Lettera di fine anno del Presidente Assotermica

Data: 
22/12/16

Gentili Associati,

il 2016 sta per concludersi e, come d’abitudine, desidero cogliere l’occasione dell’imminente pausa natalizia per una riflessione sugli argomenti che più di altri hanno segnato l’anno.
Vi prego di considerate questa mia lettera anche come l’occasione per fare una “fotografia” della situazione attuale, che ci consenta di ripartire su basi consolidate con il nuovo anno.

Progetto “Collegato Ambientale 2015”

Il provvedimento legislativo denominato "Collegato Ambientale 2015" è stato pubblicato nella G.U. n. 13 del 18 gennaio 2016.

Con questa norma siamo riusciti ad attuare ed a rendere efficaci nuove semplificazioni del quadro normativo di riferimento per l’installazione delle caldaie a condensazione di alta potenza (maggiori di 35 kW e al servizio di impianti domestici o di impianti extradomestici, purché non inserite in cicli di processo industriale).

L'articolo 73 del provvedimento modifica il Codice dell'Ambiente (D. Lgs. 152/2006) recitando quanto segue:

 Art. 73. Disposizioni in materia di impianti termici civili alimentati da gas combustibili

Le disposizioni in materia di requisiti tecnici e costruttivi degli impianti termici civili, di cui alla parte II dell'allegato IX alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, non si applicano agli impianti alimentati da gas combustibili rientranti nel campo di applicazione della norma UNI 11528, fatta eccezione per quelle di cui al numero 5, «Apparecchi indicatori».

 In pratica:

-  viene ad essere semplificata l'evacuazione dei prodotti della combustione (fumi) delle caldaie a gas a condensazione aventi portata termica compresa fra 35 e 400 kW (il Codice dell'Ambiente si applica solo oltre i 35 kW, la Direttiva ErP si applica - per le caldaie a gas - fino a 400 kW);

- viene data maggiore competitività alle caldaie a gas a condensazione oltre i 400 kW (rispetto alle caldaie a gas convenzionali).

La norma UNI 11528:2014 (norma tecnica volontaria, finora poco applicabile a causa della sovrapposizione da parte del Codice dell'Ambiente) è molto più semplice e pragmatica (per quanto riguarda l'evacuazione dei fumi) del Codice dell'Ambiente (regola tecnica cogente), il quale contiene (per quanto concerne i requisiti tecnici e costruttivi degli impianti termici civili a gas possiamo ormai dire "conteneva") prescrizioni obsolete, onerose e difficilmente applicabili (riprendeva quasi integralmente le prescrizioni del D.P.R. 1391/1970; questo però si applicava ai soli combustibili liquidi e solidi).

Il provvedimento è utile per tutto il settore delle caldaie a gas a condensazione di portata termica superiore a 35 kW (caldaie singole, caldaie in cascata, moduli termici).

 Progetto “Collegato Ambientale 2016”

Ricordo quanto avevo scritto in una mia lettera sull’argomento:

«L’obiettivo Assotermica, che ci poniamo, è semplificare l’installazione delle caldaie a condensazione sugli impianti esistenti; in tali situazioni, è frequente l’insorgere di difficoltà installative a riguardo del collegamento dello scarico della condensa di caldaia con l’impianto domestico di smaltimento delle acque reflue. Si potrebbero creare nuove possibilità mediante il ricorso al collegamento del tubo della condensa ad un pluviale (previa neutralizzazione), ad un pozzetto apposito nel terreno (sistema inglese), ad un sistema di raccolta e svuotamento periodico, ad un sistema di diffusione in atmosfera mediante vaporizzazione et cetera.».

 A seguito di vari contatti col Ministero dell’Ambiente, abbiamo verificato la possibilità di anticipare alcune soluzioni in un chiarimento ministeriale (senza aspettare il provvedimento di fine anno denominato “Collegato ambientale 2016”, che quest’anno probabilmente sarà rinviato).
Il chiarimento - concordato a seguito di un incontro a Roma e di vari contatti via e-mail e telefono - è arrivato ed è positivo (è stato firmato dal Direttore Generale del MATTM, ovvero il Ministero dell’Ambiente).

