Negli ultimi anni in Italia si registra un preoccupante aumento dei casi di legionellosi, una malattia respiratoria causata dal batterio Legionella pneumophila e trasmessa attraverso l’inalazione di aerosol prodotti da docce, rubinetti e impianti idrici contaminati.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 sono state notificate 4.617 infezioni, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente. Il fenomeno riguarda non solo ospedali e strutture turistico-ricettive, ma anche un numero crescente di impianti idrici condominiali, spesso caratterizzati da tubazioni obsolete, ristagni e scarsa manutenzione.
Cos’è la Legionella e perché prolifera negli impianti condominiali
La Legionella è un batterio che vive in natura nelle acque dolci, ma che trova condizioni ideali per moltiplicarsi nei sistemi idrici artificiali. La sua pericolosità è legata alla formazione del biofilm, una pellicola che aderisce alle tubature, proteggendo il batterio da disinfettanti e variazioni termiche.
Modalità di contagio
Il contagio avviene tramite:
- inalazione di micro-gocce d’acqua contaminate (docce, rubinetti, idromassaggi)
- aerosol prodotti da autoclavi e serbatoi
- sistemi di irrigazione e fontane
Non si trasmette da persona a persona e l’acqua ingerita non è pericolosa, salvo inalazione accidentale.
La malattia può presentarsi come:
- Febbre di Pontiac (forma lieve)
- Malattia del Legionario (polmonite acuta potenzialmente letale)
Legionella nei condomini: responsabilità e obblighi dell’amministratore
Negli edifici residenziali l’amministratore agisce come Gestore Idrico della Distribuzione Interna (GIDI), responsabile della sicurezza dell’acqua nelle parti comuni.
Anche se i condomini rientrano tra gli edifici non prioritari (D.Lgs. 18/2023), condividono numerose criticità con scuole, hotel e RSA.
In presenza di personale dipendente (portiere, custode, giardiniere) l’amministratore assume il ruolo di datore di lavoro ed è obbligato a redigere il Documento di Valutazione del Rischio Legionella (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Cluster residenziali: cosa ci dicono i casi recenti
Negli ultimi anni diverse ATS hanno documentato focolai legati ad abitazioni private e condomini.
Tra i casi più rilevanti:
- Bresso (2018) – 52 casi, 5 decessi
- Corsico-Buccinasco (2024–2025) – 89 casi, 8 decessi, con oltre il 70% degli appartamenti contaminati
- Milano via Rizzoli (2025) – 9 casi in un unico condominio dopo interventi sugli impianti centralizzati
Questi episodi confermano che il rischio domestico è reale e spesso sottovalutato.
Fattori di rischio negli impianti condominiali
La proliferazione della Legionella è favorita da:
- temperature tra 25°C e 45°C
- ristagno d’acqua e tubazioni poco utilizzate (bracci morti)
- calcare, ruggine e incrostazioni
- serbatoi di accumulo mal gestiti
- impianti obsoleti o non bilanciati
Prevenzione Legionella nei condomini: cosa fare
Buone pratiche consigliate
- Far scorrere l’acqua da docce e rubinetti poco usati almeno 5 minuti a settimana
- Pulire e disincrostare rompigetto e soffioni ogni 3 mesi
- Mantenere l’acqua calda a > 50–55°C e la fredda < 20°C
- Ispezionare periodicamente autoclavi e serbatoi
- Eliminare tratti ciechi e tubazioni inutilizzate
Bonifica e trattamento degli impianti contaminati
Quando i campionamenti superano 1.000 UFC/L, è necessario intervenire con ditte specializzate tramite:
- shock termico
- biossido di cloro o monoclorammina
- perossido di idrogeno + argento
La scelta del metodo dipende dalla struttura dell’impianto e dalla presenza di biofilm.
Il rischio Legionella nei condomini italiani rappresenta oggi una sfida sanitaria concreta. Una corretta gestione degli impianti, unita a controlli periodici e manutenzione programmata, è fondamentale per proteggere la salute dei residenti.
La sicurezza idrica — come il sistema circolatorio umano — richiede flusso costante, assenza di ostruzioni e monitoraggio continuo. Solo una cultura della prevenzione potrà contribuire a ridurre i contagi e tutelare le comunità abitative.