Coronavirus: Aggiornamenti legislativi

Ultimi aggiornamenti: È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL Rilancio, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Ultimi aggiornamenti: È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL Rilancio, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Dalla Gazzetta Ufficiale

In questa sezione della Gazzetta ufficiale sono elencati in continuo aggiornamento tutti gli atti che riportano misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica.

 

Convertito il legge il DL Rilancio

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il testo della legge 17 luglio 2020, n. 77 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.”, il Decreto Rilancio.

Il provvedimento prevede interventi da 55 miliardi di euro per tamponare gli effetti economici dell'emergenza coronavirus. In particolare per imprese, lavoratori con partite Iva e dipendenti, famiglie e associazioni del terzo settore introducendo, fra gli altri, l'estensione alle seconde case del superbonus al 110%, gli incentivi per l'acquisto di auto Euro 6, l'aumento dei fondi per le scuole paritarie, lo slittamento di un mese dei congedi per i genitori e l'anticipo della cassa integrazione prevista per l'autunno.

 

Convertito in legge il Decreto Liquidità

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 5 giugno 2020, n. 40, di conversione del Decreto Legge n. 23/2020, c.d. DL Liquidità, che ha introdotto misure di sostegno alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica.

La legge ha introdotto un chiarimento significativo sul tema della responsabilità delle imprese per il Covid 19: ai fini della tutela contro il rischio di contagio da Covid-19, i datori di lavoro pubblici e privati adempiono all’obbligo di cui all’articolo 2087 del codice civile mediante l’applicazione delle prescrizioni contenute nel protocollo condiviso sottoscritto il 24 aprile 2020 tra il Governo e le parti sociali, e successive modificazioni e integrazioni, e negli altri protocolli e linee guida.

Per quanto riguarda la liquidità, il DL ha rafforzato l’intervento del Fondo di Garanzia per favorire l’accesso al credito da parte delle PMI, prevedendo tra l’altro la facoltà per le Amministrazioni di settore e altri soggetti di conferire risorse al Fondo per la copertura dei finanziamenti rivolti a determinati settori economici e filiere d’impresa. In fase di conversione, tale previsione è stata estesa alle reti d'impresa, recependo una proposta sostenuta da Confindustria.

Tra le modifiche intervenute sul capitolo, le garanzie statali sui finanziamenti fino al 25%, che alza il limite del fatturato a 30.000 euro e prolunga la durata a 10 anni.

 

Dpcm 11 giugno 2020

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 11 giugno 2020, che autorizza la ripresa di ulteriori attività rispetto al Dpcm 17 maggio 2020.

Restano sospese fino al 14 luglio 2020 le fiere e congressi, mentre i corsi professionali potranno essere svolti in presenza.

In materia di spostamenti da e per l'estero è aumentato a 120 ore (5 giorni) il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena domiciliare per chi fa ingresso nel territorio nazionale per ragioni di lavoro, così come per il personale di imprese o enti aventi sede legale o secondaria in Italia che va all'estero per comprovate ragioni lavorative. 

 

Dpcm 17 maggio 2020

Firmato dal Presidente del Consiglio il Dpcm 17 maggio 2020, in vigore dal 18 maggio, relativo alle misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale. Il decreto contiene novità importanti riguardo alla riapertura di attività di vendita al dettaglio, bar e ristoranti, oltre ad aumentare la libertà di circolazione dei cittadini all'interno della propria regione.

Tra le principali novità, l'abolizione del documento di autocertificazione per gli spostamenti. Rimangono inalterate le precauzioni per contenere il diffondersi del Coronavirus, tra cui l'utilizzo della mascherina, il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e tutte le misure già in atto prima del Dpcm 17 maggio 2020. Negli allegati trovate anche gli aggiornamenti ufficiali dei Protocolli di regolamentazione sui luoghi di lavoro e nei cantieri.

 

DL Rilancio

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL Rilancio, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. Potete anche consultare una brochure riassuntiva pubblicata dal Ministero dello Sviluppo economico.