 In pratica:

- si può scaricare la condensa delle caldaie a condensazione nei pluviali (se la rete fognaria è di tipo unitario);

- nel caso precedente, è addirittura consentito scaricare senza neutralizzare se i materiali dei pluviali sono idonei (se resistono alla condensa, come la plastica o l’acciaio zincato);

- nel caso di edifici isolati, è possibile adottare il “sistema inglese” (scarico in pozzetto nel terreno);

- le caratteristiche degli scarichi si valutano all’ingresso del corpo recettore ovvero la fognatura (e non, come molti temevano, all’uscita del singolo impianto domestico di scarico).

In conclusione, il chiarimento ministeriale apre la strada a nuove modalità di scarico della condensa, alla semplificazione degli oneri installativi e fornisce una certezza interpretativa sulla conformità alla legislazione vigente.

 Norma UNI 10845 (sistemi fumari esistenti - verifica ed adeguamento)

La norma UNI 10845 riguarda la verifica e l’adeguamento dei sistemi fumari esistenti (camini, canne fumarie, sistemi intubati, collettori fumari, kit concentrici, …); dal momento che il mercato è fatto da sostituzioni (per oltre il 90%) e che l’evacuazione dei prodotti della combustione è il problema “numero 1” degli installatori (come dei progettisti e dei manutentori), la revisione di questa norma è molto importante.

In proposito scrissi quanto segue:

«Gli obiettivi Assotermica, che ci poniamo, sono:

- aggiornare i criteri per giudicare “funzionale e/o idoneo” un sistema fumario, in modo da semplificare (e garantire, dal punto di vista della sicurezza) il lavoro dei nostri clienti installatori e dei nostri assistenti;
- aggiornare le metodologie (diverse dall’intubamento) per adeguare un sistema fumario non funzionale o non idoneo;
- ammodernare le tecnologie per valutare le canne fumarie collettive, in modo da rendere più efficace il lavoro dei progettisti termotecnici.».

I lavori di revisione sono terminati e gli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione sono stati raggiunti.
UNI (ente nazionale di normazione) sta impaginando il testo, che andrà in inchiesta pubblica nelle prossime settimane.
Dopo l’esame delle osservazioni, la norma sarà pubblicata.
Allo stato attuale, si prevede che la norma sarà pubblicata in tempo per sfruttare il periodo di “sostituzione qualificata” degli apparecchi che precede la stagione di riscaldamento 2017-2018.

Nuovo Regolamento “Use of tolerances” (uso delle tolleranze) relativo a ErP (Ecodesign) e ELD (Energy Labelling)

Anche questo progetto è stato illustrato in varie comunicazioni della segreteria.

Ricordo alcuni passaggi:

«Con il provvedimento, la Commissione vuole chiarire che le tolleranze (scostamento percentuale rispetto ai valori dichiarati dai fabbricanti, come i rendimenti, le dispersioni et cetera) devono essere intese come applicate solo dalle Autorità Nazionali di Sorveglianza.
In aggiunta, la Commissione vuole affermare categoricamente che nessuna altra tolleranza, come quelle stabilite dalle norme armonizzate o in altri metodi di misura, deve essere applicata.
Il progetto è stato caldeggiato da EHI, da Assotermica e da BDH (associazione tedesca dei fabbricanti di apparecchi per impianti termici, ovvero la “Assotermica tedesca”).
Riporto una delle affermazioni che la Commissione ha trascritto, sulla base delle nostre osservazioni: “Several stakeholders have raised the issue of some manufacturers using tolerances to achieve higher energy labelling classes or to meet the ecodesign requirements by adding the value of tolerances on top of the measured values”.
L’obiettivo Assotermica, che ci poniamo, è ristabilire una corretta competizione sul mercato, basata su valori certi.
Ovviamente, ciò riguarderà i prodotti che saranno immessi sul mercato dopo l’entrata in vigore del provvedimento.».
I provvedimenti sono stati approvati il 30.11.2016.
Il 02.12.2016 abbiamo avuto i testi definitivi, che sono in via di pubblicazione sulla GUCE (gazzetta ufficiale europea).
Da una prima lettura, sembra che gli obiettivi siano stati rispettati.

