Rischio di atmosfera esplosiva e misuratori elettronici e meccanici di gas G4 in ambiente domestico

Data: 
22/05/13

La soluzione dei problemi che possono derivare dall’applicazione delle diposizioni comunitarie relative alla tutela dai rischi derivanti dalla possibile formazione di atmosfera esplosiva deve tenere in considerazione due diversi e complementari ambiti di applicazione della normativa. Il primo è quello previsto dalla cosiddetta ATEX I (direttiva 94/9/CE recepita con il DPR 126/1988, di seguito ATEX I) il secondo quello disciplinato dalla direttiva cosiddetta ATEX II (direttiva 99/92/CE recepita con il D.Lgs. 81/2008, di seguito ATEX II).
L’applicazione della direttiva ATEX ai misuratori di gas a uso domestico (smart e meccanici) deriva esclusivamente da esigenze nate dal mercato, di fatto, e non da considerazioni sull’ambito di applicazione, di diritto, della norma.
Il legislatore prevede che la prevenzione del rischio di fuga di gas e di esplosione in ambiente domestico sia attuata con l’uso di apparecchi conformi alla normativa cogente in vigore e con il rigoroso rispetto delle norme tecniche d’installazione per gli impianti.
La classificazione dei misuratori di gas nell’ambito di installazione in zona 2, in applicazione della norma EN 60079-10-2004 costituisce già un abuso delle disposizioni della direttiva ATEX. Tanto più grave sarebbe una classificazione dei misuratori che li rendesse idonei all’uso in zona 1.
Ancora una volta la sicurezza non deve essere ricercata attraverso l’artificiosa implementazione degli oneri per i fabbricanti, quanto piuttosto nell’ accurata selezione dei prodotti e nella cura delle operazioni di installazione e manutenzione.

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Posizione di Acism sulla Direttiva Atex125.45 KB