Il provvedimento, entrato in vigore il 19 maggio, sarà adesso trasmesso al Parlamento per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro 60 giorni, ovvero entro il prossimo 18 luglio. Le misure principali:

  • Lavoratori: sono state potenziate le misure a sostegno del reddito come la cassa integrazione e il bonus 600 euro per autonomi, che verrà erogato automaticamente alle stesse persone che lo hanno già ricevuto. In tutto sono stati stanziati 25,6 miliardi di euro a favore dei lavoratori, e sono stati modificati i passaggi burocratici al fine di snellire le procedure di accesso alle misure di sostegno economico previste. 
  • Misure per le imprese: per quanto riguarda questo segmento, si prevede un’allocazione di circa 16 miliardi di euro che verranno erogati a tutti i tipi di imprese, dalle PMI, con l’indennizzo a fondo perduto, fino alla capitalizzazione di quelle di taglia di più grande. Evidenziata la riduzione della pressione fiscale - per circa 4 miliardi - delle imprese fino a 250 mln di euro di fatturato, con lo stop alla rata dell’imposta IRAP di giugno 2020. Nell’ambito della riduzione dei costi, per le imprese sono stati previsti anche sgravi per affitti e bollette, bonus fiscali e soldi a fondo perduto. Tra le ulteriori misure di sostegno, anche le seguenti:
    • crediti d’imposta per gli affitti che saranno pagati fino al 60% in relazione agli scorsi 3 mesi;
    • per gli esercizi aperti al pubblico, crediti d’imposta previsti per le spese di sanificazione; 
    • rinvio a settembre di numerosi adempimenti fiscali;
    • infine, per le piccole imprese con fatturati fino a 5 milioni di euro sono stati previsti dei finanziamenti a fondo perduto.
  • Misure Fiscali: Il Presidente Conte ha riportato che sono stati tagliati 4 miliardi di tasse in totale, tra cui l’eliminazione della prima rata dell’IMU.
  • Reddito di emergenza: Il Decreto ha previsto un nuovo strumento di sostegno al reddito, un reddito di emergenza della durata di due mesi, da 400 a 800 euro per famiglie con ISEE fino a 15 mila euro.
  • Ecobonus: il Presidente e il ministro Gualtieri hanno sottolineato l'isituzione di un “super bonus” edilizio per la casa, attraverso un'innalzamento delle detrazioni fiscali per rendere le ristrutturazioni più green.

Annunciate poi dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e dal ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, le seguenti misure:

  • PMI: sono stati previsti indennizzi diretti a fondo perduto per le imprese che fatturano fino a 5 milioni e che abbiano subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 33% rispetto all'anno precedente. L’indennizzo minimo previsto sarà in ogni caso di 2000 euro e potrà arrivare fino a 40.000 euro per le imprese che fatturano fino a 5 milioni l’anno.
  • Acconto-saldo IRAP: si dispone l’abrogazione della rata di saldo-acconto dell’IRAP per la platea di imprese con fatturato fino a 250 milioni.
  • Bollette per le imprese: vengono stanziati 600 milioni di euro per l’abbassamento delle bollette relative ad utenze commerciali o produttive che sono rimaste bloccate durante il lockdown.
  • Crediti verso le PA: vengono stanziati 12 miliardi per gli anticipi dei pagamenti relativi ai crediti vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
  • Start-Up: con il DL Rilancio si provvede a sostenere oltre 11 mila start-up italiane che a causa della crisi sanitaria rischiavano di sparire o versavano in forti difficoltà.  
  • Ecobonus: il ministro Patuanelli ha annunciato che nel Decreto è stato inserito il rilancio dell’ecobonus, su cui ha lavorato il Sottosegretario Fraccaro, che spingerà il Paese ad una rigenerazione edilizia a fronte di nuove costruzioni, con una scelta evidente verso l’ecologia che comporta zero consumo di suolo. In particolare, ha ricordato che è stato previsto l'innalzamento al 110% delle detrazioni per le ristrutturazioni legate al sismabonus e all'ecobonus, per la messa in sicurezza antisismica del nostro patrimonio e per il risparmio energetico.

