CETA: Firma accordo UE-CANADA

Dopo settimane di acceso dibattito con alcuni Stati membri, giorni di negoziato a tappe forzate con i Leader valloni e la cancellazione del Vertice Ue-Canada previsto per il 27 ottobre, si è infine pervenuti a un' intesa che ha permesso la firma dell’accordo domenica 30 ottobre.

Il “caso” Vallonia segna uno spartiacque nella politica commerciale dell’Unione europea mettendo definitivamente a nudo la fragilità dei suoi processi decisionali. Le eccezioni poste dalla Assemblea sub-federale belga, infatti, giungono al termine di una lunga serie di altre criticità avanzate da altri Stati membri, parlamenti e corti costituzionali nazionali.

L’ondata di criticismo nei confronti degli accordi commerciali (concentratosi prima sul TTIP, poi sul CETA ed in larga parte determinato da dinamiche interne che cavalcano tendenze anti-globalizzazione ed anti-atlantiste), tocca il culmine quando il commercio mondiale, l’attuale motore della crescita economica globale, segna il passo crescendo, per la seconda volta dal 1982, meno del PIL mondiale (rispettivamente 1,7% e 2,2% - laddove prima della crisi i valori erano 6,7% per il commercio e 3,2% per il PIL).

Poiché gli accordi di libero scambio sono il principale vettore degli scambi commerciali, se l’Europa non fosse più in grado di concluderne verrebbe marginalizzata dal circuito dei grandi blocchi economici e commerciali mondiali integrati, riducendo ulteriormente le opportunità derivanti da flussi di scambi già rallentati dalla congiuntura. Lo spartiacque in questione è, dunque, di importanza fondamentale per l’industria.

Per scongiurare il rischio che alle imprese europee venga precluso l’accesso ai circuiti  commerciali preferenziali, la Ue deve riuscire a porre le proprie prerogative in materia di politica commerciale al riparo dalle ingerenze degli Stati membri.

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In area riservata soci /Internazionalizzazione è scaricabile una  nota riassuntiva a cura di Confindustria sul processo decisionale e sulla ripartizione delle competenze, sull’impasse verificatosi in queste ultime settimane,  sulla “Dichiarazione” belga che, sebbene oltre il tempo limite, ha reso possibile la firma dell’accordo e descrive i prossimi passi della procedura. In allegato vengono riportate inoltre una breve ricognizione sull’economia canadese, sui flussi commerciali con l’Italia ed sui principali settori Made in Italy, ed un breve approfondimento sulle disposizioni previste dal CETA in materia di risoluzione delle controversie tra Stato ed investitori, che costituisce l’aspetto maggiormente criticato dalle eccezioni sollevate.

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Generale
Fonte: 
Sistema Confindustria
03/11/2016

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