La voce di ASSOPOMPE

Data: 
26/08/13

Intervista a Carlo Banfi, eletto fra il maggio e il giugno scorso Presidente Assopompe e Presidente Europump.

 

 

Le pompe europee guardano la crisi dall’alto

 

Le pompe italiane guidano l’Europa. Il filo diretto Assopompe-Europump porta la voce dei costruttori italiani in posizione privilegiata sui tavoli di lavoro dove si stanno definendo i criteri di efficienza energetica, quali ad esempio il system approach, capace di migliorare la potenzialità energetica di una pompa fino all’80% analizzando l’intero sistema di pompaggio.

Settore in buona salute e votato all’export quello delle pompe (oltre il 70% della produzione), e che non nasconde le proprie potenzialità. Fra gli obiettivi della nuova presidenza l’allargamento della base associativa.


La sua recente nomina a Presidente sia di Assopompe che di Europump rappresenta un’importante occasione per l’Italia.

È senza dubbio un vantaggio, avremo la possibilità di portare la nostra voce al livello più alto possibile, e poter introdurre così gli argomenti più importanti per la nostra industria. La scelta è inoltre indice di una influenza capillare e innovativa dei nostri prodotti in tutto il mondo che possono essere presi come modello e come sprone. L’Italianità che ci caratterizza e definisce il nostro operato permette anche che diversità culturali collaborino per il bene dell’industria manifatturiera e per la ripresa dell’occupazione. Si consideri inoltre che Assopompe avrà una doppia voce in ambito Europump dato che Vanni Vignoli della Caprari è stato nominato Chairman della Commissione Sme Network, che si occupa dei piccoli e medi costruttori di pompe.

Si può dire che uno dei punti caldi in Europa e in Italia sia l’efficienza energetica?

La Comunità Europea, nella sua politica di riduzione dei consumi di energia, ha imposto il miglioramento dell’efficienza dei prodotti più energivori e ha identificato nelle pompe uno di quelli dal più elevato potenziale di miglioramento. L’industria delle pompe si è dimostrata immediatamente sensibile e, tramite Europump, ha lanciato il progetto Ecopump attraverso cui accetta la sfida e si propone come partner qualificato e propositivo nella definizione di ogni possibile contromisura sostenibile per raggiungere lo scopo. A tal riguardo, come Europump, oltre al miglioramento dell’efficienza limitata al solo prodotto (product approach) abbiamo introdotto il concetto di extended product approach, che guarda all’efficienza dell’intero sistema di pompaggio, che comprende pompa, motore e eventuale inverter (azionamento). Tale approccio è stato proposto e applicato per la prima volta ai circolatori di acqua calda per caldaie ad uso domestico con il Regolamento 641/2009 e il concetto è stato accettato dalla Comunità Europea. In futuro dunque tutte le nuove normative prevederanno l’extended product approach.

Ma il mondo delle pompe ritiene che l’incremento maggiore di risparmio di energia si possa ottenere andando ad agire sul sistema.

Esatto, sia Europump sia Hydraulic Institute (Usa) stanno portando avanti il concetto di system approach, che tuttavia deve essere ancora accettato dalla Comunità Europea. È un approccio fondamentale, perché estende l’analisi a tutto il sistema di pompaggio, incluse le tubazioni, le valvole, i filtri e gli eventuali scambiatori di calore e quant’altro. Con il system approach il system approach si analizza il funzionamento della pompa nel sistema con lo scopo di determinare l’assetto migliore della pompa dal punto di vista energetico. Se si interviene sui sistemi esistenti è incredibile verificare quanto siano elevate le potenzialità di miglioramento.

Quanto elevate?

Da analisi svolte su determinati sistemi si può calcolare un recupero che arriva fino all’80%. È facile per esempio verificare come una pompa sovradimensionata per il servizio richiesto debba essere regolata attaverso una valvola in cui viene dispersa un’enorme quantità di energia. Semplicemente dotando la pompa di un sistema di variazione della velocità si potrebbe regolare il suo funzionamento in modo tale da evitare di utilizzare la valvola, ottenendo per questo un immediato e consistente risparmio. Oppure potrebbe bastare una pompa più piccola che lavorasse sul punto di miglior rendimento. È in questi termini che si deve intervenire. Come rendimento in sé, infatti, molte delle pompe in commercio hanno già livelli superiori agli standard richiesti.

