Coronavirus: Aggiornamenti legislativi

Ultimi aggiornamenti: DPCM 1 aprile, annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il provvedimento prevede anche la proroga al 13 aprile delle misure restrittive per fronteggiare il diffondersi del coronavirus già previste dai precedenti DPCM.

Ultimi aggiornamenti: DPCM 1 aprile, annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il provvedimento prevede anche la proroga al 13 aprile delle misure restrittive per fronteggiare il diffondersi del coronavirus già previste dai precedenti DPCM.

Dalla Gazzetta Ufficiale

In questa sezione della Gazzetta ufficiale sono elencati in continuo aggiornamento tutti gli atti che riportano misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica.

 

Ultimi aggiornamenti: DPCM 1 aprile

Ultimi aggiornamenti: DPCM 1 aprile, annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede:

  • Proroga al 13 aprile delle misure restrittive per fronteggiare il diffondersi del coronavirus già previste dai precedenti DPCM;
  • Proroga sempre fino al 13 aprile 2020 le Ordinanze del Ministero della Salute del 20 marzo e l’ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
  • Modifica del DPCM dell’8 marzo introducendo la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati e delle sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo.

Per quanto riguarda invece il decreto "Cura Italia", segnaliamo una serie di FAQ del ministero dell'Economia e delle Finanze in merito alle disposizioni contenute nel Decreto in questione (18/2020).

 

DL "Riordino Coronavirus"

 

Il Decreto Legge 25 marzo 2020 (Decreto "Riordino Coronavirus") ha principalmente la funzione di riordinare la disciplina dei provvedimenti adottati dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. Il nuovo DL permetterà di regolamentare e gestire in modo più puntuale i rapporti tra le attività di Governo e il Parlamento, e tra il Governo e le Regioni.

  • Parlamento: in particolare, si è stabilito che ogni Decreto venga trasmesso immediatamente ai Presidenti delle Camere e che il Presidente del Consiglio riferisca periodicamente - ogni 15 giorni - al Parlamento in merito alle misure adottate;
  • Regioni: nonostante le funzioni di coordinamento delle misure restino in capo al Governo, nel Decreto si lascia aperta la possibilità per i Presidenti delle Regioni di adottare provvedimenti restrittivi anche più severi di quelli del Governo.

Il premier ha smentito la presunta estensione delle misure varate dal Governo, in particolare quelle restrittive, sino al 31 luglio, specificando che tale data era stata indicata in concomitanza alla deliberazione dello stato di emergenza per delineare un possibile spazio temporale dell'emergenza.

In parallelo con il nuovo DL è uscito il decreto del ministero dello Sviluppo economico che sostituisce la lista dei codici ATECO presente nel decreto "Cura Italia".

 

Ultimi aggiornamenti: il DPCM 22 marzo e le FAQ di Confindustria

Modificato l'Allegato 1 del Dpcm 22 marzo: nel nuovo elenco delle attività produttive essenziali, sono stati ridotti i codici autorizzati, come richiesto dai sindacati, ma è la chiusura delle attività è stata spostata al 28 marzo 2020 anche per la spedizione delle merci in giacenza. Per le attività funzionali alle filiere identificate dal DPCM 22 marzo come essenziali e riportate nel DM allegato, resta valida la procedura prevista all’Articolo 1, lettera d) del DPCM stesso.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del nuovo DPCM 22 marzo 2020 annunciato dal premier Giuseppe Conte nella serata di ieri che dispone ulteriori misure urgenti per il contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Nel decreto è pubblicata, nell'allegato 1, la lista delle attività produttive industriali e commeciali ritenute strategiche, e quindi non soggette alla nuova misura.

Confindustria, a partire dalle numerose richieste arrivate dalle aziende tramite gli help desk del Sistema, ha elaborato un elenco di FAQ per supportare le imprese nella corretta interpretazione del DPCM 22 marzo 2020. Le FAQ saranno oggetto di costante aggiornamento. Il documento, al fine di agevolare la lettura della tabella allegata al DPCM, riepiloga in apertura i criteri di composizione della Classificazione Ateco 2007.

Il DPCM contiene le seguenti misure:

  • La sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 del testo, di cui è prevista una possibile integrazione con decreto del MISE sentito il parere del MEF. Si prevede inoltre che le attività professionali non siano sospese e rimangano ferme le misure del DPCM dell’11 marzo, ovvero lavoro agile, incentivo di ferie e congedi retribuiti, sospensione di attività non indispensabili alla produzione, adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e incentivo di operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro;
  • Le suddette attività produttive possono proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • Si vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi  con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute;
  • Rimangono sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell’allegato 1, dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività produttiva, in cui sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni necessarie. Fino all’adozione dei provvedimenti regionali di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;
  • Sono consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità e servizi essenziali;
  • Rimane consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari;
  • Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della Provincia;
  • Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa e altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale;
  • Le imprese le cui attività non siano sospese devono rispettare i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto del COVID-19 sottoscritto lo scorso 14 marzo;
  • Le imprese le cui attività siano sospese per effetto del decreto devono completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo, comprese la spedizione di merce in giacenza.

