La Legionella è un batterio Gram-negativo appartenente al genere Legionella e rappresenta una delle principali cause di polmonite batterica di origine ambientale in Italia ed Europa. Nonostante se ne parli sempre più spesso, intorno a questa infezione circolano ancora molti equivoci, soprattutto riguardo al rischio di contagio tra persone. È essenziale chiarire un punto chiave: la legionellosi non è contagiosa. La malattia non si trasmette per contatto diretto, strette di mano, tosse o vicinanza fisica. La specie più frequentemente responsabile dell’infezione, la Legionella pneumophila, raggiunge l’uomo solo attraverso specifiche modalità di esposizione ambientale.
Come si trasmette la Legionella: il ruolo dell’Aerosol Idrico
La via di trasmissione principale è l’inalazione di aerosol contaminato, cioè minuscole goccioline d’acqua nebulizzata con diametro tra 1 e 5 micrometri. Grazie a queste dimensioni microscopiche, le particelle riescono a penetrare profondamente nelle vie respiratorie fino ai polmoni. L’aerosol si genera ogni volta che l’acqua viene frammentata o nebulizzata, ad esempio attraverso:
- docce e soffioni;
- rubinetti e miscelatori;
- vasche idromassaggio e spa;
- torri di raffreddamento e condensatori evaporativi;
- fontane decorative e sistemi di irrigazione;
- apparecchiature odontoiatriche.
Bere acqua contaminata non rappresenta un rischio, perché il batterio deve raggiungere l’apparato respiratorio e non quello digerente. L’unica situazione potenzialmente pericolosa è l’aspirazione accidentale di acqua (quando “va di traverso”), evento raro ma possibile in persone fragili o allettate. A oggi, la comunità scientifica ribadisce che la trasmissione interumana è estremamente improbabile e non rappresenta una via di contagio rilevante.
Dove vive la Legionella: biofilm e impianti idrici
La Legionella è un batterio ambientale e ubiquitario. Vive naturalmente in fiumi, laghi e acque termali, ma la sua pericolosità aumenta quando colonizza gli impianti idrici artificiali, come quelli di condomini, alberghi, ospedali e strutture pubbliche.
La proliferazione è favorita da:
- temperature dell’acqua tra 20°C e 45°C;
- ristagni e scarsa circolazione;
- incrostazioni, sedimenti e corrosione delle tubature;
- serbatoi e autoclavi non manutentati;
- tratti di rete poco utilizzati, i cosiddetti “bracci morti”.
All’interno delle condotte la Legionella forma il biofilm, una pellicola biologica che aderisce alle superfici interne e agisce come una vera “barriera protettiva”. Qui il batterio sopravvive meglio ai disinfettanti, alle escursioni termiche e trova nutrimento grazie ai depositi minerali. Inoltre può vivere all’interno di amebe e protozoi, rafforzando la propria resistenza e aumentando la capacità di infettare l’uomo.
Chi è più a rischio di legionellosi
La legionellosi può colpire chiunque, ma provoca forme più gravi in alcune categorie di persone. I soggetti più vulnerabili sono:
- anziani, soprattutto over 50;
- fumatori o ex fumatori;
- persone con malattie croniche (BPCO, diabete, insufficienza renale);
- pazienti immunodepressi o in terapia oncologica;
- persone fragili o con funzionalità respiratoria compromessa.
La malattia è più frequente tra gli uomini, probabilmente per un insieme di fattori biologici e comportamentali.
Impianti e luoghi a maggior rischio di contaminazione
Le principali fonti di esposizione sono gli impianti che generano aerosol:
- Impianti idrosanitari domestici e condominiali — docce, rubinetti, scalda-acqua e tubazioni secondarie.
- Torri di raffreddamento — possono disperdere aerosol su ampie aree urbane.
- Fontane ornamentali e sistemi di irrigazione — se l’acqua ristagna o non è trattata.
- Riuniti odontoiatrici — per via della nebulizzazione diretta nelle vie respiratorie.
Una gestione non corretta di questi sistemi può favorire cluster epidemici e contaminazioni diffuse.
Normativa, prevenzione e buone pratiche
Negli ultimi anni il quadro normativo italiano ha rafforzato l’attenzione sulla sicurezza dell’acqua e sulla prevenzione della Legionella, introducendo l’obbligo di valutazione del rischio e promuovendo una gestione più consapevole degli impianti interni.
Le principali misure preventive includono:
- mantenere l’acqua calda sopra i 50-55°C e l’acqua fredda sotto i 20°C;
- evitare ristagni e tubazioni inutilizzate;
- pulire periodicamente soffioni e rompigetto;
- effettuare flussaggi dopo lunghi periodi di inutilizzo;
- programmare controlli microbiologici negli impianti complessi;
- affidarsi a professionisti qualificati in caso di contaminazione.
In presenza di cariche batteriche elevate, si ricorre a interventi di bonifica, come shock termico o trattamenti chimici specifici (biossido di cloro, monoclorammina, perossido di idrogeno e argento).
La Llegionella non è contagiosa, ma serve prevenzione
La Legionella non si trasmette per contatto umano diretto: il vero rischio è legato all’inalazione di aerosol contaminato proveniente da impianti idrici mal gestiti. La prevenzione passa attraverso progettazione corretta, manutenzione costante e consapevolezza dei comportamenti a rischio. Proteggere la qualità dell’acqua significa tutelare la salute di tutti.