Procedimento anti-elusione della Turchia nei confronti dell’Italia (serramenti per mobili).

Confindustria sta seguendo gli sviluppi di un procedimento anti-elusione attivato dalla Turchia nei confronti dell’Italia ed altri paesi (Grecia e Spagna nella Ue e Tailandia). I prodotti oggetto del procedimento sono serramenti, ferramenta ed oggetti simili per mobili identificati con i seguenti codici doganali: 8302.10, 8302.42, 8302.50 (la definizione in inglese è “Hinges of Base Metal & Hat-Racks, Hat-Pegs, Brackets and Similar Fixtures of Base Metal & Base Metal Mountings, Fittings and Similar Articles Suitable for Furniture”).

L’inchiesta, aperta dalle autorità turche il 17 novembre scorso, è tuttora in corso (possibile conclusione a novembre 2017) ed origina da una procedura iniziale del 2004 che ha portato all’imposizione di misure antidumping nei confronti della Cina; una prima inchiesta anti-elusione, condotta nel 2008, si è conclusa con l’estensione delle misure anche nei confronti di Malesia, Indonesia e Taiwan.

Questa seconda indagine anti-elusione, che riguarda le importazioni dall’Italia (oltre che da Spagna, Grecia e Tailandia) è volta ad appurare non tanto se vi sia dumping praticato dalle aziende italiane, ma se vengano attuate condotte elusive delle misure e se quindi  il canale italiano sia utilizzato per esportare i prodotti in questione in Turchia senza pagare dazio. Qualora, a seguito delle indagini, le autorità turche accertino l’esistenza di pratiche elusive, le misure antidumping saranno estese alle importazioni provenienti dai paesi oggetto dell’indagine, ad eccezione dei produttori ed esportatori esentati se in grado di dimostrare di non aver posto in essere comportamenti elusivi.

Diverse nostre imprese esportatrici in Turchia sono state coinvolte nel procedimento con la richiesta di cooperare attraverso un questionario redatto dalle autorità turche e, tramite le rispettive Associazioni di riferimento, hanno segnalato difficoltà procedurali legate, in particolare, all’istanza di restituzione del questionario compilato entro scadenze molto ravvicinate e a richieste di informazioni eccessivamente dettagliate e complesse.
Sulla vicenda, Confindustria ha prontamente attivato i necessari canali istituzionali, coordinandosi strettamente con l’Ufficio antidumping del Mise, e per il suo tramite, con l’Ambasciata italiana ad Ankara e gli uffici locali dell’ICE nonché, attraverso la Delegazione di Bruxelles, con i servizi competenti della Commissione europea. È inoltre intervenuta direttamente sul Ministero dell'Economia turco per ottenere una proroga dei termini per i questionari che - come confermato in questi giorni dalla nostra Ambasciata - è stata accordata in via ufficiale dalle autorità turche fino al 10 febbraio prossimo.
A tale proposito, si sarà grati alle Associazioni interessate di tenerci aggiornati sull’eventuale coinvolgimento delle proprie associate in modo da consentire a Confindustria di continuare ad assicurare il necessario coordinamento sulla questione e di valutare le azioni di supporto più opportune.

Di interesse per: 
Generale
Fonte: 
Sistema Confindustria
01/02/2017

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