Revisione del Conto Termico

Trascrivo, di seguito, alcuni passaggi tratti da un precedente position paper:

«Il Conto Termico è una forma di incentivazione, agente in maniera diretta e non tramite detrazione IRPEF o IRES.
Partiamo dalla considerazione che al 1° dicembre 2015 risultano ammesse all’incentivo 14.934 richieste; sono poche e ciò rende evidente il fatto che il sistema è complicato e farraginoso.

Esso ha pertanto bisogno di essere rivisto.
Per tale motivo, da tempo Assotermica e Assoclima si stanno confrontando con ENEA e con i funzionari dei Ministeri competenti (soprattutto MiSE e MEF).
Gli obiettivi Assotermica, che ci poniamo, sono:
- incentivi più generosi per la produzione di sistemi incentivabili;
- procedure più semplici per indurre più operatori ad usufruire del Conto Termico.».

Il 31.05.2016 è entrato in vigore il nuovo Conto Termico.
Esso contiene molte novità indirizzate ad un più agevole sfruttamento di questo importante strumento di incentivazione; per i dettagli rimando alle comunicazioni della segreteria.
In data 29.07.2016 sono state pubblicate le regole applicative del GSE che disciplinano le nuove modalità di accesso al Conto Termico.
In tema di requisiti e descrizione degli apparecchi ibridi, il GSE ha completamente accolto i nostri suggerimenti.

Revisione dell’Allegato 3 al Decreto Ministeriale 28/2011

Il tema è noto e riguarda gli obblighi di copertura dei fabbisogni termici dei nuovi edifici e di quelli ristrutturati in maniera importante con fonti rinnovabili.

Questo progetto è destinato a non essere attuato nei tempi previsti, purtroppo.
Dopo aver fatto un ottimo lavoro, sia sugli aspetti tecnici sia su quelli politici, l’esito negativo del referendum del 4 dicembre probabilmente procrastinerà l’adozione di nuovi criteri di ripartizione.
Se ne parlerà in un prossimo futuro anche perché è finalmente stato attivato un gruppo di lavoro nel Comitato Termotecnico Italiano per proporre delle soluzioni al ministero. 

Chiarimenti e semplificazioni in tema di impianti ad acqua calda (INAIL ex ISPESL)

Questo progetto ha portato a 2 importanti risultati.

Il primo è stato descritto in precedenti comunicazioni della segreteria. Il confronto Assotermica - INAIL ha prodotto, come effetti per i fabbricanti, una semplificazione delle procedure, maggiori opportunità commerciali (soprattutto per le sostituzioni in impianti esistenti), minori costi (ad esempio di ri-omologazione dei generatori).
Il secondo è recente (novembre) ed è stato illustrato durante il convegno SAFAP 2016; prima di essere divulgato, ha bisogno di un approfondimento.

Accelerazione della sostituzione delle caldaie

Per operare una sostituzione più veloce dei generatori esistenti, si sta operando in 2 direzioni:

- etichettatura energetica delle caldaie esistenti;
- piano straordinario di adeguamento degli impianti gas.
Entrambe le direttrici sono state fatte proprie dall’intera “filiera del gas” rappresentata in CIG (Comitato Italiano Gas).
L’approvazione decisiva c’è stata in occasione della riunione tenuta a Roma il 23.11.2016 presso Utilitalia (ex Federutility).
Anche in questo caso, però, probabilmente l’esito del referendum provocherà un rinvio della discussione del provvedimento (il testo è già stato messo a punto ed è stato discusso in una serie di incontri esplorativi con politici e funzionari ministeriali).

Revisione delle regole tecniche e delle norme tecniche sull’uso razionale dell’energia (sistema integrato edificio - impianto)

Il lavoro procede bene.

Sono state pubblicate le parti 1, 2, 4 e 5 della UNI TS 11300 (norma fondamentale di calcolo); manca solo la parte 3, riguardante gli impianti termici alimentati da pompe di calore.
La revisione del DPR 74/2013 è conclusa; il documento finale è alla firma del Ministro dello Sviluppo Economico.
Confidiamo che si arrivi ad una sostanziale conclusione prima del 15 ottobre 2017.