 

Il Dpcm 26 aprile

Il Dpcm che apre alla Fase 2 è in Gazzetta Ufficiale. Dal 4 maggio riaprono le attività del settore manifatturiero rimanente, le costruzioni e le attività di commercio all’ingrosso funzionale. La riapertura è consentita sul presupposto che le aziende interessate rispettino rigorosamente il protocollo di sicurezza sul luogo di lavoro, di cui è stata firmata il 24 aprile una versione aggiornata.

Sarà in vigore da lunedì 4 maggio a domenica 17 maggio. A differenza del precedente DPCM del 10 aprile, prevede:

  • che siano considerati necessari gli spostamenti per incontrare i congiunti;
  • il divieto di spostarsi in una Regione diversa da quella dove ci si trova, ma con possibilità di rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza anche in Regione diversa;
  • la possibilità di asporto dalle attività ristorative fermo l’obbligo di rispettare le misure di sicurezza;
  • che le liste di attività permesse di commercio al dettaglio e servizi alla persona possano essere modificati con decreto del MISE, sentito il MEF;
  • che le imprese in attività rispettino i contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro”, il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri” e il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica”. La mancata attuazione dei protocolli determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
  • che per le attività produttive sospese sia ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. E’ consentita la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.
  • che le imprese, che riprendono la loro attività a partire dal 4 maggio, possano svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dalla data del 27 aprile.
  • l’obbligo per gli individui presenti sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto.
  • che il MIT con proprio decreto possa integrare o modificare le “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19”, nonché il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica”.
  • che il prefetto territorialmente competente assicuri l’esecuzione delle misure del DPCM e monitori l’attuazione delle restanti misure.
  • la possibilità di applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.
  • una lista aggiornata dei codici ATECO delle attività produttive, industriali e commerciali consentite.

 

Chiarimenti sul Dpcm 26 aprile: Faq del Governo e Circolare ai prefetti

Faq del Governo: sabato 2 maggio la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato le risposte alle domande frequenti riguardanti le misure adottate dal Governo relativamente alla “Fase 2”.

Circolare ai prefetti: la circolare riporta le indicazioni operative che riguardano le disposizioni del DPCM 26 aprile 2020 per la "Fase 2". Tra le indicazioni, sono presenti quelle relative ad attività produttive, industriali e commerciali.

Le principali misure, in vigore da lunedì 4 maggio, ed efficaci fino a domenica 17 maggio, sono illustrate al fine di chiarire il punto di equilibrio tra la salvaguardia della salute pubblica, il contenimento dell’impatto sulla vita dei cittadini, il riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori. A questo link l’analisi dei principali chiarimenti.

 

Dpcm 10 aprile

Il Governo ha adottato il nuovo DPCM 10 aprile 2020, che proroga le misure di sospensione delle attività produttive fino al 3 maggio prossimo. Il provvedimento riepiloga e riordina le misure di contenimento previste nei precedenti provvedimenti e, quindi, sostituisce, tra gli altri, le previsioni e gli allegati di cui ai DPCM 11 marzo e 22 marzo 2020, nonché quelle di cui al DM 25 marzo 2020.

Le nuove misure urgenti di contenimento del contagio, sia di carattere generale sia finalizzate allo svolgimento in sicurezza delle attività lavorative, sono in vigore dal 14 aprile fino al 3 maggio 2020.

Il dpcm conferma la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali - ad eccezione di quelle indicate nel decreto - e amplia il novero delle attività già consentite, ricomprendendo anche quelle funzionali alla continuità delle filiere delle attività individuate al comma 7 dell’articolo 2.

In una circolare inviata ai prefetti viene ribadita la preventiva comunicazione al Prefetto per la ripartenza di alcune attività produttive, innovando la precedente disciplina che prevedeva invece il meccanismo dell’autorizzazione.

In sede di valutazione delle condizioni richieste per la prosecuzione delle attività per le quali opera l’obbligo della comunicazione, il Prefetto può inoltre adottare un eventuale provvedimento di sospensione, sentito il Presidente della Regione.

 

Decreto Liquidità

Il Decreto Legge Liquidità è in Gazzetta Ufficiale: liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese, 200 miliardi di garanzie sui prestiti e altri 200 miliardi a supporto dell'export.

