Il BIM nel comparto edile ed industriale: la normativa italiana come driver nella transizione digitale nazionale

Il 29 settembre 2017, presso il Politecnico di Milano, ANIMA, in qualità di membro dell’UNI/CT 33/GL 05 -Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia, ha aderito al tavolo di lavoro per il proseguimento della norma UNI 11337, parte 2-3-7.

Avviata nel 2009, la norma UNI 11337 mira a codificare un processo di digitalizzazione radicale che riguarderà in pochi anni il comparto edile ed industriale: se da un lato i lavori in essere mirano a definire le regole del gioco nella salvaguardia delle peculiarità dei settori coinvolti, dall’altro ci si inserisce in un contesto più ampio e di confronto con gruppi di lavoro quali il CEN/TC/442 e l’ ISO/TC 59/SC 13. 

Risulta ormai noto che, con l’emanazione del Codice degli Appalti, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, il BIM, entrerà in vigore negli appalti pubblici dal 2019, divenendo obbligatorio dal 2025. Conclusasi a luglio, la consultazione pubblica, restiamo in attesa dell’imminente versione definitiva.
Se da un lato il processo di digitalizzazione impone e imporrà una crescente qualità progettuale, costruttiva e di gestione di qualsiasi opera costruita e nuova, dall’altro, è ampiamente condiviso il suo potenziale in termici di risparmio, crescita economica e occupazionale.
ANIMA, ritenendo sempre più preponderante il ruolo dell’approccio sistemico per lo sviluppo della filiera industriale, sta avviando nuove sinergie e attività trasversali BIM, sia sul fronte nazionale che europeo, con l’obiettivo di supportare l’industria meccanica in questa grande sfida.



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05/10/2017

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