 

Una comunicazione della prefettura indica come segnalare la continuità dell'attività. Le comunicazioni relative alla prosecuzione delle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori di cui all'allegato 1 del medesimo D.P.C.M., dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla legge n. 146/1990, dovranno essere inviate alla casella di posta elettronica certificata protocollo.prefmi@pec.interno.it dal legale rappresentante della azienda interessata, indicando nell'oggetto "DPCM 22 marzo 2020 - Comunicazione attività" , complete delle seguenti informazioni: sede dello stabilimento; tipologia di attività; imprese e amministrazioni beneficiarie dei prodotti e dei servizi attinenti alle attività consentite.

 

Il decreto era stato annunciato ieri sera in diretta su Facebook: "La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali" aveva detto il presidente Conte, "Abbiamo lavorato con sindacati e associazioni di categoria per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività dei servizi di pubblica utilità più necessari in questa fase di emergenza". Ha poi continuato: "Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Una decisione non facile, ma che ci consente di affrontare la fase pià acuta del contagio. Il Governo interverrà con misire straordinarie che ci consentiranno di riprtire quanto prima".

Nella giornata di domenica, Anima ha chiesto al Governo le condizioni e il tempo necessari per poter mantenere il motore al minimo senza compromettere il futuro delle aziende. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha scritto inoltre al Premier Giuseppe Conte per chiedere, a valle delle decisioni assunte ieri sera sulla limitazione delle attività produttive solamente a quelle essenziali per tutto il territorio nazionale, di contemperare le diverse esigenze di cui si compone il sistema produttivo.

Nel frattempo, nella Gazzetta Ufficiale n. 75 di domenica 22 marzo, è stata pubblicata l’ordinanza del Ministero della Salute recante ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. L’ordinanza prevede il divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Le disposizioni producono effetto da oggi, domenica 22 marzo, e rimangono efficaci fino all’entrata in vigore del nuovo DPCM.

 

Decreto "Cura Italia"

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge "Cura Italia" che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che contiene misure volte al potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per imprese, lavoratori e famiglie, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In allegato trovate il testo ufficale del Decreto.

Sono presenti aggiornamenti in materia di fisco, lavoro e ammortizzatori sociali, credito e sostegno alle Pmi, sanità e protezione civile. Sul sito del ministero dello Sviluppo economico è disponibile una sintesi delle misure per imprese e lavoratori.

Sul tema "Sostegno alla liquidità delle Pmi", il ministero dell'Economia ha pubblicato alcuni chiarimenti sulla moratoria di legge introdotta dall'articolo 56 del decreto legge.

 

Dall'8 marzo al 12 marzo 2020, come si è evoluta la situazione

 

DPCM 11 marzo 2020

Il DPCM 11 marzo 2020 (valido fino al 25 marzo 2020) ha introdotto la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, mentre restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi e di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. 

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; 
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni

In relazione a quanto disposto nell’ambito dei punti precedenti si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

 

Le nuove misure del DPCM 9 marzo

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020 (decreto "Io Resto a Casa") ha unificato il territorio nazionale in un’unica area di rischio, in vigore dal 10 marzo fino al 3 aprile. Contiene misure del DPCM 8 marzo 2020 estese a tutto il territorio nazionale.

Il Governo ha pubblicato una serie di domande e risposte per interpretare il Decreto #IoRestoaCasa.

Inoltre, il decreto-legge 9 marzo 2020 contiene alcune misure ritenute essenziali per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale in considerazione della crisi in atto. 

 

Le novità introdotte dal DPCM 8 marzo 2020

Il DPCM 8 marzo 2020 aveva introdotto misure di restrizione più severe a carattere nazionale, attualmente in vigore fino al prossimo 3 aprile. Una nota esplicativa pubblicata dal ministero degli Esteri e dal ministero dei Trasporti chiarisce che:

  • Le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.
  • Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

L'autodichiarazione del lavoratore può essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Per comprovare le esigenze lavorative, il Viminale ha reso disponibile un'autocertificazione da compilare.

 

I primi provvedimenti adottati

Il 4 marzo scorso era stato pubblicato il Gazzetta Ufficiale il Dpcm che, con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del coronavirus, recava ulteriori disposizioni attuative rispetto al decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, fra i primi provvedimenti ad essere stati attivati in questo senso. Nella stessa data era stato inoltre pubblicato il DPCM che declina le misure di contenimento del virus in Lombardia, oltre all’ordinanza del Ministero della Salute e del Presidente della Regione Veneto e l’ordinanza del Ministro della Salute e del Presidente della Regione Lombardia del 23 febbraio che precisa quanto contenuto nel DPCM.