Il provvedimento prevede inoltre:

  • Uno strumento efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono una attività di rilievo strategico: Attraverso il potenziamento del golden power il Governo potrà controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio e finanziario;
  • La sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio.

Contenuti del Decreto sulla liquidità per le imprese. In particolare:

  • Il provvedimento mette in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato, per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi;
  • Viene rafforzato il Fondo centrale di garanzia con la possibilità di chiedere in prestito fino a 5 milioni di euro con la garanzia al 90% dello Stato;
  • Per i prestiti fino a 25mila euro la garanzia dello Stato è al 100%. La procedura dell'erogazione sarà immediata e priva di vincoli, senza valutazioni di merito di credito o valutazioni relative agli andamenti delle imprese che usufruiscono di questi benefici.

Confindustria ha pubblicato, il 23 maggio, una nota di aggiornamento al decreto approvato con modifiche dalle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera.

 

 

DPCM 1 aprile

Ultimi aggiornamenti: DPCM 1 aprile, annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede:

  • Proroga al 13 aprile delle misure restrittive per fronteggiare il diffondersi del coronavirus già previste dai precedenti DPCM;
  • Proroga sempre fino al 13 aprile 2020 le Ordinanze del Ministero della Salute del 20 marzo e l’ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
  • Modifica del DPCM dell’8 marzo introducendo la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati e delle sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo.

Per quanto riguarda invece il decreto "Cura Italia", segnaliamo una serie di FAQ del ministero dell'Economia e delle Finanze in merito alle disposizioni contenute nel Decreto in questione (18/2020).

 

DL "Riordino Coronavirus"

Il Decreto Legge 25 marzo 2020 (Decreto "Riordino Coronavirus") ha principalmente la funzione di riordinare la disciplina dei provvedimenti adottati dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. Il nuovo DL permetterà di regolamentare e gestire in modo più puntuale i rapporti tra le attività di Governo e il Parlamento, e tra il Governo e le Regioni.

  • Parlamento: in particolare, si è stabilito che ogni Decreto venga trasmesso immediatamente ai Presidenti delle Camere e che il Presidente del Consiglio riferisca periodicamente - ogni 15 giorni - al Parlamento in merito alle misure adottate;
  • Regioni: nonostante le funzioni di coordinamento delle misure restino in capo al Governo, nel Decreto si lascia aperta la possibilità per i Presidenti delle Regioni di adottare provvedimenti restrittivi anche più severi di quelli del Governo.

Il premier ha smentito la presunta estensione delle misure varate dal Governo, in particolare quelle restrittive, sino al 31 luglio, specificando che tale data era stata indicata in concomitanza alla deliberazione dello stato di emergenza per delineare un possibile spazio temporale dell'emergenza.

In parallelo con il nuovo DL è uscito il decreto del ministero dello Sviluppo economico che sostituisce la lista dei codici ATECO presente nel decreto "Cura Italia".

 

Il DPCM 22 marzo e le FAQ di Confindustria

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del DPCM 22 marzo 2020 annunciato dal premier Giuseppe Conte che dispone ulteriori misure urgenti per il contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Nel decreto è pubblicata, nell'Allegato 1, la lista delle attività produttive industriali e commerciali ritenute strategiche, e quindi non soggette alla misura del 22 marzo.

Confindustria, a partire dalle numerose richieste arrivate dalle aziende tramite gli help desk del Sistema, ha elaborato un elenco di FAQ per supportare le imprese nella corretta interpretazione del DPCM 22 marzo 2020 in costante aggiornamento. Il documento, al fine di agevolare la lettura della tabella allegata al DPCM, riepiloga in apertura i criteri di composizione della Classificazione Ateco 2007.

