22 mar 2026 09:28 22 marzo 2026

Come si Diffonde la Legionella?

Come si Diffonde la Legionella? Non è Contagiosa. Cause, Rischi e Prevenzione

La Legionella è un batterio Gram-negativo appartenente al genere Legionella e rappresenta una delle principali cause di polmonite batterica di origine ambientale in Italia ed Europa. Nonostante se ne parli sempre più spesso, intorno a questa infezione circolano ancora molti equivoci, soprattutto riguardo al rischio di contagio tra persone. È essenziale chiarire un punto chiave: la legionellosi non è contagiosa. La malattia non si trasmette per contatto diretto, strette di mano, tosse o vicinanza fisica. La specie più frequentemente responsabile dell’infezione, la Legionella pneumophila, raggiunge l’uomo solo attraverso specifiche modalità di esposizione ambientale.

Come si trasmette la Legionella: il ruolo dell’Aerosol Idrico

La via di trasmissione principale è l’inalazione di aerosol contaminato, cioè minuscole goccioline d’acqua nebulizzata con diametro tra 1 e 5 micrometri. Grazie a queste dimensioni microscopiche, le particelle riescono a penetrare profondamente nelle vie respiratorie fino ai polmoni. L’aerosol si genera ogni volta che l’acqua viene frammentata o nebulizzata, ad esempio attraverso:

  • docce e soffioni;
  • rubinetti e miscelatori;
  • vasche idromassaggio e spa;
  • torri di raffreddamento e condensatori evaporativi;
  • fontane decorative e sistemi di irrigazione;
  • apparecchiature odontoiatriche.

Bere acqua contaminata non rappresenta un rischio, perché il batterio deve raggiungere l’apparato respiratorio e non quello digerente. L’unica situazione potenzialmente pericolosa è l’aspirazione accidentale di acqua (quando “va di traverso”), evento raro ma possibile in persone fragili o allettate. A oggi, la comunità scientifica ribadisce che la trasmissione interumana è estremamente improbabile e non rappresenta una via di contagio rilevante.

Dove vive la Legionella: biofilm e impianti idrici

La Legionella è un batterio ambientale e ubiquitario. Vive naturalmente in fiumi, laghi e acque termali, ma la sua pericolosità aumenta quando colonizza gli impianti idrici artificiali, come quelli di condomini, alberghi, ospedali e strutture pubbliche.

La proliferazione è favorita da:

  • temperature dell’acqua tra 20°C e 45°C;
  • ristagni e scarsa circolazione;
  • incrostazioni, sedimenti e corrosione delle tubature;
  • serbatoi e autoclavi non manutentati;
  • tratti di rete poco utilizzati, i cosiddetti “bracci morti”.

All’interno delle condotte la Legionella forma il biofilm, una pellicola biologica che aderisce alle superfici interne e agisce come una vera “barriera protettiva”. Qui il batterio sopravvive meglio ai disinfettanti, alle escursioni termiche e trova nutrimento grazie ai depositi minerali. Inoltre può vivere all’interno di amebe e protozoi, rafforzando la propria resistenza e aumentando la capacità di infettare l’uomo.

Chi è più a rischio di legionellosi

La legionellosi può colpire chiunque, ma provoca forme più gravi in alcune categorie di persone. I soggetti più vulnerabili sono:

  • anziani, soprattutto over 50;
  • fumatori o ex fumatori;
  • persone con malattie croniche (BPCO, diabete, insufficienza renale);
  • pazienti immunodepressi o in terapia oncologica;
  • persone fragili o con funzionalità respiratoria compromessa.

La malattia è più frequente tra gli uomini, probabilmente per un insieme di fattori biologici e comportamentali.

Impianti e luoghi a maggior rischio di contaminazione

Le principali fonti di esposizione sono gli impianti che generano aerosol:

  1. Impianti idrosanitari domestici e condominiali — docce, rubinetti, scalda-acqua e tubazioni secondarie.
  2. Torri di raffreddamento — possono disperdere aerosol su ampie aree urbane.
  3. Fontane ornamentali e sistemi di irrigazione — se l’acqua ristagna o non è trattata.
  4. Riuniti odontoiatrici — per via della nebulizzazione diretta nelle vie respiratorie.

Una gestione non corretta di questi sistemi può favorire cluster epidemici e contaminazioni diffuse.

Normativa, prevenzione e buone pratiche

Negli ultimi anni il quadro normativo italiano ha rafforzato l’attenzione sulla sicurezza dell’acqua e sulla prevenzione della Legionella, introducendo l’obbligo di valutazione del rischio e promuovendo una gestione più consapevole degli impianti interni.

Le principali misure preventive includono:

  • mantenere l’acqua calda sopra i 50-55°C e l’acqua fredda sotto i 20°C;
  • evitare ristagni e tubazioni inutilizzate;
  • pulire periodicamente soffioni e rompigetto;
  • effettuare flussaggi dopo lunghi periodi di inutilizzo;
  • programmare controlli microbiologici negli impianti complessi;
  • affidarsi a professionisti qualificati in caso di contaminazione.

In presenza di cariche batteriche elevate, si ricorre a interventi di bonifica, come shock termico o trattamenti chimici specifici (biossido di cloro, monoclorammina, perossido di idrogeno e argento).

La Llegionella non è contagiosa, ma serve prevenzione

La Legionella non si trasmette per contatto umano diretto: il vero rischio è legato all’inalazione di aerosol contaminato proveniente da impianti idrici mal gestiti. La prevenzione passa attraverso progettazione corretta, manutenzione costante e consapevolezza dei comportamenti a rischio. Proteggere la qualità dell’acqua significa tutelare la salute di tutti.

Come si diffonde la legionella

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