Quali saranno i tempi perché il system approach divenga una realtà applicata?

Prevediamo tempistiche brevi. Negli Usa la normativa esiste già da alcuni anni, mentre il Parlamento europeo l’ha approvata nel 2012. Verrà quindi emessa a breve una richiesta a tutti gli utilizzatori di energia di compiere, attraverso criteri comuni di verifica, un’analisi dl proprio sistema e porre le modifiche necessarie per ridurne il consumo. Sarà importante poi definire una figura di auditor per tali analisi. L’associazione inglese di pompe (Bpma) da circa tre anni sta tenendo dei corsi per accreditare questa figura professionale: l’obiettivo è arrivare a uno scenario analogo in Europa.

Che scenari di mercato si sente di tracciare nel settore rappresentato da Assopompe?

L’industria delle pompe si trova ad affrontare la crisi finanziaria in una posizione di privilegio rispetto ad altri settori. Si tratta di un’industria che non sta subendo grandi contraccolpi anche grazie allo sfogo dell’export: più del 70% della produzione dell’industria di pompe italiana è esportato. Il clima è sereno, dunque, in attesa che si risolvano le questioni nazionali, importanti soprattutto per quella parte delle nostre Pmi ancora molto legata al mercato interno.

Dove si rivolge principalmente l’export italiano?

Circa il 50% del prodotto esportato rimane in Europa, anche se in generale si tratta di un export rivolto a un mercato internazionale. Il paese più rilevante è per noi la Germania, dove si rivolge circa l’11% dell’export per un valore di circa 180 milioni. È un dato di fatto che l’industria italiana è molto competitiva: prodotti apprezzati, di alta qualità, affidabili, che trovano spazio in Europa e, in particolare nel caso di pompe ingegnerizzate, in mercati quali Cina e India.

Quanto è toccato il settore dalla contraffazione?

Il problema esiste. Tuttavia è un rischio che si corre consapevolmente se si vogliono sfruttare i vantaggi dei bassi costi di produzione di India o Cina. In ogni caso ritengo che questo problema sia limitato a prodotti obsoleti. Quanto ne risente il settore? La percentuale è bassa e viene del tutto ammortizzata.

Ci sono stati dei casi particolari di prodotti palesemente copiati?

Non sono rari i casi in cui alcuni associati abbiano trovato in alcuni stand stranieri di una fiera italiana del settore pompe identiche alle loro, se non fosse stato per alcuni particolari. Personalmente ricordo di aver visto in passato in un catalogo cinese una pompa, allora in produzione, da noi sviluppata all’estero, in quel caso anche con una sigla molto simile all’originale. Ma chiaramente non è sufficiente avere il prodotto per venderlo: è fondamentale il nome, la società, l’esperienza, il know how, e soprattutto le referenze.

Spesso i problemi di chi si accorge di questi falsi stanno nella difficoltà delle procedure di segnalazione e sequestro. Tanto che si arriva talvolta a rinunciare in partenza.

Vero. Sul momento si crea il caso senza che abbia sviluppi concreti. Tuttavia ritengo molto difficile che si possa organizzare in futuro un sistema di controllo generale, magari europeo, in cui si indichi uno specifico ente responsabile dei controlli. Confido più in un adeguamento generale alle normative europee.

Quali novità introdurrà in Assopompe in questo mandato di presidenza?

Ritengo sia importante cercare di coinvolgere nell’associazione i piccoli costruttori, perché è proprio a chi di norma ha maggiore difficoltà ad accedere alle informazioni necessarie per adeguarsi alle richieste della legislazione europea che si rivolge gran parte del nostro lavoro. Mi propongo di trasmettere questo concetto: è importante il network, perché solo attraverso un dialogo diretto si possono risolvere i problemi. Sarebbe inoltre interessante estendere la partecipazione anche a soci aggregati, potremmo trarre reciprocamente preziosi elementi. È un mondo straordinario quello delle pompe: impossibile oggi conoscere ogni azienda produttrice, ne scopriamo ogni volta, con piacevole sorpresa, delle nuove.

AllegatoDimensione
26-27 686_anima_assopompe.pdf72.45 KB