Revisione della norma UNI 8065 sul trattamento dell’acqua degli impianti

Memento:

«Il progetto riguarda la revisione della norma UNI 8065 (trattamento acqua degli impianti).
L’obiettivo Assotermica, che ci poniamo, è salvaguardare i moduli condensanti (di acciaio o di alluminio per le caldaie a condensazione); dobbiamo evitare che una “non adeguata” qualità dell’acqua (di alimentazione o di ritorno impianto) possa incidere negativamente sui nostri oneri (sostituzione di moduli intasati in garanzia) e dobbiamo garantire la soddisfazione dell’utente (anche in relazione alla salvaguardia del lavoro dei nostri clienti installatori).».
Il lavoro procede senza intoppi.

Revisione della norma UNI 10389 sulla verifica in opera del rendimento di combustione

La norma UNI 10389-1:2009 “Generatori di calore - Analisi dei prodotti della combustione e misurazione in opera del rendimento di combustione. Parte 1: generatori di calore a combustibile liquido e/o gassoso” è in fase di revisione.

Il compito è stato affidato ad un Comitato CIG/CTI che lavora nell’ambito della Commissione UNI CT 252 del CTI. Il coordinamento è stato affidato al CIG nella persona di C. Cereda.
La norma non necessita di stravolgimenti, ma su di essa occorre intervenire per razionalizzarne e semplificarne i contenuti, oltre che allinearla allo stato dell’arte per taluni aspetti.
La revisione di tale norma si inserisce in un progetto di realizzazione di un pacchetto UNI 10389, tra loro armonizzate e allineate per quanto concerne gli aspetti orizzontali. Il pacchetto sarà costituito da 5 parti, ciascuna delle quali tratterà una specifica tipologia di apparecchi come di seguito specificato:
- UNI 10389-1  Apparecchi alimentati a combustibile liquido e/o gassoso - In revisione
- UNI 10389-2  Apparecchi alimentati a combustibile solido - Quasi terminata la fase di stesura
- UNI 10389-3  Parte 3: Pompe di calore - Fase di stesura
- UNI 10389-4  Scambiatori di calore – Teleriscaldamento - Fase di stesura
- UNI 10389-5  Cogeneratori  - Non ancora iniziata

Qualifica FER (Fonti Energetiche Rinnovabili)

Come noto, il D. Lgs. 28/2011 ha previsto, a partire da una certa data, l’obbligo di “qualifica FER” per i soggetti operanti nel settore degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, con particolare riferimento alla installazione e manutenzione straordinaria.

Il dubbio più ricorrente fra i manutentori è cosa si dovesse intendere per “manutenzione straordinaria”; ciò è stato oggetto di discussioni e di comunicazioni spesso contrastanti o fuorvianti.
In sostanza, il manutentore, spesso, opera solo sull’apparecchio svolgendo esclusivamente attività indicate dal fabbricante (es.: pulizia, sostituzioni programmate di componenti, sostituzioni di componenti in caso di guasti, etc.).
Mentre per la pulizia e le operazioni “palesemente” ordinarie che non prevedono sostituzioni di componenti c’era già la certezza di non dover avere la qualifica professionale FER, il caso di sostituzioni di componenti interni all’apparecchio risultava abbastanza dubbio.
La questione riguarda anche gli impianti termici e gli impianti idrico-sanitari a cui gli apparecchi sono asserviti.
Ovviamente la questione non riguarda il patentino F-gas.
Per sciogliere il dubbio, Assotermica ha posto uno specifico quesito al Ministero dello Sviluppo Economico.
Le risposte hanno portato alle seguenti conclusioni:
1)    La qualifica professionale FER non è obbligatoria nel caso di manutentori che non svolgono attività di installazione o di manutenzione straordinaria sull’impianto (escludendo da questa la sostituzione di componenti interni agli apparecchi, di componenti di “pacchetti solari” o di “sistemi ibridi” con componenti identici o equivalenti forniti o indicati dal fabbricante; tale attività, considerato quanto scritto sopra, può rientrare tra le operazioni di manutenzione programmata);

2)    La sostituzione di componente su guasto (con componente identico) è ritenuta “manutenzione ordinaria” se si utilizzano ricambi originali del fabbricante (utilizzando ricambi originali, infatti, si ritiene soddisfatta la conformità alle indicazioni del fabbricante).

