Progetto Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato

Data: 
19/02/13

Nei suoi primi mesi di operatività, l’Osservatorio - costituito dall’Istituto Superiore dei Lavori Pubblici - di cui fa parte anche UCoMESA, si è dimostrato il luogo più idoneo a trattare il tema della vigilanza e delle sanzioni per il mancato rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni, sia per il numero e la natura delle segnalazioni raccolte, sia per il dibattito interno sulle proposte di integrazione alla legislazione esistente.
Si riportano di seguito le segnalazioni raccolte fino all’ottobre 2012, ritenute compatibili con i temi affrontati dall’Osservatorio e quindi meritevoli di approfondimento, con l’indicazione, per ciascuna, delle azioni intraprese.
L’elenco verrà aggiornato sulla base degli sviluppi che di volta in volta si susseguiranno per le singole segnalazioni.

•    Segnalazione su mancata effettuazione delle tarature in impianti del sud Italia
Questa segnalazione riguarda due organismi di Certificazione del Controllo del processo di fabbrica del calcestruzzo preconfezionato. Da quanto emerge dalla segnalazione, alcuni ispettori che operano per conto dei due organismi, con la complicità di un organismo di taratura e dietro compensi illeciti, permettono l’emissione di certificati FPC per impianti di calcestruzzo senza effettuare realmente le tarature della strumentazione.
Come convenuto con il Gruppo di Coordinamento, l’Osservatorio, con una nota ufficiale ha trasmesso questa segnalazione alla competente Procura della Repubblica.
•    Segnalazione su rivenditori non autorizzati di calcestruzzo
Questa segnalazione, pervenuta all’Atecap, l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, riguarda alcuni soggetti che sembrano operare sul territorio campano in qualità di “rivenditori” di calcestruzzo, pur essendo privi di un apposito impianto di produzione. L’ipotesi è che tali soggetti, oltre a non avere le necessarie autorizzazioni/certificazioni, acquistino calcestruzzo “a dosaggio” (quindi non conforme alle Norme Tecniche per le Costruzioni) rivendendolo con prestazioni che, proprio perché acquistato “a dosaggio” non possono essere in alcun modo garantite.
È stato previsto coinvolgimento diretto del S.A.S.G.O. (Servizio per l’Alta Sorveglianza sulle Grandi Opere) che sta procedendo con la valutazione del caso. Il S.A.S.G.O. ha, infatti, fra i suoi compiti quello del monitoraggio tecnico sulla realizzazione delle opere nell’ambito di una collaborazione tra le Direzioni Generali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il S.A.S.G.O. stesso.
A tal proposito i responsabili del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici stanno portando avanti il coordinamento tra le due istituzioni, allo scopo di definire un modus operandi che consenta una gestione rapida ed efficace delle segnalazioni.
•    Presenza di impianti non certificati nella provincia di Cosenza
Il Servizio Tecnico Centrale ha effettuato una verifica documentale dalla quale è emerso un certo numero di impianti per i quali non risulta attiva alcuna certificazione del controllo del processo di produzione in fabbrica FPC, obbligatoria ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni.
Anche in questo caso, quindi la competenza è stata affidata al S.A.S.G.O. I rappresentanti del Servizio Tecnico Centrale stanno mettendo a punto la procedura per effettuare un controllo, eventualmente in sito, per verificare se e in quali cantieri sono state effettuate forniture da parte di tali impianti.
•    Certificati falsi di prove di compressione
La segnalazione riguarda un certificato, verosimilmente falso, relativo ad alcune prove di compressione su provini cubici di calcestruzzo provenienti da un cantiere di edilizia privata della provincia di Milano. Le prove erano state commissionate da una ditta di costruzioni della provincia di Bergamo ad un laboratorio autorizzato per l’esecuzione di prove sui materiali da costruzione. Per dar seguito alla segnalazione, i responsabili del Servizio Tecnico Centrale hanno eseguito una visita ispettiva a sorpresa presso il laboratorio, durante la quale hanno potuto constatare l’inesistenza del documento oggetto della segnalazione; infatti, lo stesso numero di protocollo del certificato falsificato è relativo ad un altro certificato. È stato dunque appurato che l’impresa di costruzioni ha falsificato il documento a partire da un vecchio certificato emesso nel 2010.
È stata quindi inoltrata una denuncia da parte del Servizio Tecnico Centrale al competente Comando Provinciale dei Carabinieri, nella quale è stato richiesto anche il coinvolgimento dell’ufficio del Genio Civile competente.
•    Provini di calcestruzzo falsi
Il caso, riscontrato presso un laboratorio autorizzato alle prove sui materiali da costruzione durante una visita ispettiva del Servizio Tecnico Centrale, riguarda una richiesta di prove di compressione su provini di calcestruzzo commissionata da un professionista in qualità di Direttore dei Lavori per un cantiere di edilizia privata nella provincia di Catanzaro. Il professionista ha portato al laboratorio sei campioni di calcestruzzo che hanno riportato valori di resistenza piuttosto scarsi e molto inferiori ai valori attesi secondo il progetto. A circa tre mesi di distanza lo stesso Direttore dei Lavori ha presentato nuovamente al medesimo laboratorio una richiesta di prove di compressione per altri sei provini riferiti agli stessi elementi strutturali (fondazioni e pilastri) delle prove precedenti che, ovviamente, hanno presentato valori di resistenza conformi ai valori di progetto.
Il Servizio Tecnico Centrale ha comunicato il fatto all’Ordine professionale competente che ha sospeso dall’albo per più di un anno il professionista per le “accertate violazioni di più articoli delle norme di deontologia”.