. All'interno di questo piano si evidenzia la necessità di incentivare l’occupazione giovanile, oltre a un piano di azioni volte ad attrarre, stimolare e rilanciare gli investimenti privati, italiani ed esteri (InvestItalia).

In allegato trovate il documento ufficiale.

Per fornire supporto e informazioni alle imprese e alle associazioni che si trovano in questo momento ad affrontare difficoltà logistiche e di gestione delle risorse, Confindustria ha inoltre costituito una Task force interna "Emergenza Coronavirus” per rispondere alle richieste del Sistema in maniera efficiente e puntuale.

 

Il piano straordinario per l'export annunciato dal ministero degli Esteri

Il ministero degli Affari esteri ha annunciato, in data 3 marzo, un nuovo Piano Straordinario 2020 dedicato all’export per contrastare gli effetti negativi sulla crescita economica. Come riporta Confindustria, l’utilizzo degli stanziamenti andrà a supporto delle imprese sia sotto forma di credito per commesse che per iniziative promozionali.

Tra le misure emergenziali previste dal Piano la partecipazione gratuita, fino a marzo 2021, agli eventi internazionali organizzati da ICE Agenzia, rimborsi da parte di ICE Agenzia delle spese sostenute per la mancata partecipazione alle fiere e servizi ICE gratuiti per le imprese fino a 100 dipendenti.

È stata inoltre avviata una campagna straordinaria di comunicazione per superare le difficoltà nei mercati esteri, che sarà affiancata da una campagna di comunicazione interna, e sono state programmate ulteriori azioni per rafforzare la presenza italiana all’estero.