Milano, 17 febbraio – Intervenuta oggi in Audizione presso la Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame dei disegni di legge in materia di energia nucleare sostenibile, Anima Confindustria ha espresso una valutazione complessivamente positiva dell’impostazione della delega, sottolineando la necessità di un forte orientamento industriale nei decreti attuativi.
«Il nucleare sostenibile non può essere considerato esclusivamente una scelta energetica, ma deve essere inquadrato come un progetto industriale di lungo periodo» dichiara Marco Golinelli, vicepresidente di Anima Confindustria. «Può rafforzare la manifattura nazionale, contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e sostenere il percorso di decarbonizzazione».
Molte imprese associate ad Anima sono già integrate nelle filiere nucleari europee e internazionali, con certificazioni e standard riconosciuti a livello globale e possono già oggi contribuire allo sviluppo di componenti, sistemi e tecnologie per gli impianti di nuova generazione. Per questo, nel corso dell’audizione è stata evidenziata l’esigenza di garantire un coinvolgimento strutturato della supply chain nazionale e di evitare modelli eccessivamente dipendenti da operatori extra-Ue.
Anima ha quindi presentato una proposta normativa di integrazione del testo in esame volta a valorizzare – nel rispetto del diritto europeo vigente – le forniture tecnologiche prodotte in Stati membri dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo.
Particolare attenzione è stata infine richiamata sulla necessità di un quadro autorizzativo chiaro e proporzionato per le tecnologie di nuova generazione (Smr e Amr) e sul rafforzamento delle competenze tecniche e industriali, attraverso programmi strutturati di formazione.
«La delega rappresenta un passaggio cruciale» conclude Golinelli. «Anima Confindustria conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, affinché il percorso normativo possa contribuire a costruire un sistema nucleare moderno, sicuro e sostenibile, valorizzando il contributo della meccanica italiana e rafforzando la competitività dell’intero sistema produttivo nazionale».