Lettera di fine anno del Presidente

Data: 
20/12/17

Gentili Associati,

anche il 2017 sta volgendo al termine e, come in passato, desidero esprimere una breve valutazione di questi ultimi dodici mesi prima di porgere a tutti Voi e alle Vostre famiglie i consueti ma sinceri auguri di buone feste.

Parto dalla fine perché mai come quest’anno la discussione sulla Legge di Bilancio è stata complessa e dagli esiti incerti fino all’ultimo.

Già da tempo, infatti, si ventilava l’ipotesi di un taglio degli incentivi per le caldaie a condensazione con la motivazione che di fatto costituiscono lo standard di mercato. Effettivamente la prima bozza di testo pubblicata dal Consiglio dei Ministri conteneva una rimodulazione e abbassava dal 65% al 50% l’ecobonus (riqualificazione energetica), indistintamente per tutte le tipologie di generatori a condensazione.

Non è stato semplice, ma grazie a numerosi confronti con il Parlamento e con i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente siamo riusciti a riportare al livello massimo l’incentivo per le caldaie a condensazione tecnologicamente più avanzate (di efficienza pari alla classe A con sistemi di termoregolazione evoluti) e per i generatori d’aria calda a condensazione.

Inoltre, e questa è una novità che mi rende particolarmente orgoglioso, siamo riusciti ad introdurre il 65% per gli apparecchi ibridi costituiti da una pompa di calore e una caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro (gestione ottimizzata di funzionamento).

Riprendendo le parole dell’on. Misiani, primo firmatario del nostro emendamento alla Camera dei Deputati, questa “è una scelta che premia l'innovazione e l'efficienza energetica, in un settore in cui le imprese italiane costituiscono una punta di eccellenza”.

Aggiungo inoltre che per la prima volta nel nostro settore si parla di incentivo legato alla classe energetica e su questo aspetto potremo sviluppare ulteriori proposte in futuro; la formulazione salvaguarda comunque anche i generatori di potenze superiori a 70 kW per i quali non è prevista un’etichettatura perché si parla di valori di efficienza “pari alla classe A” e si intende quindi che il parametro discriminante sia proprio il valore di efficienza dell’apparecchio (questa è l’interpretazione data dai tecnici ministeriali; noi avevamo proposto di indicare, nel testo, il valore di rendimento stagionale, ma ci è stato risposto che era necessaria una formulazione semplice).

Questa novità conferma un anno positivo per il nostro mercato che, rispetto ai momenti bui del passato, si è dimostrato più effervescente con una crescita generalizzata in tutti i comparti che rappresentiamo; in tal senso, forte è stato anche l’export, a dimostrazione di una qualità dei nostri prodotti che molti Paesi ci riconoscono.

Proprio collegandomi alla Legge di Bilancio e al tema del mercato, voglio soffermarmi ulteriormente sugli ibridi, una tecnologia che in Italia registra la crescita più forte rispetto al resto d’Europa.

Su queste prodotti, intesi come “factory made”, ossia soluzioni che vengono specificatamente concepite e fornite dal fabbricante per funzionare in maniera “intelligente”, Assotermica si è spesa moltissimo, sia per quanto riguarda l’attività tecnica che per quanto riguarda le iniziative di sensibilizzazione degli stakeholder.

Ora possiamo affermare che il percorso di decarbonizzazione, tracciato dall’Europa e seguito dall’Italia, assegnerà un ruolo strategico a questi prodotti, che oggi sono in massima parte costituiti da una pompa di calore e da una caldaia a condensazione, ma che in futuro potranno aprirsi a diverse forme di integrazione delle diverse tecnologie e di ottimizzazione nell’uso delle risorse energetiche.

L’evento che abbiamo organizzato presso ENEA lo scorso 27 settembre, in collaborazione con CIG e con Mostra Convegno Expocomfort, è stata un’ottima occasione per stimolare un confronto tra esponenti di un qualificatissimo parterre istituzionale – dai ministeri a membri del Parlamento nazionale ed europeo passando per GSE e le associazioni dei consumatori e ambientaliste. L’obiettivo raggiunto e su cui costruire le future iniziative è stato quello di porre l’accento sul ruolo prioritario del gas in questo contesto di minor dipendenza dalle fonti fossili e sulla necessità di perseguire un processo di transizione sostenibile.

La concomitante pubblicazione della nuova Strategia Energetica Nazionale è la dimostrazione di come queste istanze siano state colte con una serie di linee guida che, è innegabile, vanno nella direzione dei sistemi elettrici, ma che sono comunque basate sulla necessità di garantire una neutralità tecnologica e quindi un più ampio sviluppo delle soluzioni efficienti e delle rinnovabili termiche.