In tal modo, abbiamo sgravato i nostri CAT, che non effettuano installazioni di impianti FER, da gravami inutili a patto che utilizzino ricambi originali.

Agevolazioni per le imprese (super-ammortamento, iper-ammortamento e credito d’imposta per ricerca e sviluppo)

La Legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento proroga il cosiddetto “superammortamento” e introduce il concetto di “iperammortamento” al 250% per gli investimenti volti a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale in chiave Industria 4.0. Tali interventi saranno inclusi in uno specifico allegato alla Legge al quale stiamo lavorando insieme alla Federazione ANIMA e al Ministro Calenda.

Sempre l’art. 4 della stessa Legge prevede la proroga con raddoppio dal 25% al 50% del credito di imposta fino al 31 dicembre 2020 per attività di R&S. Il credito è riconosciuto fino a un importo massimo di 20 milioni (precedentemente era 5 milioni).
Ritengo anche in questo caso che i risultati raggiunti siano importanti.

Revisione dell’incentivazione fiscale (IRPEF o IRES; 65% e 50%)

Nonostante la crisi di Governo in atto (a seguito dell’esito negativo del referendum), sembrano essere giunte regolarmente in porto le importanti agevolazioni (prorogate ed aumentate) che Assotermica ha preannunciato.

Riporto solo un breve riassunto delle disposizioni approvate nella seduta del 6 dicembre 2016 da parte della 5^ Commissione Bilancio del Senato.
Commi 2 – 7 (ex art. 2 Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica, riqualificazione energetica e acquisto mobili e credito d’imposta strutture ricettive)
É prorogato al 31 dicembre 2017 il bonus per gli interventi di ristrutturazione edilizia (50%) e di riqualificazione energetica (65%).
Sono invece prorogate al 31 dicembre 2021 le detrazioni per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali.
Si prevede che le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso, la detrazione è pari al 70%. La stessa detrazione spetta, nella misura del 75%, per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015 (adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici). Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Per tali tipi di interventi in luogo della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ai soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. È invece esclusa la cessione agli istituti di credito e intermediari finanziari.
É prorogato al 31 dicembre 2017 la detrazione per gli interventi per il miglioramento e l’adeguamento antisismico. Detrazioni sino al 31 dicembre 2021 per gli interventi nelle aree sismiche.
Prorogato al 31 dicembre 2017 il bonus mobili. Il credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive è riconosciuto anche per i periodi di imposta 2017 e 2018 nella misura del 65%. Sono inclusi tra i beneficiari del credito anche le attività agrituristiche.

Regione Piemonte

La Regione Piemonte creava degli ostacoli normativi alla sostituzione delle caldaie allacciate a canne fumarie collettive ramificate.

Per risolvere tali problemi, ci sono stati vari contatti e 2 incontri tra Assotermica e Regione Piemonte a Torino.
Ciò ha portato alla modifica di una FAQ relativa allo “scarico a parete”.
In pratica, la Regione si è “sostanzialmente allineata” alla legislazione nazionale sullo scarico a parete, consentendo una importante soluzione.
Ora, con l’inizio del nuovo anno, abbiamo in calendario un altro appuntamento con la Regione, che sta emanando un aggiornamento del Piano Stralcio sulla qualità dell’aria. 

Progetto CUNIMI

Il progetto si riferisce ad un Piano straordinario per il completamento delle unità immobiliari incompiute”, che a mio avviso porterebbe grandi benefici al Paese, rimettendo in moto l’economia legata alla filiera delle costruzioni. 

Secondo alcune stime ufficiose (è molto difficile trovare statistiche ufficiali) le unità immobiliari incompiute sarebbero circa 190.000, che alimentano uno stock perlopiù realizzato nella fase espansiva del settore.

In molti casi si tratta di abitazioni “pressoché terminate” - ovvero di edifici che mancano di finiture, serramenti, parti di impianti ed apparecchi – la cui ultimazione, se adeguatamente supportata da tutti gli attori coinvolti, incluso il Legislatore, potrebbe stimolar un indotto non trascurabile.

