Associazioni : protocollo d’intesa per il coordinamento unitario tra costruttori e distributori di macchinario per le costruzioni

Il settore delle costruzioni in Italia è in crisi da anni e denuncia perdite importanti di occupati e carenza di ordinativi sia nel settore pubblico che in quello privato.
L’industria dei macchinari da costruzione rappresentata da UCoMESA è passata dai 4 miliardi di euro fatturati nel 2008, con un export di quasi 2,9 miliardi, ai 2,5 miliardi del 2011, con un export di poco superiore a 1,8 miliardi.  Il settore, pur in un momento di crisi, continua a contribuire ad un attivo della bilancia commerciale per ben 1,4 miliardi di euro.
In Italia i mancati pagamenti da parte degli enti pubblici, una regolamentazione farraginosa e incredibilmente complessa per gli appalti pubblici e per le licenze edilizie private, il calo degli investimenti in infrastrutture, la stretta del credito e la drammatica riduzione dei mutui hanno concorso a far venire meno quel solido mercato interno che costituiva la base sulla quale costruire strategie di diversificazione commerciale. 
Per aiutare le aziende e per meglio sensibilizzare governo e istituzioni, UCoMESA considera oggi necessario guardare non solo a una segmentazione verticale della rappresentanza ma a una logica di filiera, alla vicinanza con i nostri clienti e alle politiche sinergiche di sostegno con i settori complementari.
L’associazione ha partecipato alla nascita, nel 2009, di Federcostruzioni e Federbeton, due federazioni che come missione hanno quella di costruire progetti di comune interesse e maggiori opportunità di essere ascoltate a livello politico.  Entrambe le federazioni fanno parte di Confindustria, ne rispettano le regole e il codice etico, riuniscono le categorie produttive più significative di tutto il mercato edile e infrastrutturale con il fine di influire a livello centrale - politico, economico e istituzionale - per quanto attiene alle istanze e agli interessi comuni del settore delle costruzioni. 
Un messaggio importante che riguarda le sinergie nel nostro specifico associativo viene dalla sigla di un Protocollo d’Intesa in ambito Federcostruzioni che realizza un coordinamento unitario tra costruttori e distributori di macchinario per le costruzioni, rispettoso delle competenze e delle rispettive individualità associative, che non scateni guerre interassociative per strapparsi associati l’un l’altro, creando sconcerto nelle aziende che, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, richiedono maggior supporto da parte delle loro rappresentanze di categoria.
E’ un Protocollo che vede Anima/Ucomesa, Ascomac/Cantiermacchine, Federunacoma/Comamoter fare fronte comune in un momento criticissimo di mercato  e che prevede un coordinamento concordato delle rispettive attività istituzionali, un rapporto sinergico con gli organismi istituzionali, gli enti normativi, gli enti finanziari, una pianificazione coerente per la partecipazione agli eventi  fieristici,  la creazione di un sistema di rilevazione statistica finalmente complessiva per la valutazione dell’andamento del mercato italiano ed estero, una particolare attenzione alla sicurezza nei cantieri ed alla formazione qualificata degli operatori attraverso un accordo quadro con Formedil.
Tra le opportunità costruite in virtù delle azioni messe in atto insieme a Federcostruzioni si ricordano: gli Stati Generali delle costruzioni, la nascita dell’Osservatorio che ha permesso di rivendicare un peso economico complessivo di ben 340 miliardi di euro del nostro settore, l’ importanza dell’indotto che rappresenta i 2/3 di tale valore, l’effetto leva che per ogni miliardo di euro di valore della produzione genera ben 11000 posti di lavoro, il peso dell’ export pari a 70 miliardi di euro la maggior parte dei quali realizzata dall’indotto, la nostra voce di protesta davanti a Montecitorio assieme ai lavoratori ed ai sindacati del settore, il DI day per gli oltre 70 miliardi di mancati  pagamenti della PA con la minaccia di denunciare i vertici dello stato e di portare i libri in tribunale, il rapporto stretto con il Ministero dello Sviluppo Economico per l’implementazione del Piano Città.
E’ stato ribadito che non sono più ammissibili deroghe e ritardi, che la posta in gioco è troppo importante: dobbiamo  risollevare il  nostro settore e, con esso, l’intera economia del paese.
Oggi alla luce degli interventi previsti dal governo con il recente Decreto Sviluppo, interventi che generano da parte nostra aspettative e speranze, possiamo dire che uniti abbiamo portato il governo a condividere le criticità ed ad agire per creare sviluppo.