Parlando di gas non posso non citare il nuovo Regolamento GAR (UE) 2016/426, che ad aprile 2018 diventerà effettivo con l’importante passaggio da direttiva a regolamento. Durante tutto il 2017 abbiamo organizzato dei momenti di approfondimento, coinvolgendo anche gli enti di certificazione e lavorando con loro con l’obiettivo di ridurre costi e impatti per le aziende del settore. In particolare stiamo attualmente ultimando una proposta di risk assessment, che è prevista dalla GAR e che auspicabilmente dovrebbe aiutare i fabbricanti a sviluppare un modello sulla base di una condivisione già espressa in associazione.

Sappiamo che l’avvento di una nuova direttiva o regolamento, specialmente se impatta in maniera così forte sul nostro settore, è un aspetto estremamente delicato, che comporta una gestione da parte delle aziende che parte da lontano. Come produttori di apparecchi e componenti per impianti termici possiamo dire di saperne qualcosa perché viviamo quotidianamente un ambito che è permeato da una continua evoluzione legislativa e normativa.

Solo l’anno scorso abbiamo dovuto affrontare la messa a regime degli scenari di ecodesign e di etichettatura energetica per gli space heaters e immediatamente dopo siamo entrati nelle fasi pre-esecutive di altri lotti specifici, senza contare i nuovi step delle già citate misure per le caldaie e le pompe di calore.

Questa esperienza ci ha stimolato anche a non porre in secondo piano l’aspetto di sorveglianza di mercato per il quale abbiamo sviluppato diverse iniziative di sensibilizzazione dei cosiddetti “controllori” (ministeriali e presso le camere di commercio) e, più di recente, abbiamo avviato un protocollo volontario tra produttori di caldaie a gas.

La funzione principale del protocollo è di dare un segnale alle Istituzioni con una forte assunzione di responsabilità da parte nostra e una altrettanto forte richiesta a “chi di dovere” di fare i necessari controlli sul mercato. Anche a noi, infatti, in passato sono state segnalate alcune criticità e riteniamo fondamentale che tale attività non sia relegata a poche e sterili iniziative sul territorio da parte di qualche ammirevole Camera di Commercio, ma debba avere una pianificazione nel tempo e delle risorse assegnate.

E’ per questo motivo che in tutte le occasioni, che abbiamo avuto, ci siamo sempre spesi con i nostri interlocutori per chiedere di riservare la giusta considerazione a questo tema.

Un altro argomento di cui si è parlato molto durante quest’anno in Assotermica è stato quello dell’ambiente e più in specifico della qualità dell’aria.

Già nella mia comunicazione di fine 2016 vi scrissi dello studio comparativo di INNOVHUB delle emissioni di caldaie a gas (sia metano che GPL) e generatori a biocombustibili legnosi e del fatto che i dati comparati evidenziavano un rapporto da 1:3 a 1:6 per le emissioni di Monossido di Carbonio (CO) tra caldaie a gas e a pellet e di circa 1:100 tra caldaie a gas e a legna.

Parallelamente la nostra associazione ha svolto un’analisi di dettaglio del contesto legislativo e l’ha presentata a numerosi funzionari e dirigenti del Ministero dell’Ambiente e alle regioni.

Il risultato che ne è scaturito è una maggiore attenzione verso la certificazione ambientale dei generatori a biomasse e una condivisione delle decisioni strategiche da parte delle regioni del bacino padano.

Per essere in grado di interagire con causa in questo e altri fronti abbiamo anche attivato diverse collaborazioni esterne.

E’ il caso dell’attività che stiamo attualmente svolgendo con l’Università Politecnica delle Marche e con la società Sinapsi Innotec Srl; con la prima stiamo sviluppando un’analisi della posizionamento delle nostre principali tecnologie all’interno di un nuovo possibile scenario legislativo sulle fonti rinnovabili mentre con la secondo stiamo simulando il comportamento degli scaldaacqua a basso NOx nelle canne collettive ramificate (sempre pensando al regolamento ErP).

I fronti di lavoro sono tantissimi e sarebbe veramente lunga riassumerli tutti in un unico documento. Ciò che però è molto chiaro è che quello che rende forte Assotermica è il contributo che sempre più persone tra Voi mettono in Associazione con grande passione e dedizione.

I tavoli di lavoro normativi che presidiamo, e che in tanti casi coordiniamo, al CIG, CTI, UNI, CEN e ISO sono la testimonianza dell’impegno delle aziende e rafforzano l’immagine di una compagine produttiva che si pone a riferimento dell’intera filiera.

Con questo mi auguro che anche l’anno che verrà ci porterà diverse novità positive e non ci faccia mancare l’apporto di tutti Voi.

A pochi giorni dal Natale mi auguro soprattutto che possiate passare un sereno Santo Natale e che il 2018 inizi per Voi e per Vostre famiglie nel migliore dei modi.

Con cordialità,

Alberto Montanini