Studio della CE sui materiali a contatto con l'acqua potabile - principali risultati e opzioni proposte / Guida per gli utilizzatori di materiali a contatto con l'acqua potabile

La versione finale dello studio della CE sui materiali a contatto con l'acqua potabile è stato ora pubblicato insieme ad una guida europea destinata agli utilizzatori di materiali e prodotti a contatto con l'acqua potabile. I due documenti sono disponibili per gli associati ANIMA.
 
Lo studio sui Materiali è stato effettuato per sostenere la preparazione dell’ impact assesment della CE (nel contesto della revisione della direttiva sull'acqua potabile 98/83/EC) con preliminari raccomandazioni politiche. Lo studio mirava a valutare il problema dei materiali e dei prodotti che possono influire sulla qualità dell'acqua potabile secondo quanto previsto all'articolo 10 della Direttiva 98/83EC. Lo studio riconosce inoltre che non c'è un meccanismo di effettivo riconoscimento reciproco dei materiali\prodotti idonei tra gli Stati membri.
 
Principali valutazioni:
•    Lo studio analizza i tre principali tipi di materiali con cui i prodotti sono realizzati e il loro impatto sulla qualità dell'acqua potabile: materiali organici, materiali metallici e materiali cementizi. Il rapporto finale osserva che questi materiali possono potenzialmente rilasciare in acqua sostanze che determinano rischi per la salute umana (tossicologici o cancerogeni) a seconda della composizione di ogni materiale utilizzato nei prodotti e alla relativa superficie di contatto. Pertanto, ciò che determina un potenziale rischio per la qualità dell’acqua e di conseguenza della salute umana non è il tipo di prodotto ma i materiali specifici utilizzati per la fabbricazione del prodotto. Dunque le valutazioni e i test richiesti dovrebbero essere basati sulla effettiva composizione dei materiali che il prodotto contiene e non sulla tipologia di prodotto.
 
•    Lo studio sottolinea che il riconoscimento reciproco per i materiali / prodotti a contatto con l'acqua potabile è un concetto generalmente applicato in questo settore. Tuttavia il risultato della flessibilità concessa agli Stati membri per l'attuazione dei requisiti minimi di cui all'articolo 10 della Direttiva è quello di costringere i produttori a rispettare i requisiti nazionali specifici con relativi schemi di approvazione. La mancanza di un criterio di approvazione comune può generare risultati diversi per gli stessi materiali nei vari Stati membri ed è riconosciuto come un ostacolo al commercio che porta gravi conseguenze finanziarie e di appesantimento burocratico: ritardi nell’introduzione di nuovi prodotti sul mercato, costi per i test che si moltiplicano, ecc.
 
Possibili opzioni proposte nell’ambito della revisione della Direttiva 98/83/EC:

l'obiettivo generale è quello di realizzare un mercato unico dei materiali e dei prodotti a contatto con l'acqua potabile e di garantire che i materiali inappropriati che possono essere dannosi per la salute umana non siano commercializzati negli Stati membri.
•    Scenario di base (status quo): gli Stati membri continuano a fissare le proprie normative nazionali, con limitate potenzialità di mutuo riconoscimento (eventualmente tra un ristretto numero di MS su base volontaria).
•    Opzione A: stesura di un nuovo Regolamento UE.
•    Opzione B: lo sviluppo di standard di prestazione sotto il regolamento prodotti da costruzione (CPR 305/2011) per prodotti coperti da una norma europea armonizzata di prodotto (hEN). In questo caso dovrebbero essere definite anche delle classi di performance.
•    Opzione C: promozione di un processo di armonizzazione a livello UE dei criteri di certificazione al fine di garantire che gli Stati Membri accettino certificazioni rilasciate in altri Stati Membri per i materiali / prodotti a contatto con l'acqua potabile.
•    Opzione D: produzione di una guida (dunque non di un atto legislativo) per gli Stati Membri su come testare i materiali a contatto con l'acqua potabile al fine di soddisfare gli obiettivi dell'articolo 10.
 
Possibili impatti:
•    Economico: con le opzioni A e B si prevede di conseguire i vantaggi economici potenzialmente maggiori, quali ad es.: riduzione dei costi diretti (prove e certificazioni) e dei costi indiretti (es. costi di personale interno), riduzione del time-to-market, accrescimento della competitività (a causa di un mercato che si amplia), crescita degli scambi intra-UE, aumento delle dimensioni della produzione e del tasso di innovazione.
 
•    Sociale: una maggiore armonizzazione può portare a una crescita dei posti di lavoro e una maggiore scelta di prodotti con una riduzione, a lungo termine, del rischio per la salute umana.
 
•    Ambientale: armonizzare i criteri di approvazione per i materiali a contatto con l'acqua potabile (opzioni A e B) favorirebbe una riduzione della possibilità di rilascio di sostanze chimiche pericolose nei sistemi di approvvigionamento di acqua potabile e un maggiore utilizzo di materiali sostenibili nella fabbricazione dei prodotti (stimolo all’innovazione).

Di interesse per: 
Generale
Fonte: 
Area tecnica
28/03/2017

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