Il progetto è stato affrontato secondo due direttrici:

1)      costruzione della fattibilità tecnico-normativa (per il gas);
2)      elaborazione di un piano industriale e politico.

La prima direttrice è stata affrontata e risolta in ambito CIG (Comitato Italiano Gas), come illustrato nelle nostre comunicazioni di aprile.
Ne ricordo i punti principali.
Uno dei problemi maggiori si identifica nel timore, da parte di molti installatori, di riprendere impianti gas che spesso:

- non sono ultimati (comunque mancano gli apparecchi);
- sono “orfani” (non si sa chi li ha realizzati);
- sono privi di documentazione attestante i percorsi, il dimensionamento, la scelta dei materiali et cetera.
La problematica è stata discussa in ambito CIG.
Il confronto ha prodotto una condivisione degli obiettivi e dei giudizi. In base a ciò, Assotermica ha mandato una lettera con i quesiti normativi.
Il CIG ha risposto in senso favorevole.
I dubbi erano legati al fatto che la norma UNI 10738 è pensata per verificare impianti gas già in servizio, mentre la linea guida 11 è pensata per impianti che necessitano (sempre e comunque) di accertamento documentale.
La risposta del Direttore Tecnico del CIG (ing. Fiameni) è utile perché consente agli installatori di operare in tutta tranquillità anche su impianti incompiuti (in alloggi incompiuti), giungendo infine alla posa ed all’allacciamento degli apparecchi utilizzatori.
In pratica, si equiparano gli impianti “incompiuti” a quelli “esistenti” e non in esercizio; ciò indipendentemente dal fatto che gli impianti siano “realizzati in parte”.
In aggiunta, la risposta CIG permette di chiarire l’emissione delle varie dichiarazioni di conformità (parziali e/o conclusive).

La seconda direttrice è stata affrontata in ambito Federcostruzioni (è necessario l’appoggio di tutta la filiera delle costruzioni, in primis di ANCE).
Dopo un confronto lungo e tribolato (anche a causa della malattia del Presidente ANCE, De Albertis), il progetto CUNIMI è stato approvato nel corso del Consiglio Generale Federcostruzioni del 24.11.2016.
Adesso partirà l’attività politica per presentare ufficialmente il progetto.
Anche qua la crisi di governo in atto a seguito del referendum e la recente scomparsa del Presidente ANCE De Albertis rallenteranno sicuramente l’attività.

Studio comparativo sulle emissioni inquinanti

Negli ultimi anni c’è stata, in Italia, una vera corsa verso i biocombustibili legnosi (legna, pellet, cippato et cetera).

Le ragioni sono varie, fra cui quelle economiche e di sostenibilità ambientale.
Ciò ha provocato fenomeni di aumento localizzato dell’inquinamento da particolato (PM), anidride solforosa ed altri inquinanti tipici delle biomasse.
La filiera del gas (guidata, in questo caso, da ANIGAS e Assogasliquidi, ovvero i gasisti) ha deciso di far effettuare uno studio comparativo delle emissioni di caldaie a gas (sia metano che GPL) e generatori a biocombustibili legnosi.
Le prove sono state fatte presso la Stazione Sperimentale dei Combustibili di San Donato Milanese (INNOVHUB).
Gli esiti sono eclatanti.
Fornisco solo due dati:
a)   i dati comparati evidenziano che le caldaie autonome, alimentate a combustibili gassosi, presentano emissioni di Monossido di Carbonio (CO) da 3 a 6 volte inferiori al pellet e 100 volte inferiori alla legna;
b)   a parità di potenza un apparecchio a pellet di qualità A2 emette particolato aerodisperso (PM) come 2095 caldaie a gas e un apparecchio a legna come 6350 caldaie a gas.
Adesso lo studio verrà presentato agli amministratori regionali e comunali (nonché ai politici ed ai funzionari nazionali) per orientare le loro scelte nei prossimi anni.
Contestualmente è stata anche ultimata da un gruppo di lavoro Assotermica l’analisi di dettaglio del contesto legislativo di riferimento e dei fattori che concorrono al deterioramento della qualità dell’aria.
La versione finale del documento – che contiene un focus sulle nostre tecnologie e delle proposte per accelerare la sostituzione del parco caldaie installate – è stata inviata al Ministero dell’Ambiente, alla Conferenza delle Regioni e a numerosi interlocutori a livello locale.
L’obiettivo è quello di dialogare con alcune figura “chiave” in previsione del prossimo autunno/inverno durante il quale verosimilmente ritornerà in auge l’emergenza inquinamento.

