2 marzo, Milano – Ucimac (l’associazione dei costruttori italiani di macchine professionali per caffè federata Anima Confindustria), ha presentato, presso la sede di Anima Confindustria, la V edizione del Libro bianco dedicato all’analisi strutturata del comparto. L’iniziativa riunisce imprese associate, operatori e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di offrire una lettura strutturata delle dinamiche che stanno interessando il comparto, dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, fino all’evoluzione dei mercati internazionali. Il volume, realizzato dall’Ufficio studi Anima in collaborazione con Andrea Boaretto (Personalive) e i professori Daniele Siena e Giancarlo Giudici, si propone di superare la tradizionale classificazione ATECO per restituire una rappresentazione aderente alla configurazione reale prodotto-mercato, fornendo una base informativa utile a orientare strategie industriali.
La panoramica del comparto evidenzia per il 2024 un valore dell’export italiano pari a 427 milioni di euro e 164.841 unità esportate. Dopo la crescita registrata tra il 2021 e il 2022, sostenuta dalla ripresa post-pandemica e dall’aumento della domanda estera, il 2023 ha segnato il picco di valore, accompagnato da una contrazione dei volumi riconducibile all’incremento dei prezzi medi, in un contesto di shock energetico e tensioni sulle commodity. Nel 2024 si osserva una lieve flessione, coerente con il rallentamento della domanda internazionale e con un quadro macroeconomico meno favorevole. Il settore conferma una marcata vocazione internazionale: l’export rappresenta circa l’80% del fatturato complessivo e delle unità prodotte, con Europa, Stati Uniti e Asia tra le principali aree di riferimento.
L’analisi di dettaglio dell’export conferma una struttura fortemente concentrata. Nel 2024, un primo gruppo ristretto di 10 paesi assorbe poco oltre il 50% del valore complessivo esportato; tra questi figurano Stati Uniti, Corea del Sud, Cina, Spagna e Francia.
La distribuzione per fasce di prezzo mostra un posizionamento stabile nelle classi media e medio-alta, che rappresentano il 93% del valore e il 90% delle quantità esportate, mentre la fascia alta incide in misura marginale, tra il 2% e il 3%. Nei principali mercati, l’Italia mantiene posizioni di vertice: leadership in Spagna con quote del 40% a valore e del 44% a volume; secondo posto in Germania con il 16% a valore; primo posto in Francia per quantità e valore a prezzi costanti; progressione significativa nel Regno Unito, con un posizionamento di fascia più alta rispetto ad altri mercati.
Dal punto di vista economico-finanziario, l’analisi su un campione di 32 imprese con dati disponibili al 31 dicembre 2024 evidenzia complessivamente 1,46 miliardi di euro. Dopo il picco registrato nel 2022, si rileva un lieve arretramento, accompagnato da un peggioramento della marginalità e della produttività nel biennio più recente.
«La quinta edizione del Libro bianco è il risultato di un lavoro sistematico di analisi e rappresentanza che l’associazione conduce a beneficio dell’intero comparto», dichiara il presidente di Ucimac, Roberto Nocera. «Il nostro ruolo è mettere a disposizione delle imprese dati consolidati, chiavi interpretative e strumenti di confronto utili a rafforzare il posizionamento del settore sui mercati internazionali e nel dialogo con le istituzioni. Attraverso un approccio strutturato e condiviso, intendiamo consolidare la credibilità e la competitività delle macchine professionali per il caffè quale espressione industriale del Made in Italy».
Nel corso dell’incontro sono inoltre stati approfonditi il valore sociale del bar quale presidio territoriale e luogo di relazione, il racconto del caffè come elemento distintivo dell’italianità e le criticità strutturali che interessano gli operatori, grazie anche al contributo di Carlo Odello (ceo Iei), Omar Zidarich (presidente Gruppo Torrefattori italiani di caffè), Lino Stoppani (presidente Fipe) e del presidente di Ucimac Roberto Nocera.