Dall'8 marzo al 12 marzo 2020, come si è evoluta la situazione

30.01.2021

DPCM 11 marzo 2020

Il DPCM 11 marzo 2020 (valido fino al 25 marzo 2020) aveva introdotto la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, mentre restavano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi e di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Per tutte le attività non sospese si invitava al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

 

Le misure del DPCM 9 marzo

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020 (decreto "Io Resto a Casa") aveva unificato il territorio nazionale in un’unica area di rischio, in vigore dal 10 marzo fino al 3 aprile. Contiene misure del DPCM 8 marzo 2020 estese a tutto il territorio nazionale.

Il Governo aveva pubblicato una serie di domande e risposte per interpretare il Decreto #IoRestoaCasa.

Inoltre, il decreto-legge 9 marzo 2020 contiene alcune misure ritenute essenziali per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale in considerazione della crisi in atto. 

 

Le novità introdotte dal DPCM 8 marzo 2020

Il DPCM 8 marzo 2020 aveva introdotto misure di restrizione più severe a carattere nazionale, in vigore fino al 3 aprile 2020. Una nota esplicativa pubblicata dal ministero degli Esteri e dal ministero dei Trasporti chiariva le limitazioni in atto relative alla circolazione delle merci e delle persone.

Per gli spsotamenti legati a comprovate le esigenze lavorative, il Viminale aveva reso disponibile un'autocertificazione da compilare.

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