Norma UNI 11323:2016 (verifica della pressione minima del gas naturale distribuito in rete)

Un problema frequente sul campo è la bassa pressione del gas in certe zone e/o in certi periodi dell’anno (il problema si accentua in determinate fasce orarie).

Ciò è dovuto allo stato delle reti di distribuzione del gas.
Le società del gas tendono a fare pochi investimenti per l’ammodernamento e per l’adeguamento delle reti, in quanto temono di perdere la gestione a seguito delle gare d’ambito.
Una norma del 2009 (la UNI 11323:2009) dettava precise indicazioni per le modalità tecniche di verifica della pressione, ma i gasisti si erano opposti a scrivere qualsiasi limite minimo, rimandando genericamente alla legislazione vigente (essa però non prescrive alcunché).
Assotermica ha presentato la questione all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), che ha obbligato a rivedere la norma del 2009 con un sistema vincolante di pressioni minime.
La nuova UNI 11323:2016, pubblicata da pochissimi giorni, garantisce gli utenti (e i fabbricanti di apparecchi a gas) da problemi di pressione troppo bassa.

Certificati bianchi

Nel mese di dicembre è stata tramessa dal MiSE alla Conferenza Unificata la bozza del decreto recante "Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per gli anni 2017-2020 e approvazione delle nuove Linee Guida per la preparazione, l'esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica, ai sensi dell'art. 7 comma 5 del D.Lgs. 102/2014".

Il testo è corredato da relazione illustrativa; l’aspetto importante (tra i molti ancora da risolvere) è legato al fatto che tra gli interventi incentivati (tabella a pagina 24 del file circolato) sono indicati anche: “installazione di generatori di aria calda” e “installazione di sistemi radianti ad alta temperature per la climatizzazione degli ambienti in ambito industriale”.
E’ questo un elemento che tocca direttamente alcuni settori di eccellenza della nostra Assotermica.

Progetto “Legalità e sorveglianza del mercato”

Infine una questione delicata, che sta emergendo con prepotenza con i Regolamenti di Ecodesign ed Etichettatura Energetica e la conseguente “svolta epocale” che hanno comportato per i nostri settori.

L’associazione sta gestendo con fermezza e determinazione alcune criticità che sono emerse in merito all’immissione sul mercato di caldaie non conformi e, soprattutto, sta lavorando con le Autorità preposte alla sorveglianza di mercato (MiSE, ENEA, Camere di Commercio, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza) per – sviluppare una check-list che fornisca semplici indicazioni sulle caratteristiche dei prodotti ai fini della loro verifica di conformità e per implementare al proprio interno un accordo volontario tra costruttori per la mutua sorveglianza di mercato.
Ritengo che questo sarà uno dei temi dominanti del 2017, che rafforzerà il ruolo dell’associazione come riferimento per tutta la filiera.

Anche quest’anno, quindi, ci ha visti attivi su molti fronti proprio grazie al contributo che sempre più persone tra Voi mettono in Associazione con grande passione e dedizione. Da ultimo, ma non per importanza, mi piace ricordare che quest’anno sono entrate a far parte di Assotermica diverse nuove aziende in svariati comparti e questo è un segnale importante che ci dà ancor più stimolo per il futuro.

Mi auguro, come inizialmente scritto, che quanto sopra descritto possa essere utile anche per fare una “fotografia” della situazione attuale e per ripartire da subito dopo le meritate Feste che attendono tutti noi.

Lasciatemi pertanto porgere un sincero e sentito augurio di un sereno Santo Natale e Buon 2017 a tutti Voi e alle Vostre famiglie.

Con cordialità,

Alberto Montanini