Il DPCM contiene le seguenti misure:

  • La sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 del testo, di cui è prevista una possibile integrazione con decreto del MISE sentito il parere del MEF. Si prevede inoltre che le attività professionali non siano sospese e rimangano ferme le misure del DPCM dell’11 marzo, ovvero lavoro agile, incentivo di ferie e congedi retribuiti, sospensione di attività non indispensabili alla produzione, adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e incentivo di operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro;
  • Le suddette attività produttive possono proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • Rimangono sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell’allegato 1, dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività produttiva, in cui sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite;
  • Sono consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità e servizi essenziali;
  • Rimane consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari;
  • Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della Provincia;
  • Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa e altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale;
  • Le imprese le cui attività non siano sospese devono rispettare i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto del COVID-19;

Una comunicazione della prefettura indica come segnalare la continuità dell'attività. Le comunicazioni relative alla prosecuzione delle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori devono essere inviate alla casella di posta elettronica certificata protocollo.prefmi@pec.interno.it dal legale rappresentante della azienda interessata.

Nella giornata di domenica 22 marzo, Anima ha chiesto al Governo le condizioni e il tempo necessari per poter mantenere il motore al minimo senza compromettere il futuro delle aziende. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha scritto inoltre al Premier Giuseppe Conte per chiedere, a valle delle decisioni assunte ieri sera sulla limitazione delle attività produttive solamente a quelle essenziali per tutto il territorio nazionale, di contemperare le diverse esigenze di cui si compone il sistema produttivo.

Nel frattempo, nella Gazzetta Ufficiale n. 75 di domenica 22 marzo, è stata pubblicata l’ordinanza del Ministero della Salute recante ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, e rimangono efficaci fino all’entrata in vigore del nuovo DPCM.

 

Decreto "Cura Italia"

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge "Cura Italia" che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che contiene misure volte al potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per imprese, lavoratori e famiglie, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In allegato trovate il testo ufficale del Decreto.

Sono presenti aggiornamenti in materia di fisco, lavoro e ammortizzatori sociali, credito e sostegno alle Pmi, sanità e protezione civile. Sul sito del ministero dello Sviluppo economico è disponibile una sintesi delle misure per imprese e lavoratori.

Sul tema "Sostegno alla liquidità delle Pmi", il ministero dell'Economia ha pubblicato alcuni chiarimenti sulla moratoria di legge introdotta dall'articolo 56 del decreto legge.

 

 

Dall'8 marzo al 12 marzo 2020, come si è evoluta la situazione

 

DPCM 11 marzo 2020

Il DPCM 11 marzo 2020 (valido fino al 25 marzo 2020) ha introdotto la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, mentre restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi e di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. 

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; 
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni

In relazione a quanto disposto nell’ambito dei punti precedenti si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

 

Le nuove misure del DPCM 9 marzo

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020 (decreto "Io Resto a Casa") ha unificato il territorio nazionale in un’unica area di rischio, in vigore dal 10 marzo fino al 3 aprile. Contiene misure del DPCM 8 marzo 2020 estese a tutto il territorio nazionale.

Il Governo ha pubblicato una serie di domande e risposte per interpretare il Decreto #IoRestoaCasa.

Inoltre, il decreto-legge 9 marzo 2020 contiene alcune misure ritenute essenziali per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale in considerazione della crisi in atto. 

 

Le novità introdotte dal DPCM 8 marzo 2020

Il DPCM 8 marzo 2020 aveva introdotto misure di restrizione più severe a carattere nazionale, attualmente in vigore fino al prossimo 3 aprile. Una nota esplicativa pubblicata dal ministero degli Esteri e dal ministero dei Trasporti chiarisce che:

  • Le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.
  • Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

L'autodichiarazione del lavoratore può essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Per comprovare le esigenze lavorative, il Viminale ha reso disponibile un'autocertificazione da compilare.

 

I primi provvedimenti adottati

Il 4 marzo scorso era stato pubblicato il Gazzetta Ufficiale il Dpcm che, con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del coronavirus, recava ulteriori disposizioni attuative rispetto al decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, fra i primi provvedimenti ad essere stati attivati in questo senso. Nella stessa data era stato inoltre pubblicato il DPCM che declina le misure di contenimento del virus in Lombardia, oltre all’ordinanza del Ministero della Salute e del Presidente della Regione Veneto e l’ordinanza del Ministro della Salute e del Presidente della Regione Lombardia del 23 febbraio che precisa quanto contenuto nel DPCM.