Rudy Fabbri alla guida di Assosegnaletica per promuovere la sicurezza in strada

Data comunicato stampa: 
22/02/2019
Fabbri confermato alla presidenza, Domenico Bagazzoli nominato vicepresidente, rinnovati i consiglieri

Assosegnaletica ha confermato Rudy Fabbri alla presidenza dell'associazione. Il presidente Fabbri nel prossimo biennio potrà continuare a tutelare e promuovere l'associazione italiana della segnaletica stradale, federata Anima Confindustria. Confermato anche il vicepresidente Domenico Bagazzoli - TAMBURRINI ALESSANDRO SRL che affiancherà Fabbri insieme a una squadra ampiamente rappresentativa del comparto: il tesoriere Simone Lionello (VENETA SICUREZZA E SEGNALETICA STRADALE SRL) e i consiglieri Domenico Cappa (DSS IMPIANTI SRL), Valerio Casotti (CICAS SRL), Cristiano Cazzoli (GUBELA SPA), Marco Fabbri (EMMEA TRADE & SERVICE SRL), Marino Mazzoli (SIAS SPA), Paolo Mazzoni (3M ITALIA), Marta Ongaro (ONGARO SRL), Gabriele Pezzi (CIMS SRL), Giovanni Pisticchia (SISAS SPA), Luca Possanza (OPERA SRL), Gianfranco Tosi (SAIT SRL).

Assosegnaletica è l'unica associazione che, all'interno di Confindustria, rappresenta gli imprenditori dedicati alla produzione e installazione di segnaletica. Da più di dieci anni le sue attività permettono alle imprese di dialogare con le Istituzioni a tutela della sicurezza di chi viaggia. Dopo la pubblicazione del Codice della strada nel 1992, lo stato di salute delle strade italiane ha vissuto un forte miglioramento perché il Codice imponeva, tra gli altri aspetti, la sostituzione dei segnali in scadenza e la loro manutenzione. Ma allo stato attuale non è più così.

«Di media ogni dieci anni si deve procedere a una sostituzione. Oggi possiamo ritenere per difetto che almeno il 60% della segnaletica verticale sia fuori legge perché non è a norma con il Codice della Strada italiano, quella orizzontale è pari al 90% di non conformità agli standard europei. Noi produttori segnaliamo tutti gli elementi utili al gestore per alimentare il catasto, previsto per legge, della segnaletica ma sono pochi i Comuni che rispettano le norme», dichiara Paolo Mazzoni, responsabile delle relazioni istituzionali per Assosegnaletica. «Il Codice della strada è applicato male. I proventi contravvenzionali che devono essere usati per migliorare la sicurezza stradale, tra cui anche la segnaletica, sono stati disattesi: quei soldi sono stati usati per riparare i bilanci o per fioriere o per fuochi d'artificio. La segnaletica è sicurezza: non è un caso che siano in aumento gli incidenti stradali. Su questo tema ci stiamo battendo da molti anni. Ne ravvisiamo innanzitutto un interesse civico, perché meno incidenti significa meno costi assicurativi e sanitari: è un circolo vizioso che si innesca. Per la parte industriale, certo, è un mercato che va in sofferenza quindi licenziamenti. La manutenzione delle strade è fondamentale: la sua carenza porta un aggravio di costi sociali, sanitari e accidentali che valgono 2% del Pil, cioè 30 miliardi che si potrebbero recuperare». Non si tratta solo di sicurezza: la segnaletica, spiega Mazzoni, favorisce anche uno sviluppo progressivo del turismo, aiuta a ridurre le emissioni.

Tra i progetti in corso di Assosegnaletica c'è anche la protezione della cosiddetta utenza debole. Con due grandi Comuni come Torino e Roma, l'associazione sta lavorando per installare presso i plessi scolastici una segnaletica innovativa atta a tutelare i bambini e i ragazzi. 

Nel prossimo biennio Assosegnaletica lavorerà su più temi: «avanzare in un'audizione con la Commissione Trasporti al Ministero dei Trasporti soluzioni adatte anche in un periodo di crisi economica come questo», continua Mazzoni. «Chiederemo paradossalmente meno segnaletica, perché esistono tanti cartelli inutili, ma con la garanzia di concentrare le risorse economiche su una serie di cartelli imprescindibili come i cartelli di pericolo, la segnaletica di precedenza, divieto e obbligo, che devono essere validi e ben manutenuti. Subito dopo si deve porre attenzione ai segnali di indicazione». L'associazione guarda anche al prossimo futuro: «stiamo avanzando a grandi passi verso la macchina a guida autonoma, quando cioè non sarà l'uomo a dover rispettare il segnale ma la stessa automobile. Questo avverrà fra vent'anni, ma ci si deve preparare da oggi», conclude Mazzoni.

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